Io sono Yuna 1291!!!

Di Yuna in questo mondo ce ne sono tante. Molte dicono di essere quella autentica, ma io sono quella vera! Ho 17 anni, amo Final Fantasy e tutti i giochi fatti dalla Square. Mi piace suonare la chitarra e il pianoforte. Il mio cavallo di battaglia è il disegno e il mio tesserino è la grafica per computer! Questo blog è forse una delle cose a cui sto lavorando di più, e vi prometto che le mie crezioni non vi deluderanno!!!

Final Fantasy IX

"Melodies of Life"

Alone for a while I've been searching through the dark, For traces of the love you left inside my lonely heart, To weave by picking up the pieces that remain, Melodies of life - love's lost refrain. Our paths they did cross, though I cannot say just why. We met, we laughed, we held on fast, and then we said goodbye. And who'll hear the echoes of the stories never told? Let them ring out loud till they unfold. In my dearest memories, I see you reaching out to me. Though you're gone, I still believe that you can call out my name. A voice from the past, joining yours and mine. Adding up the layers of harmony. And so it goes, on and on. Melodies of life, To the sky beyond the flying birds forever and beyond. So far and away, see the birds as it flies by. Gliding through the shadows of the clouds up in the sky. I've laid my memories and dreams upon those wings. Leave them now and see what tomorrow brings. In your dearest memories, do you remember loving me? Was it fate that brought us close and now leave me behind? A voice from the past, joining yours and mine. Adding up the layers of harmony. And so it goes, on and on. Melodies of life, To the sky beyond the flying birds forever and beyond. If I should leave this lonely world behind, Your voice will still remember our melody. Now I know we'll carry on. Melodies of life, Come circle round and grow deep in our hearts, as long as we remember.

Amo

Chi sa amare senza condizioni ^^

Odio

I bugiardi

Le guide

Le guide che qui io vi presenterò sono il risultato del lavoro duro e lungo di persone che ci hanno messo l'anima! Anche voi, se volete, potete inviarmi le guide fatte da voi al mio indirizzo e-mail, kaviscuso@yahoo.it, e contribuire così alla crescita del blog. Grazie ^^

Le Fan Fiction

Ciao! Sono sempre io, la vostra Yuna 1291! Il mio blog ospita anche le Fan Fiction: potete inviarle alla mia e-mail kaviscuso@yahoo.it e io le leggerò per poi postarle su questo blog. Ci sono delle condizioni e quindi ATTENZIONE: NON VOGLIO SCRITTE CON K, X E VIA DICENDO!!!

Music

1000 Word - Final Fantasy X-2

Tag

Banner

Link Me

Friends

Fanlist

Image Hosted by ImageShack.us
Image Hosted by ImageShack.us
°*Beyond Fantasy*°




Visite

*loading*

Ora

Calendario

Present

animazioni final fantasy ix
animazioni final fantasy x-2
animazioni kingdom hearts
codes fan list
dilemmi su final fantasy
disegnini e fan art
fan fiction
final fantasy ix story
final fantasy vii story
final fantasy viii story
final fantasy x story
frasi
fumettistica
kingdom hearts gif
news
nomi blinky
recensioni
sfondi
soluzioni e guide
sondaggi
sorpresine
storie altri giochi
tesserini
video

Past

oggi
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008

Wishlist

Ne ho solo uno: amare!

Stickers

Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.us

Parole

utente anonimo in The Kill

Le cose importanti


Ci sono solo tre cose importanti nella mia vita: La famiglia, Final Fantasy, Il mio migliore amico ^^

Crediti

Immagine © "Squaresoft"

Free host

Template © Runarea

Creative Commons License

Distribuito da »BF »AL »WbC »GF

Intervista a Aeris e Tifa by Trinity89



 

Intervista a Aeris e Tifa

By Trinity89

 

>: Nome?

Tifa Lockheart

Aeris Gainsborough

>: Occupazione?

T: Barista.

A: Sì, come no... Io fioraia!

T: Sì, sì, certo."Fioraia".

>: Spiegatevi.

A: Sanno tutti che sei una prostituta illecita...

T: Sanno tutti che non coltivi solo fiori...

> La prima volta che vi siete viste?

A&T: Possibile che questa t***a abbia conquistato Cloud?

A: IO l'ho conquistato!

T: chissà come...

>: In che misura amate Cloud?

A: La quarta.

T: la sesta.

> (temendo che sarà una lunga intervista) Riformulo... Quanto amate Cloud?

A&T: sempre più di lei!!

T: ma sta' zitta, oca! Era così forte e dinamico... grazie a te è diventato moribondo!

A: e tu potevi dichiararti prima, deficente!

T: avresti rotto i c******i a Cloud lo stesso, t***a di m***a!

>: Che delicatezza!

A: Capirai, una donna che fa a pugni... e poi io a Cloud i gioielli non li rompo, mi servono!

T: P*****a!

> Tifa, calmati, su.

T: Ma che calmati e calmati! Mi sarei dichiarata quanto prima se questa z*****a non si fosse messa tra i c******i! Mancava tanto così! Sapevo che sarebbe venuto a salvarmi da Corneo! E allora gli avrei detto "Cloud, amore mio, sei venuto a salvarmi... Sai... Vorrei tanto stare con te..."... e invece... SPUNTA CON QUESTA LECCAC***O!!!

A: abbiamo anche dormito insieme!

>: Questo non è vero.

A: Mica sai che succede quando lo schermo diventa nero...

>: ....

T: Ma la senti? La senti?! Si vanta! Certo, lei c'ha il fisichino deboluccio che causa in Cloud il complesso del protettore... con tutte le fantasie annesse... e poi questa di nascosto fa i giochetti osceni con le sue belle manine sul bastone... E per tua informazione, cocca, IO c'ho dormito con Cloud! Tiè!

>: Questo è vero.

A: sì, ma chissà quanto avete PARLATO... sappiamo tutti che se ci provi Cloud soffoca lì in mezzo...

T: (rossa di rabbia omicida) Io almeno ho sviluppato anche altre parti del cervello!

A: davvero? Non credo che ci facciano caso... e comunque, parli tanto perchè sei invidiosa... certo, che puoi farci io non ho le tue mani da scaricatrice di porto...

T: Io non sto senza un c***o da fare come te, st****a!

A: ...e neanche il tuo fisico da camionista...

T: IO TI AMMAZZO!!

A: Avanti che ti infilo il bastone dove non batte il sole!!

T: *****************************************!!!!! (Le si lancia addosso e si scannano)

>: Billy? Vieni piccolino... (si avvicina un enorme Behemot di 12 metri) shi shì, piccolino, che dolce che sei... fai un favore alla mamma? (Billy fa le fusa e lancia meteor sulle due) Bravo, cucciolotto, ecco, questo è per te. (Gli da una zampa di Archeosaurus che Billy porta via trotterellando con soddisfazione) Quindi, dicevamo?

A: ah.....

T: Ho un pezzo di meteora proprio qui...

>: ...

A: e la t***a sono io.

>: Comunque, Aeris, è vero che così ti sei portato troppo Cloud dalla tua...

A: dovevo salvarlo da quell'organizzazione criminale!

>: Ma ci sei finita fino al collo anche tu.

A: ...

>: Dal canto mio, preferivo Tifa.

T: Grazie, se fossi più carino e dalla sponda giusta ti bacerei...

>: Ne farò a meno.

A. ma... ma... IO sono la protagonista! IO ho avuto il primo piano all'inizio del gioco!

>: e sempre tu sei morta a metà del gioco...

A: esigenze di copione!

T: si, hai rotto il c***o a tutto lo staff, Nomura compreso...

A: ma vaff....

>: Ad ogni modo, Aeris, ora dovresti cedere il posto a Tifa...

A: MAI!!! Ti sembro forse morta?! Cloud è MIO!

T: Certo che sei monotona... E talmente rompic******i che al Gold Saucer si può anche fare a meno di un appuntamento con te...

A: sì, ma il default è riservato a me.

>:Stiamo degenerando...

T: E Cloud è anche sei mesi più piccolo di te, sc***a!

A: fai silenzio, vacca da latte!

>: Qualcuno mi aiuti...Ma perchè non intervistavo Red XIII e Cait Sith?

T: non avevo bisogno di rivedere questa tr**a un'altra volta!

>: .......................................età?

T: 20.

A: 22... ma non potevi farla prima?

>: ........ho cercato di cambiare argomento.....

T: Per lei scrivi 14! Seguiva Cloud come una p********a adolescente ninfomane...

A: E tu te lo spolpavi vivo come una settantenne arr****a in astinenza! (risatina)

>: Perchè ridi?

A: Io l'ho visto nudo!!(trionfante)

T: Tu COSA, P*****A?!

A: Quando siamo venuti a salvarti da don Corneo, si è dovuto vestire da donna e io l'ho dovuto "aiutare"...

>: E non solo, vero?

A: Certo, poverino... Aveva tanta voglia repressa...

>: Ti sei fregata da sola. Tutti hanno visto che eri distante due miglia dal camerino.

A: C***o...

T: E si è pure vestita come una tr**a...

>: Quello che non sai, però, è cosa abbia fatto all'Honey Bee Inn..

T: (ci facciamo un segno d'intesa) Cosa? (ma fa l'occhiolino)

>: Be', c'erano tante belle ragazze...

A: C...cosa?!

>: E anche bei ragazzi...

A: Come no!

>: Ecco perchè ne è uscito tutto rosso e disordinato... sì è dato da fare.

T: (col volto tra le mani piangendo per finta) Sì è vero... Cloud è mezza checca...

A: ChEeEeEeE?!!!!

>: Credevo lo sapessi...

T: Una volta me lo confidò in una lettera... Si era innamorato tanto di un ragazzo della sua età... anche lui studiava da SOLDIER...

A: Si... Si... SI E' FATTO ZACK??!!

T: (sempre peggio) Sì, ma faceva anche cose in 3,4,5,6,7...

A: WAAAAAAAAAAA!!!!!!! Mi sono innamorata di DUE checcheeeeeeee....

> Su...ma non avete anche dormito voi due insieme a lui?(silenzio)

T: Oh, Aeris, ti sei fatta le French?

A: Mi donano, vero? E tu hai tagliato i capelli!

>: ... (scrive "le intervistate sono entrate contemporaneamente in promiscuità col loro amato... entrambe...")

A: Altre domande?!

>: Secondo voi, quant'è grande l'amore, o il sentimento che Cloud prova per voi?

A: Be'....

T: Come dire...

A: non è che sia tutto questo granchè...

T: diciamo che cè roba più "sostanziosa"...

A: Diciamo che... oh, e va bene.

T&A: IL SUO SENTIMENTO e' MINUSCOLO!!!

>: SDONG!(l'intervistante è a terra a gambe all'aria e con una lunga scia di sangue dal naso...)

T: tutto ok?

A: pallidino...

>:(rialzandosi, profondamente scosso) ................Progetti per il futuro?

A&T: C----

>: ALTRI progetti?

A: Sfondare nel giro degli stupefacenti vendendo maria spacciandola per "Margherite di Midgar"....

>: ...

T: Aprire una catena di bar dove servire drink e insegnare pugilato.

>: capisco... Un'ultima domanda...

T: prego!

>: Una domanda di cucina.

A: sono brava in queste!

T: io più di te.

>: Piatto preferito di Cloud?

A&T: (tutto d'un fiato) Le uova strapazzate con ketchup, maionese e formaggio!

>: (trattenendo la nausea) c...capisco...

A: ti senti bene? Sì lo so è un'alimentazione di me**a...

T: Non bastano 10 deodoranti nel cesso...

A: Dopo che va in bagno preferirei sc*****i un Molboro...

>: Me ne sono accort... Ehm! Grazie infinite.

A: EEEEEEH?

T: Che hai detto?

>: Ho detto "grazie infinite per la collaborazione", ora tornate al bordello da dove siete venute e non fatevi più vedere.

A: Io ho sentito qualcos'altro...

T:C'è qualcosa dietro l'armadio...

>: Billy?

T: Mammamiaquant'ètardi!

A: Ca**o mi sto perdendo Beautiful...

A&T. Arrivederci!!!!! (schizzano via)

>: uff...

Cloud: C***o per poco non mi hanno visto...

>: se magari la smettessi di fare lo shampoo con il viagra, i capelli ti starebbero a posto, c******e...

C: su, non fare così...

>: Ho abbastanza materiale, ora vado a preparare la cena...

C: Sì. il mio piatto preferitooo!!! ^ ^

>: Guarda che non voglio morire...

C: ....

>: stasera verdure.

C: NOOOOOOOOOOoooooooooooooooooooooooooo..................

>: E' proprio vero... tra i due litiganti, il terzo gode!! ^ ^

 



Yuna1291
commenti (1)
fan fiction

19:46
lunedì, 30 giugno 2008

A spasso nei Fantasy



 (io sono Tifa91!|)

(Ho costretto il mio ragazzo a fingersi un elfo ermafrodita maniaco!

Se sa che l'ho pubblicata mi ammazza!^^)

A spasso nei Fantasy

by Trinity89

 

Trinity, il sottoscritto individuo, stava come al solito giocando a FFVII,

allenando i suoi personaggi dopo aver ottenuto il Chocobo d'Oro...

Purtroppo, i Cavalieri della tavola rotonda non erano facili da portare al massimo livello,

così pensai di andare nelle foreste di Mideel e beccarmi 240 AP per ogni cacciatore di teste.

Nel frattempo attivavo le limit facendole salire di livello, quando...

 

Tifa: BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!

 

Trinity: Tifa, calm... TIFA?! Tu parli con me?!

 

Tifa: Eccome! E devo dirti in tutta sincerità che mi sono proprio rotta il ca...

 

Cloud: Ma tu non ce l'hai, Tifa!

 

Tifa: (schiantandolo contro un albero) Mi sono rotta di ammazzare 'sti insettoni verdi, basta!!!

 

Trinity: Ma Tifa cara, non ho altri modi per farvi salire di livello...

Non mi metto certo ad ammazzare mostriciattoli da 0 AP, chiaro?!

 

Barret: Sì, ma porca di quella...

Cambia un po'! Facci andare al mare, ammazziamo i Sea Worm almeno!

 

Ma sono noiosi...

 

Red XIII: sì, ma io mi sono proprio rotto...

 

Cait Sith: quasi quasi gioco coi miei dadi...

 

TU TACI che a livello 57 hai ancora solo la prima limit di primo livello!!! Gatto di merd...

 

Vincent: senti, facciamo così. Andiamo tutti al grande ghiacciaio.

 

1: I mostri danno pochi AP, 2: LI' MI SVENITE SEMPRE!!!

 

Tutti: ......

 

Ecco, bravi. Ora ammazzate i bruchi.

 

Yuffie: NOOOO, i bruchi noooo!! Che schiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiifo!!!

 

Cloud: (riprendendosi) ci penso io! FINISHING TOUCH!!!

 

Bravo imbecille, ora non posso sbloccare la limit di secondo livello n.2 di Yuffie...

 

Yuffie: IO non li avrei toccati!

 

Cid: certo, tocchi altri cose tu.

 

Yuffie: MA STAI ZITTO! COATTO!!

 

Cid: zitta tu, p*tt*n*ll* fottimateria!!

 

Effettivamente potevi risparmiarti il furto di Materia...

HAI UNA MINIMA IDEA DI COSA VOGLIA DIRE VEDERSI I KNIGHTS OF THE ROUND

F*TT*T* DA UNA...

 

Tifa: già.

 

Cloud: il fatto è che ci annoiamo, sempre le stesse facce, gli stessi scontri...

vorremmo un po' d'azione, non so, almeno una faccia nuova!

Siamo otto... (lacrime agli occhi) Aeris non c'è...

 

Se tu ti levassi il prosciutto dagli occhi, forse un paio di cose in più le capiresti...

 

Cloud: ma Tifa è un'amica...

 

Tifa: e sti cazzi!

 

Ti sbava dietro da anni... Insensibile.

 

Cloud: Ma io voglio Aeris...

 

C'HAI ROTTO CO' 'STA AERIS!  Volete una faccia nuova? E bo'...

 

Tifa91: Ciao, Trin! Ma ci giochi sempre a 'sto gioco? Ancora a Mideel?!

 

Trinity: ................................................

 

Cloud: Be' questa è meglio di Tifa...

 

Tifa: .....Non a caso è una mia omonima...

E MO' VEDI CHE CI DA ANCHE RAGIONE?! CUMPA', SI' GRANDE!!!

 

Trinity: ..... Tifa, sei uscita dallo stadio...? Cloud, tu non guardare le altre, sei solo mio...

 

Cloud: ............ma tu sei...

 

Trinity: QUALCHE PROBLEMA?

 

Cloud: questo è un gioco serio!

 

Trinity: anche troppo, mi fa venire la depressione...

 

Cloud: mi hai fatto prendere a schiaffi da Tifa...

 

Trinity: sei un pessimo attore.

 

Tifa91: MA PARLI COL GIOCO?!

 

Trinity: non stanno zitti un momento...

 

Tifa91: T_T  Anche io voglio questo potere!!

 

Trinity: dicono che vorrebbero facce nuove...

 

Tifa91: andiamoci noi!!!!

 

Trinity: e come?

Voglio dire, io conosco solo il 7 e l'8, poi gli altri li conosco solo dalle immagini e perchè mi ci hai fatto giocare... Tranne a FFIX perchè non ci voglio giocare!!!!

 

Tifa91: io conosco a fondo i misteri di FF, quindi... VARCO DIMENSIONALEEEE!!!!!!

 

Trinity: che botta...

 

Cloud: voi qui?!

 

Tifa91: e ora... COMPRESSIONE TEMPORALEEEE!!!

Così il tempo si blocca e i nostri genitori rompiscatole non vengono!!

 

Trinity: Tifa91, potevi evitare di svelare questi dettagli imbarazzanti... T_T

 

Tifa91: Scusa dony...

 

Trinity: TIFAAAAAAAAA91!!!!

 

Tifa91: ops (faccino innocente)

 

Trinity: .... Mbè, e ora che facciamo?

 

Tifa: ora ammazzate gli insettoni con noi, è ovvio.

 

Trinity: ma non esiste!!! E poi non so da dove cominciare...

 

Cloud: una spada ce l'hai, no?

 

Trinity: (guardandosi la cintura) oh, è vero! La chiamerò... MASAMUNE!!

 

Cloud: già usato...

 

Trinty: cazz... è vero. Hmmm... Beh, è una spada lunga ad una mano... Boh, mi verrà il nome!

 

Tifa91: una bella coppia di sciabole...

 

Trinity: Tifa91, sei un po' blu...

 

Tifa91: sono una Ronso!!

 

Personaggi di FF7: una che??!!

 

Trinity: ma cosa c'entrano i Ronso, siamo 3 capitoli indietro...

 

Tifa91: tu hai le orecchie da elfo!! Che compaiono solo in FF11!!!

 

Trinity: ah...(scoprendo di avere una lunga coda di capelli, la usa per coprirsi le orecchie)

 

Cloud: be', ora che facciamo?

 

Vincent: (visibilmente attratto da Tifa91) potreste aprire un nuovo varco dimensionale?

 

Tifa91: (visibilmente attratta da Vincent, riprendendo sembianze umane) ma certo...

Tutto per te -ahem-.. per voi...!!! Hmm.... VARCO DIMENSIONALEEEEEEEEE!!!!!

 

Trinity: oooh, ma questa...

 

Yuffie: mai visto 'sto posto!!! Sarà pieno di Materia!!!

 

Trinity: questa è l'isola più vicina all'inferno, non ci sono Materia... questo è FF8!

 

Personaggi di FF7: FF8?? Che roba è??

 

Trinity: un gioco più divertente...

 

Cloud: ehi, un Marlboro!

 

Trinity: qui si chiamano Molboro...

 

Cloud: AHah! Io ho l'Aurora Armlet! Sparami tutti i raggi congelanti che vuoi, cesso!

 

Il Molboro spara alito fetido e stende Cloud all'istante.

 

Trinity: qui non usano il raggio congelante...

 

Cloud: ....

 

Barret: che figlio di... CATASTROFE!! 

 

Il molboro schiatta.

 

Trinity: ah, povero Cloud! Ti prego, rinvieni... Areiz!!

 

Cloud: ma sono ancora vivo...

 

Trinity: Oh! Scusa visto che sembri sempre un cadavere che cammina non ci ho fatto caso!! O_O

Esna!

 

Cloud: allontanatiiii!! Non mi avr...

 

Trinity sussurra qualcosa a Cloud,

che improvvisamente cambia faccia assumendo un'espressione invasata.

 

Cloud: quindi... cioè tu... oooh...

 

Trinity: però non voglio restare qui tutta la vita!

 

Yuffie: non ci sono Materia...

 

Tutti: ....

 

Tifa91: (poggiandosi a Vincent fingendo di essere esausta)

Non abbiamo modo di tornare, sono tanto stanca...

 

Vincent: cosa dobbiamo fare?

 

Trinity: aspetta... (controlla in tasca) Ah, eccolo, il telecomando!

 

Arriva una grossa astronave verde-azzurra.

 

Cid: MA CHE E'???

 

Trinity: la Planet Express.

 

Tifa91: ma quella viene da Futurama!!

 

Trinity: silenzio!! Sono l'autore della storia e decido io.

 

Così i dieci salgono sulla nave spaziale, e vanno per il mondo...

 

Cid: Fila che è una meraviglia!!

 

Trinity: certo, viene dal 3000...

 

Aeris: salve a tutti.

 

Cloud: (commosso) AERIS!!!!

 

Aeris(quasi schifata, abbarbicata a Sephiroth come una piovra invasata): ah... Cloud.

 

Cloud: ngwè! Madre!

 

Trinity: questo lo dici nel film...

 

Cloud: Farò un FILM???? EVVAI!!! ADDIO, MONDO DI MERDA!!

 

Trinity: sarà ambientato a Midgar...

 

Cloud si accascia profondamente triste.

 

Aeris: ragazzi, c'è certa gente in questa nave...

 

E spuntano tutti i Cid, dal 7 al 10.

 

Cid Highwind: CHE CAZZ...

 

Cid Kramer: ma che strana coincidenza, tutto ciò è incredibile.

 

Granduca Cid: inaccettabile, kerò. C'è un solo buriCid! Io!

 

Cid FFX: Oh, un omonimo appassionato di aeronavi! Quale onore! (lui e Cid Highwind si salutano calorosamente dando vita ad un comizio lunghissimo sulle aeronavi)

 

Trinity: io ne ho abbastanza... Cid! (si girano tutti)

Uff... eh... Insomma, tutti in un angolo! Ma quant'è popolata questa nave?!

 

Cloud: mi state fecendo venire mal di testa... OMNISLASH!!

 

E detto questo, Cloud ammazza Cid Kramer e Granduca Cid che stavano litigando.

 

Trinity: NOOO!!! Cid Kramer era di questo mondo!!!

Speriamo che abbiano già superato l'orfanotrofio di pietra...

 

Tifa91: (muovendo un piede guardando da un'altra parte)

io sono ancora ferma all'attacco al Garden di Galbadia...

 

Trinity: Doh!!

 

Nello stesso istante, alle spalle di Edea e davanti al gruppetto di FF8 compaiono

i resti affettati del preside Cid, che Angelo si sbafa soddisfatto.

 

Edea: AAAAHH!!! CID, AMORE MIO!!!

 

Squall: Non temere, madre!! Troveremo il colpevole!!

 

Squall&co. partono dall'orfanotrofio col Lagunarock

(cosa strana, visto che c'è ancora il Garden di Galbadia fermo nella foresta) verso l'ignoto, 

poi si accorgono del Garden nemico, tornano, lo fanno saltare in aria e riprendono la ricerca... "

giusto per essere sicuri" aveva detto sadico Squall. Sì, si era creato un paradosso!

I miei ricordi di FF8 completato si misero in contrasto con quelli di FF8 completato a metà di Tifa91...

 

Cid H.: WOAH!!

 

Cid FFX: attento!!

 

Trinity: senti, io mi sto confondendo.

 

E Trinity sgozza l'altro Cid, lasciando solo quello del 7.

 

Riprendendo il discorso, il Planet Express incrocia il Lagunarock che spara all'impazzata.

 

Barret: CA...

 

Trinity: ah, eccoli!! Cid, spara!!

 

Cid: questa C***O di nave non ha armi!!

 

Trinity: CHEEE?! Rimedio!!

 

BLIP! Trinity preme un pulsantino e dietro la Planet Express spunta un'intera flotta di navi Covenant provenienti direttamente da Halo 3.

 

Squall: Oh, cazz...

 

Il Lagunarock salta in aria, quindi il gruppo si trasferisce su una nave della flotta umana,

l'In Amber Clad (Halo 2), molto più robusta e armata.

Per non lasciare tracce, disintegrano la Planet Express.

Però, sciagura!! Artemisia dà inizio alla Compressione Temporale, e tutto diventa immobile.

 

Squall: argh...

 

Trinity: ah, si sono salvati! Che disdetta...

 

Tifa91: Squall... =L

 

Vincent: ....

 

Irvine: oh, ma che belle ragazze! Se questo è il Castello di Artemisia... VOGLIO MORIRE QUI!!!

 

Si fionda su Yuffie come un mandrillo nella stagione degli amori.

 

Yuffie: (con uno stivale piantato sulla faccia del losco figuro) e tu chi sei, brutto vaccaro?!

 

Irvine: il tuo principe azzurro.

 

Tifa: Ma non facce ride...

 

E lo schianta contro un muro della nave con un Final Heaven.

 

Zell: OOOOOOOOOOOOOHH!!!! Anche tu combatti a mani nude?! (occhi a cuoricino)

 

Tifa: Un altro pugile? (le luccicano gli occhi)

 

Zell: sì! Guarda che muscoli! Io sono il terrore dei mostri!

(giungono le mani l'uno con l'altra guardandosi con gli occhi luccicanti)

 

Tifa: Non credevo esistesse qualcuno che sapesse combattere come me!!

(si rintanano in qualche antro della nave a limonare)

 

Quistis: Per colpa vostra, Artemisia ha dato inizio alla Compressione Temporale!

 

Rinoa: oh...(posseduta)

 

Trinity: svegliati, str***a!!! (le ammolla un Final Heaven)

 

Rinoa: eh? Oh? Che ore sono? Che fame... Squally!! Amoruccio tesoruccio mi porti un paninuccio??

 

Squall: (sbranando Tifa91 con gli occhi) vaffanculuccio...

 

Trinity: come hai fatto a non essere censurato?

 

Tifa91: è bello anche quando impreca...

 

Trinity: ....

 

Squall: dai, vieni bella mia...

 

Vincent: lei è già impegnata.

 

Squall: levati, zombie! CUORE DI PIETRA!!

 

E mentre Squall si scatena in 10000 colpi di spada,

Vincent gli tira una pistolettata in piena fronte, gli lancia un Areiz,

lo crivella di colpi, poi gli lancia un altro Areiz e continua così finchè non esaurisce gli MP.

 

Tifa91: Vincent... Amore... (bacio appassionato)

 

Squall: ..........moan............

 

Rinoa: AH!!!! SQUALLINO!!! Come hai potuto! ANGELO, COMETA SIDERALE!!!

 

Tifa91: (parandosi di fronte a Vincent battagliera)OON-DA EE-N-EE-R-G-EE-T-II-C-AAAAA!!!

 

Trinity: si scoprono gli altarini...

 

Tifa91(tutta rossa): .... volevo dire... ULTIMAFLARETORNADOQUAIGAFREEZE!!!

 

Rinoa:(già stesa dall'onda energetica) WAAAGH!!! KAIOHKEN!!!

 

Trinity: qui stiamo degenerando...

 

Tifa91: BIG BANG ATTACK!!!

 

Rinoa: PER IL SACRO LEO!!!!

 

Tifa91: FULMINE DI PEGASUS!!!

 

Rinoa: TECNICA DELLA MOLTIPLICAZIONE DEL CORPO!!!

 

Tifa91: COLPO DEL SOLE!!!

 

Rinoa: RASENGAN!!!

 

Trinity: ........Non è per interrompere il vostro splendido combattimento,

ma è un'ora che dite nomi di tecniche prese a c*zz* da anime vari...

 

Selphie: Ma non c'è niente! Dopo il Kaiohken avete solo sbraitato...

 

Rinoa: (rossa) ovvio, ci stavamo solo preparando!

 

Tifa91: già, che potete capire voi? Sei pronta?

 

Dopo un lungo ed estenuante combattimento in cui Tifa91 sembra Loz di Advent Children e Rinoa Tifa, sebbene si scambiassero spesso le parti, (tanto Tifa di AC e Rinoa sono praticamente identiche)

Rinoa usa la sua più temibile tecnica speciale... e non è Ali di Fata!

 

Rinoa: WARD!!

 

Tutti: ?????!!!

 

Rinoa prende Ward, gli fa ingoiare il suo specialissimo sformato di fagioli

al chili conditi con antenne di Molboro e in un attimo lo scafo anteriore

dell'In Amber Clad salta in aria!

 

Il gruppo cade, finendo nella sabbia... o meglio, alcuni finiscono in mare.

Quando tutti si ritirano esausti sul bagnasciuga, compare un microbo assai noto...

 

Sora: Stavolta ne sono caduti parecchi... Eh? Oh, ma quello...

 

E si fionda su Cloud.

 

Cloud: AAHH!! Toglietemelo, mi sta violentando!!

 

Sora: ma non è vero...Voglio solo le coccole...

 

Cloud: Staccati dal mio c...

 

Trinity: (occhi in fiamme) ULTIMATE END!!

 

I cavalieri della tavola rotonda riducono Sora ad un poltiglia irriconoscibile.

 

Cloud: c....OLLO! Mi stava strangolando ma grazie lo stesso...

 

Sora: (riprendendosi) chi siete?

 

Trinity:  Tifa91, stavolta c'entri tu non è vero?

 

Tifa91: stavo pensando a Kingdom Hearts... Ma al 2!

 

Sora: ciao, io sono Sora!

 

Trinity: KINGDOM HEARTS NOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!! Ma dov'è Roxas?! Almeno Roxas...

 

Sora: è scomparso, ricordi?

 

Trinity: (strangolando Sora)fai uscire Roxaaaaaaaasss!!!

 

Roxas: (uscendo dalla bocca di Sora) ah, luce! Oh? Quanta gente...

 

Trinity: Roxas, che bello vedere qualcuno di simpatico...

 

Sora: io non ti sto simpatico? T_T

 

Trinity: ti odio. Infatti quando Car.... Tifa91 mi ha fatto affrontare Sephiroth ti facevo morire apposta!

(risatina sadica)

 

Sora: Sigh... T_T oh! Leon!! Tu mi vuoi ancora bene vero? Dopo tutto quello che c'è stato tra noi...

 

Rinoa: Squall! Ma che dice questo?!

 

Squall: .... La Square mi ha offerto una particina in questo gioco...

 

Rinoa: e perchè io no?!

 

Trinity: forse perchè sei una rompipalle?

 

Riku: mamma mia che confusion... (vede Tifa91) ehilà, che splendida donna...

 

Tifa91: (assicurandosi che Vincent sia ben girato) Riku! Che gioia vederti!!!!!

 

Trinity: Povero Vincent...

 

Vincent si trasforma in Chaos e fa a pezzi Riku, ripetendo il procedimento precedente.

A quanto pare, Vincent è un pochino geloso...

 

Tifa91: Ma stavamo solo parlando!!!

 

Roxas: be' che ci fate qui?

 

Trinity: Rinoa ha usato la sua tecnica speciale, la "Scorreggia di Ward" e siamo finiti qui,

e la nostra nave è là sopra... Oh, che stanchezza... (si butta su Roxas)

 

Roxas: povero piccolo... (ascolta i sussurri già detti a Cloud, invasandosi a sua volta)

 

Sora: Roxas, come puoi tradirmi così...

 

Roxas: sparisci, sputazzo!

 

Sora(depresso, mugolando): mi dovrò accontentare di Kairi...

 

Kairi: Sora, Sora, Sora! Che sei bello, che sei forte!! Ti amo Soraaaaaa!!

 

Cloud, sotto Morfeo, non si accorse di quello che accadeva dietro i cespugli...

 

Roxas: mi sento rinato!

 

Trinity(indifferente): Dobbiamo tornare alla nave,

perchè questo bordellazzo sta cominciando ad essere pesante...

 

Sora: non ci date una mano con Ansem?

 

Tifa91: ho dimenticato di dire che ho ricominciato il gioco...

 

Trinity: (Tutt'intorno si forma un minaccioso alone nero...

Trinity parla con la voce e lo sguardo spiritati!)TIFA91...................................................................

 

Tifa91: ehehehehehehehehehehehehehehehe..... (si nasconde dietro Vincent,

che a sua volta si nasconde dietro(guardacaso)Tifa, che a sua volta....

finchè non sono tutti dietro Cloud).

 

Cloud: be'...(sudando freddo) gli...gli diamo una mano...???

 

Trinity: (sguardo alla Selphie) ok!

 

Cadono tutti a gambe all'aria.

 

Il gruppo arriva alla fortezza di Ansem piena di Heartless e nemici vari.

 

Trinity: Rinoa...

 

Rinoa: sì?

 

Trinity: COLPISCIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!

 

Rinoa lancia Ward come una granata, e tutta la fortezza salta in aria, Ansem compreso.

 

Roxas: ma io con Ansem non c'entro un accidente...

 

Trinity: e vabbè, dai.

 

Cid: ho trovato un modo per tornare! Con questa zattera a reazione!

 

Sora: NOOOOOOOOOOOOOO è la MIA ZATTERAAAAAAA!!!!

 

Winnie Pooh: Uuuh, salve, nuovi amici! Volete un po' del mio miele?

 

Tutti: (tendendo il braccio con un Firaga pronto)CHECCAZZA DI MERDA CREEEEPAAAAAAA!!!

 

Tutti partirono lasciandosi dietro i resti sanguinolenti e irriconoscibili di Winnie Pooh,

ma si trovarono anche il gruppo KH a bordo mentre Aeris e Sephiroth limonavano in sala comando.

 

Trinity: Paperino e Pippo noooo!! E Neanche Topolino!! FUORI DALLE BALLEEEE!!!

 

E i tre volarono giù. Intanto, Cloud schiacciava il grillo parlante con il giornale...

 

Trinity: Cloud, che leggi?

 

Cloud: un regalo di Irvine, "La mia vicina -action edition".

 

Trinity: ecco, bravo, studia...

 

Zell e Tifa erano altrove.

 

Trinity: Tifa91, dove finiremo stavolta?

 

Tifa91: e che ne so...

 

Trinity: TIIIDUUUSS!!!!

 

Tidus: no! Indietro! Stai indietro! NOOOOOOOOOOOOOOOOooooooooooooooo...... 

(riceve le stesse parole sussurrate a Cloud e Roxas) ah, ok...

 

Yuna: che c***o siete?!

 

Cid: e poi sono io...

 

Yuna: Molla il mio ragazzo!

 

Trinity: vuoi farti sotto?!

 

Kimahri: oh... una Ronso! Kimahri non credere avere trovata una qui! Come tu essere bella!

Noi uscire insieme!

 

Tifa91: NOOO! Non ci penso proprio!! (scappa) Preferisco mille volte Wakka!!

 

Wakka: Buonaseeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeraaaaaaaaaaaaa!

 

Tifa91: scherzavo... T_T (con un agile balzo, la nostra eroina evita l'assalto dei due contendenti...

e Kimhari e Wakka finiscono per baciarsi!!)

 

Wakka: AAAAAHH!!! CHe SCHIFOOO................................................

 

Kimahri: Kimahri scoperto se stesso! Venire, Wakkino!!

 

Wakka: NOOOOO!! Aiutoooo!!

 

Intanto....

 

Yuna: SHIVAIFRITIXIONANIMABAHAMUT3MAGUSVALEFOOOORRR!!!!

 

Trinity: vuoi un confronto di evocazioni?! Beccati questa!!

SHIVAIFRIDQUETZALSIRENDIABLOSLEVIATHAN(riprende fiato)CARBUNCLEBROTHERSPANDEMONCERBERUS

ALEXANDERBAHAMUTTOMBERRYKYAKCTUSKHARONTEEDEENN!!!!

 

Lo scontro è intenso. Tutte le invocazioni messe insieme fanno più casino che altro, poi con una mossa sleale Yuna prende Yojimbo da parte e prende il portafogli di Tidus. "Questi ti bastano?" Yojimbo fa cenno di assenso e con uno Zanmato fa secchi tutti i G.F. di Trinity!

 

Trinity: brutta $%&£/...

 

Yuna: tutto è lecito, in guerra e in amore! E ora... Yojimbo, fallo a pezzi!!

 

Trinity: aha! sblocchi la mia carta trappola! "Coglionazzo imbranato!" che ti manda Yojimbo all'inferno! Ciaaaaaaaaaaooo!!

 

Allora Yuna brandisce la sua mitica asta, e fa un ultracidio(99999) a Trinity facendolo schiattare di colpo.

 

Cloud: NNNNNOOOOOOOOOOO!!!!

 

Trinity: ahah! Io ho 1000000 di Hp!  Pozione-x!

 

Yuna: Bastard...

 

Trinity: e ora il mio colpo speciale! RENZO-SHIMA-ZANTETSUKEN!!  Una mossa letale equivalente a 100 Cuore di Pietra, 100 Omnislash, 2000 Girandole di Fuoco e per finire uno Zantetsuken! Detta anche "Così è sicuro che crepi!"

 

Infatti Yuna schiatta a terra, ma viene riportata in vita da Lulu.

 

Rikku: e no! Speravo che Tidus sarebbe stato finalmente miooooo!!

 

Yuna: Sogna, scr**a!

 

Dopo essersi "scambiati le figurine di blitzball", Trinity e Tidus si separarono... e Tifa91 accettò un appuntamento con Sora.

 

L'In Amber Clad però era sempre più piena, e cominciavano a dubitare di cosa avrebbero incontrato in seguito.

 

Ashe: Oh, sono così emozionata... Tra poco mi sposo...

 

Domestica: indubbiamente, signora, è un momento da celebrare...

 

Triinty: (sottovoce, d'ora in poi)  Tifa91, hai cominciato il gioco da capo?!

 

Tifa91: no, sei tu che non vuoi che Rasler tiri le cuoia..

 

Trinity: ................................

 

Cloud: ma che mi è capitato... Sei così infedele...

 

Trinity: il mio cuore batte per te Cloud... Ma non sono ancora pronto ad un rapporto stabile...

 

Consiglio di guerra.

 

Trinity: (irrompendo) scusate, vecchietti...

 

Bash: che vuoi?

 

Tifa91: Bash... =L

 

Vincent: ....

 

Trinity: fatemi scambiare due parole col principe Rasler...

 

Rasler: sono impegnato, devo vendicare mio padre!

 

Trinity:(lo getta a terra e gli pesta fortemente i maroni come in piena vendemmia) AVVICINATI AD UNA BATTAGLIA E TI FACCIO A PEZZI!!!! HAI UNA MOGLIE!! E QUESTO GIOCO HA BISOGNO DI UN PERSONAGGIO FIGO!!

 

Tifa91: Ma c'è Bash...

 

Selphie: e c'è Vaan...

 

Irvine: e c'è Fran...

 

Trinity: chiaro il concetto, principino?

 

Rasler: .......moan......

 

Tifa91: salviamo il figone n°2!

 

Fortezza dove si sta firmando il "trattato di pace" (non ricordo il nome e se era un trattato di pace!)

 

Reks: Me ne occupo io, signore!! Voi andate avanti!

 

Tifa91: sparisci, fallito!

 

E i nostri eroi, ormai sempre più simili ad un esercito, fanno a pezzi l'intera fortezza...

 

Fratello Cattivo di Bash: e ora... non sei più...

 

Tutti: FIRAGA!!!

 

Il Fratellazzo schiatta.

 

Fratello Cattivo di Larsa: E voi chi siete? Crepate!!

 

Cloud: Omnislash!

 

E crepa anche l'altro str***o.

 

Tifa91: abbiamo praticamente completato il gioco!

 

Trinity: vedi di non morire, pezzente! Ora vai da tuo fratello, e se lo trovo nelle fogne ti DISINTEGRO!

 

Reks corre a gambe levate.

 

Rinoa: ragazzi sono tornata! L'assalto è stato respinto senza il principe Rasler!

 

Ward: ....................(ho il c**o in fiamme)

 

Rinoa: Be'... diciamo che la compagnia di assicurazioni avrà un bel da fare, ehehe!

 

Tornano sull'In Amber Clad, dove si uniscono anche quelli di FF12. Ormai, è sempre più simile ad una casa chiusa, con gente che limona dappertutto, o chi, come Irvine, fa il filo a tutte.

 

Finalmente Vincent e Tifa91 poterono appartarsi da soli, il resto non si può dire...

 

Anche Trinity e Cloud ebbero la loro intimità... gridavano come ossessi, da far tremare la nave...

 

Cloud: (con una sigaretta fumante) ti sei fatta aspettare...

 

Trinity: nessuno deve sapere che sono una donnaaa!!! Comunque grazie, stallone da monta... Anch'io mi sento rigenerata...

 

Poi si aprì un nuovo varco dimensionale, e finirono tutti nel regno di FFXIII...

 

Vaan: un mondo in costruzione!

 

Trinity: =L Vaan... sai dirci che posto è?

 

Jenova,Artemisia,Trivia,Sin e tutti i cattivazzi dal 7 al 12 e dai due KH(macchine comprese): LA VOSTRA TOMBA!!!

 

Trinity: sti cazzi!! Io devo tornare a casa, c'è l'anime night stasera!!

 

Cloud: limoniamo davanti a Gintama?

 

Trinity: ....ma certo che sei insaziabile...

 

Tifa91: che facciamo ora? Sono tantissimi!

 

Squall: Certo che ce ne siamo fatti, di nemici...

 

Sephiroth: esatto! E io sono un infiltrato! Guardami, mamma!

 

Jenova: bravo, figlioluzzo... Forza, ammazziamoli tutti insieme!!

 

Voce Misteriosa1: BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

 

Voce Misteriosa2: Avete distrutto tutto!!

 

Sakaguchi e Nomura, i creatori di storie e personaggi!!

 

Trinity: Signor Nomura!! E' vero che lei non sa tenere nemmeno una matita? (l'ho letto su una rivista... ^ ^ ndA)

 

Nomura: ....

 

Sakaguchi: è.... è pieno di incongruenze! Cloud, perchè sei così pervertito?! Squall, maledizione, sei un cesso! E Tidus e Yuna? Perchè siete così separati?! Da quando Tidus va dietro a Quistis? Kimahri, perchè stai violentando Wakka? (tre ore dopo) Cos'è questo MACELLO?!

 

Trinity: abbiamo solo reso la storia più interessante e accattivante...

 

Nomura: i MIEI personaggi sono stati usati per avventure porno... E poi tu e quell'altra Tifa91, come c***o siete vestiti?! Cosa sono quegli abiti così semplici?!

 

Trinity: una maglietta smanicata, pantaloni neri e stivali.

 

Tifa91: un cappotto bianco smanicato, maglia grigia, pantaloni attillati bianchi e stivali bianchi.

 

Nomura: LO SOOOO!! Ma sono troppo semplici!! Sembrate due NPC!! (Personaggi non Giocanti, da Non-Playing Character, ndA) E quelle spade! Sono così banali!

 

Cloud: (vocina) non è che la mia Buster sia un capolavoro di originalità, signore...

 

Sora: in tutta onestà, non è che la Keyblade sia un'arma tanto bella... Mi mette in imbarazzo...

 

Squall: una spada-pistola?

 

Trinity: e in tutta onestà, potevate sbizzarrirvi un po' nei costumi, no? Che ne so... Sono in mezzo alla neve e li fate andare in costume da bagno!! (indica Rikku)

 

Tidus: mi sono beccato la febbre dieci volte...

 

Tifa91: magari una bella tenuta invernale... Come sarebbe stato bene a Rinoa un vestito come il mio!

 

Rinoa: invece mi si dovevano congelare le chiappe...

 

Selphie: a chi lo dici...

 

Nomura: Be', almeno quelli del 12 non si lamentano.

 

Personaggi del 12: MA CHE CAZZO VI PARE MODO DI FARCI STARE A MORIRE DI FREDDO ANDANDO SEMINUDI IN MEZZO AL GHIACCIO??!!!!

 

Vaan: avevo tanto freddo...

 

Penelo: non temere, ti riscaldo io mon amour!

 

Sakaguchi: Be', ma nessuno saprà del vostro soffrire... Vi elimineremo e tutti tornerete ai vostri giochi!

 

Cloud: non mi separerò da Trinity!!

 

Trinity: sono commossa... ehm... commosso....

 

Tifa91: facciamoli neri! WARD!!!

 

Ma Nomura disegna una barriera attorno a Ward, facendolo implodere.

 

Trinity: siamo nel loro mondo!! Non possiamo vincere!

 

Sakaguchi: "a questo punto i nostri eroi si imbattono in un gigantesco mostro di livello 100, e tutti hanno le magie bloccate, non possono lanciare Summon e neanche gli oggetti..."

 

Tutti: ma che stron...

 

Nomura: un gigantesco Vattelapesca Weapon...

 

Compare una Ultima Weapon a pois rosa, con i pallini viola e al posto delle corna due ombrellini rossi.

 

Trinity: poca fantasia, eh?

 

Nomura: sono vent'anni che disegno mostri!

 

Weapon si scaglia su di loro, e li stende tutti con un colpo, tranne Cloud, Trin, Tifa91, Vincent, Squall, Yuna, Tidus e Vaan. Anche Sora e Roxas riuscirono ad alzarsi.

 

Sakaguchi: "le loro armi sono rotte e infliggono 1 di danno...".

 

Tutti: ma allora sei stron...

 

Nomura: "Il suo attacco speciale è una sfera colorata a forma di Chocobo..."

 

Trinity: è semplicemente disgustoso...

 

Sora: oooh, che belli i Chocobo!!

 

Tifa91: basta così! VARCO DIMENSIONALEEEEEEEEE!!!

 

E compare un varco che spedisce Sakaguchi e Nomura nel regno di The Sims.

 

Trinity: grazie, Carm.... Tifa91, ci hai salvato la vita!

 

Tifa91: ordinaria amministrazione...

 

Cloud: ma ora come andiamo via da qui? Senza il loro creatore...

 

Sora: i mondi crolleranno tutti!!!

 

Trinity: tutti sull'In Amber Clad, presto!!

 

Tutti riescono a salire sull'astronave, proprio mentre i mondi collassano.

 

Due mesi dopo...

 

Trinity: siamo rimasti nel mondo di FF8...

 

Tifa91: sì, ma almeno si sono salvati tutti!

 

Il Garden di Balamb era diventato una nave da guerra, grazie a Cid, Vincent ne divenne il preside, i membri più grandi dei gruppi diventarono insegnanti...

Trinity si scoprì essere una donna, quindi lei e Cloud si sposarono. Tifa e Zell divennero inseparabili; Vincent e Tifa91 si sposarono, i precedenti alunni del Garden di Balamb (Squall&co) rimasero allo stesso livello, Vaan doveva sbrigarsi a diventare SeeD, come Tidus, e tutti quelli che non avevano ancora 20 anni. Yuffie trovò un surrogato delle Materia: gli orologi, le collane, ecc...

Aeris e Sephiroth diventarono professori, quando ovviamente si staccavano. Barret iscrisse Marlene e Denzel al Garden, e lui andò a vivere a Balamb. Auron era il nuovo portinaio...

Insomma, la vita tornò a scorrere tranquilla, e le due protagoniste si divertono molto di più che a casa loro!!

E tutti vissero felici e contenti.

 

FINE

 

Personaggi di FFIX: E NOI???!!!

 

Trinity: vabbè, voi annegherete nell'oscurità dello spazio-tempo.

 

Personaggi di FFIX:NOOOOOOOOOOOOOOOOOoooooooooooooo....................................

 



Yuna1291
commenti (4)
fan fiction

19:05
giovedì, 12 giugno 2008

Il Nessuno



 

Il Nessuno

by Trinity89

 

Il buio più totale...

Era questa la Riunione?

Relegato in angolo della Sua mente, a guardare ciò che Lui faceva... Ad osservarlo uccidere coloro che gli erano stati amici. A malincuore,sì, ma li ammazzava lo stesso. Ed ora, tutto era quasi finito... Nuovamente, viaggiando per i vari mondi, avevano impedito la fine dell'Ordine delle Cose. Loro, non lui. Il piccolo e indifeso pezzo di residua coscienza, relegato nei meandri più oscuri della mente dell'Individuo, di cui sapeva tutto e non sapeva niente. Percepì una luce, qualcosa l'aveva scosso dal torpore, una Porta...

Forse era ancora in tempo. Forse, un minuscolo pezzo di lui poteva salvarsi. Un piccolo seme...

Certo, sperando che cadesse nel posto giusto.

E allora lo fece.

Con tutte le forze che gli restavano, nel momento in cui Lui varcava la porta con l'Amico, il frammento si staccò dal corpo e dall'anima, inosservato, senza nemmeno che Lui o l'Amico se ne accorgessero.

 

Una caduta simile al più dolce dei sogni...

 

Cullato da mille nuvole e stelle...

 

Non sentì nemmeno l'impatto.

Aprì debolmente i suoi occhi eterei, vuoti. Davanti a lui, una strana escrescenza rosea, divisa in altre escresenze più piccole alle estremità.

 

Ma-no...

 

Bra-ccio...

 

Era il suo corpo? Forse... ma non riusciva a muoverlo... Si sentiva ancora prigioniero di quella mente, quel freddo, quel silenzio. Si sentiva ancora parte di Lui. Tutti i suoi ricordi, erano collegati a quella Mente, a quel Cuore. Che non erano i suoi...

 

Tu-tum.

 

Che cos'era?

 

Tu-tum.

 

Ancora. E ancora. Un rumore assordante come tamburi di guerra. Gli riempiva le orecchie. Non sentiva altro.

 

Un freddo glaciale lo pervase. Vide l'escresenza immobile tremare per quel freddo.

 

Plic, plic, plic.

 

Un ticchettio continuo gli martellava la...

 

Pel-le.

 

Pelle. Mano. Braccio...

 

Un corpo! E... un cuore! Un cuore che batteva. Non lo aveva mai provato... E ora... sì.

 

Le DITA si mossero, il BRACCIO si piegò. E anche l'altro. Fino a rannicchiarsi, un fagottino nudo, freddo. Era vivo, libero e SOLO. Aveva freddo, PAURA.

 

Ho tanta paura...

 

Sentì il terreno fangoso sotto la propria pelle, la pioggia sopra. Quella pioggia che ticchettava incessantemente sui tetti delle case che formavano il piccolo vicolo. E lui era lì, vicino ad una montagna di spazzatura.

 

Tutt'intorno silenzio...

 

Qualcosa di caldo scivolò sul volto, erano le LACRIME...  Si rannicchiò ancora di più. Non voleva avere freddo... gli ricordava Lui e la sua Mente. Si sentiva intorpidito, paralizzato, come svegliato da un lungo coma. Riusciva a malapena a muoversi. Finalmente, i PIEDI reagirono agli impulsi e si mossero. Poi, le sue nuove orecchie sentirono qualcosa, un fischiettare sommesso... In quella città cavernosa e buia...

 

<< Hm? >>. Vide una giovane ragazza, esile e bassa, con grandi occhi castani, corti capelli neri. Il suo ampio ombrello si chinò, di fronte allo stupore che la ragazza provò vedendo il fagottino nudo davanti a sè.

Si vergognava a farsi vedere così, e si rannicchiò ancora di più...

<< Hai freddo? >>, chiese la ragazza con voce squillante. Era la prima voce che sentiva... << Non mi stupisce! Se ti addormenti nudo per strada d'inverno, muori congelato! >>, e sorrise.

<< Nnnn... >>. Non riusciva minimamente a parlare, la bocca non si muoveva. Tutto divenne sfuocato, sempre più buio. Il viso della ragazza era sempre più lontano...

 

NO! gridò, nella sua testa.

 

NON VOGLIO TORNARE DA LUI!

 

I suoi pugni si strinsero... Afferrando il fango e facendo uscire quella poltiglia marrone dalle sue mani. La ragazza guardava senza capire. Ecco, riusciva a vedere di nuovo... Se avesse resistito ancora, avrebbe spezzato il LEGAME per sempre, e sarebbe stato libero. La mano calda, o almeno più calda della sua, esile e piccola della giovane si strinse intorno alla sua, grande e gelida. Riuscì finalmente a incrociare il suo sguardo dubbioso, lanciandole un'occhiata implorante.

<< ....m... >>, non riusciva a pronunciare le vocali e quasi tutte le consonanti, ma lei sembrò capire.

<< Aspettami qui! >>, disse.

 

Passò un abbondante quarto d'ora. Lui continuò a lottare contro di Lui, e i suoi richiami sommessi. Forse, Lui non si accorgeva nemmeno di questo processo. Ma lui, quel fagotto di pelle e ossa, sì. Si sentiva debole e vulnerabile come un bambino appena nato, ma come tale, lottava per la SUA vita, lontana da Lui! La ragazzina tornò di nuovo, ma stavolta non era sola e a mani vuote. Aveva una busta rigonfia, e un sacchetto in mano, da cui fuoriusciva un odore invitante.

Sentì qualcosa nella PANCIA, un ribollire.

 

Era la FAME.

 

Allora era vivo davvero. Era davvero libero.

<< Ecco, è lui >>, disse la ragazza alla figura dietro di lei. Un uomo alto, possente, con due grosse braccia, una di metallo, la pelle color del bronzo e il viso rude e segnato.

<< Porca zozza >>, ringhiò l'uomo alto e possente. << Sembra un neonato troppo cresciuto! >>.

<< Lo aiutiamo vero? >>, disse lei.

<< Ci mancherebbe, Bastarda miseria! >>, rispose l'altro. << Non possiamo lasciare questo tapino a morire qui, non sarebbe giusto! E se fa il furbo, gli crivello la testa con la Gatling >>. La ragazza si girò, mantre l'uomo gli mise una coperta addosso, che si bagnò all'istante, e lo prese sulle spalle come un sacco di patate. Sentì distintamente lo stomaco schiacciato sulla spalla nerboruta del gigante, e gli fuggì un colpo di tosse.

<< Barret! >>, rimproverò lei. << Lo stai uccidendo! >>.

<< Scusa, scusa! >>. Lo sistemò. Dopo circa cinque minuti di cammino, in cui l'uomo gigante chiamato Barret lanciava imprecazioni a tutti quelli che guardavano il loro curioso carico, sentì il suono di una chiave che girava nella toppa. Una CHIAVE...

 

SERRATURE.

 

LUI.

 

Si lasciò sfuggire un gemito di terrore, ma non riusciva a muoversi, arrotolato nella coperta come un salame. Tentò di dimenarsi. Sapeva cosa stavano facendo! Lo stavano riportando da Lui! E tutto sarebbe ricominciato! Non sarebbe più riuscito a fuggire... L'oscurità della Mente lo avrebbe inghiottito per sempre...

<< Ma che gli prende a questo stronzetto?! >>, latrò Barret stringendo la presa, prima che il corpo che portava si afflosciasse.

 

1: Rebirth

 

Calore.

Un calore dolce e confortante come un grembo materno lo circondava. Lui c'era proprio in mezzo, una specie di beatitudine infinita. Si chiese se fosse morto... sicuramente, era un calore avvolgente... e stupendo. Desiderava tanto che non finisse mai. Ma sentì l'impulso di aprire gli occhi, sebbene fosse terrorizzato dal pensiero di risvegliarsi in Lui.

I suoi occhi si aprirono.

Era tutto buio, ma non era quel buio gelido. Una piccola stufa vicino emanava un caldo chiarore arancio, e lui... Lui era in un letto. Un letto morbido e caldo. Allora non l'avevano portato da Lui...

Dall'Individuo che non riusciva neppure a nominare senza sentirsi inondato dal terrore più puro.

Sentì dei passi lesti che salivano una scala. Non sapendo che fare, si rimise a dormire, o a far finta. I passi si fermarono, la porta si aprì, poi si richiuse piano. I passi divennero leggeri e impercettibili, all'improvviso una mano gli si poggiò sulla fronte. Una mano femminile, un po' più grande di quella della ragazza che l'aveva trovato. Era così piacevole che si lasciò sfuggire un mugolio, come un gattino che fa le fusa. Poi, la persona si allontanò, la porta si richiuse. Riaprì gli occhi, cercando di catturare quella stanza. Con immensa fatica, tento di alzarsi a sedere. I muscoli gli bruciavano, e le ossa scricchiolarono tutte. Trattenne un gemito di dolore e si sedette. Alzò le braccia, le piegò. Lentamente, stava riprendendo le sue facoltà motorie, ma...

Aveva fame. Si sentiva debole debole. Ma finchè non parlava, non avrebbe potuto nemmeno ringraziare quelle misteriose persone, di cui due le conosceva solo di vista e solo una la conosceva anche per nome, Barret... e chissà chi era la terza, della quale aveva sentito solo la mano. Aprì la bocca. Anche la mascella scricchiolò, ma si richiuse. Fece il movimento della masticazione, per sbloccarla.

<< ...A...a... >>, disse con la voce roca, così roca da sembrare che si stesse grattando la gola. Non sapendo cosa dire, tentò di dire "Barret", l'unico nome che avesse sentito. << B...Ba... Bar...et... >>, balbettò. Faceva progressi, almeno. Continuò a dire parole per un altro quarto d'ora. Aveva la gola secca, gli bruciava da morire, e non riusciva più a dire una parola. Si chiese se ci fosse qualcuno. Non aveva modo di chiamare, senza voce. Raccolse tutte le forze che aveva e decise di alzarsi. Poggiò i piedi a terra. Il pavimento era freddo. Non sono lì dentro, si ripetè decine di volte. Era ancora nudo. Lì vicino c'erano dei vestiti su una sedia. Doveva riuscire a prenderli...

Ma cadde. Cadde pesantemente sul pavimento, appena si alzò. Le gambe non lo ressero. Non erano ancora pronte. Allora cercò di andare gattoni. Raggiunse la sedia e fece cadere i vestiti afferrandoli e tirandoli giù con tutta la forza, ma gli cadde anche la sedia davanti alla faccia. Emise un sospiro e infilò un paio di boxer neri. Improvvisamente, i passi tornarono velocemente, e la porta si aprì di scatto. Una ragazza alta, snella, con lunghi capelli neri fino alle spalle, gli occhi castani e lo sguardo preoccupato, gli si avvicinò rapida.

<< Ma sei andato?! >>, disse spaventata. << Buttarti in quel modo! Hai tutto il corpo immobile, come pensavi di farcela? >>.

<< ... >>, rispose lui.

<< Ancora niente? >>. Lui fece cenno di "No" con la testa. Ma come lo sapeva? Forse lei conosceva il gigante e la ragazzina... Il suo stomaco protestò, offeso per la scarsa considerazione. Lei rise.

<< Aspettami qui >>, disse facendolo sedere di nuovo sul letto. Dopo un paio di minuti, era lì con un vassoio pieno di cose deliziose solo alla vista, e ACQUA. Fu la prima cosa che afferrò d'impulso, bevendo avidamente un intero litro senza fermarsi. Mollò la bottiglia, con un sospiro di piacere profondissimo, sentendosi rinascere. Le sue stanche ed aride membra sembravano in festa, ora.

<< A quanto pare avevi sete! >>, esclamò lei divertita.

<< S...olo... un po'.... >>, riuscì a farfugliare con quel poco di voce che gli era tornata. Nel giro di cinque minuti trangugiò tutto quello che c'era nel vassoio, sentendosi finalmente sazio e rigenerato.

<< Molto... megli..o! >>, disse. La sua parlata si stava normalizzando, ma aveva ancora una voce spaventosamente rauca.

<< Ok, almeno adesso riesci a dire qualcosa. Ti ci vorrà solo allenamento >>, disse la ragazza aiutandolo a vestirsi. Sembravano cose smesse. << Ti prego di perdonarmi >>, disse. << Non abbiamo molti soldi per i vestiti >>.

<< Ok >>, disse lui cercando di farle capire che non aveva nulla di cui preoccuparsi. Il solo fatto di avere dei vestiti addosso era tranquillizzante! Gli avevano dato una maglietta nera e larghi pantaloni neri, un po' consumati.

<< Io sono Tifa >>, si pronunciò. << Quelli che ti hanno portato qui erano Barret, l'omone grande e grosso che riesce a dire 18000 imprecazioni in un minuto, e Yuffie, la ragazzina. Stava facendo la spesa, quando ti ha visto in quello stato, tutto nudo nel vicolo >>. Lui arrossì. << Nessuno ti ha visto dove non doveva >>, completò Tifa. << Ti ci ha messo Barret a letto, ti ha coperto un po', al resto abbiamo pensato noi >>.

<< G...Grazie >>, disse lui.

<< Tu non hai un nome? >>, chiese Tifa.

<< Io... >>.

<< Tifa! >>, disse una bambina spuntando dalla porta. << Oh! Mi scusi signore, non volevo disturbare >>. Lui agitò la mano tranquillo. << Tifa, volevo dirti che Cloud ha dimenticato di nuovo il contratto... >>.

<< Un'altra consegna a vuoto! Cazzo! >>, imprecò la giovane battendosi una mano sulla fronte.

<< Tranquilla, Marlene, lo avverto io. Allora, dicevi? >>.

Come si chiamava?

Non riusciva a ricordare...

E poi, quello era il suo vero nome?

Be', non ne aveva altri... Avrebbe dovuto usare quello, visto che era piuttosto carente di inventiva.

<< R...Roxas >>, disse. << Io... Mi chiamo... Roxas >>.

 

2: Training

 

Dopo alcuni giorni, Roxas tornò quasi completamente normale. Riusciva a parlare, e anche a lungo, ma non voleva sentire domande sulla sua provenienza. Legò molto con i bambini che vivevano in quella "casa"(sebbene ne avesse visto solo una stanza, ancora), Marlene e Denzel, un bambino della stessa età di Marlene,  con un azzurrissimo sguardo sveglio e ribelli capelli rossicci. Marlene portava una piccola treccia castana, legata con un fiocco rosa che la rendeva simile ad una bambola.

Però, non riusciva ancora a camminare. Muoveva qualche breve passo, ma cadeva rovinosamente. Tifa lo aiutava con delle "sedute" di fisioterapia spiccia che dovevano fargli recuperare buona parte delle funzioni motorie. I frutti, seppure pochi, c'erano.

<< Mid-gar >>, ripetè Roxas più volte. << Midgar >>.

<< Esatto >>, disse Denzel compiaciuto. << Questa è Midgar, la capitale del mondo! >>.

<< Del mondo? >>.

<< Certo! Qui ha sede la ShinRa Inc.! La grande produttrice di Mako! >>, esclamò il bambino sorpreso dalla scarsa conoscenza del ragazzo, alzandosi in piedi sul letto e allargando le braccia.

<< Mako? >>, ripetè confuso Roxas.

<< Sì, Mako, Mako! L'energia del futuro! Ma come fai a non sapere queste cose?! >>.

<< E piantala di stressarlo, Denzel! >>, irruppe Marlene. << Forse ha perso la memoria! >>.

<< Allora gliela rifaccio >>, annunciò Denzel sicuro di sè con un'espressione da professore.

<< Allora, la ShionRa... >>, iniziò.

<< ShinRa >>, corresse Marlene. << Scemo >>.

<< La ShinRa produce energia Mako attraverso dei reattori situati nei punti più adatti del pianeta, i punti dove è più facile filtrare questa energia. La Mako da energia elettrica e generale a tutto, dalle luci ai computer, ai condizionatori, e anche ai fornelli! Davvero molto utile! >>.

<< Ma è dannosa e pericolosa, quindi non viene più usata >>, intervenne Marlene. << Grazie al mio papà e ai suoi amici, la ShinRa non produce più Mako, ma controlla comunque lo sviluppo energetico delle altre risorse >>.

<< ShinRa... >>, ripetè distrattamente Roxas. Notò un paio di foto sul tavolino. << Chi sono? >>.

Denzel afferrò la foto prima di Marlene, e con un agile balzo fu sul letto di Roxas, in piedi.

<< Questo sono io >>, disse orgogliosamente.<< E questo ragazzo qui dietro è Cloud. Dovresti vederlo, è un mito! >>.

<< Non è quello che dimentica sempre i contratti? >>. L'entusiasmo di Denzel scese sotto lo zero.

<< Questo è il mio papà, Barret >>, disse Marlene spingendo Denzel giù dal letto. << Questa qui davanti è Yuffie("Me la ricordo", disse Roxas). Lei è Tifa. Quello tenebroso col mantello rosso dietro Cloud è Vincent, quello più a sinistra con la maglietta azzurra è Cid e questo specie di cane è Red XIII >>.

<< Red XIII? >>. XIII... gli ricordava qualcosa... Ebbe una fitta alla testa, fortissima. << E questo...? Un... Un pupazzo? >>, farfugliò.

<< No, lui è Cait Sith, un automa a forma di gatto >>, completò Denzel facendosi posto. << In realtà è manovrato da Reeve Tuesti, l'attuale vice della ShinRa >>.

<< Ah... >>, comprese Roxas. La testa si calmò. << In questa foto siete solo voi due con Tifa e Cloud... ma a parte Marlene e Tifa, avete il broncio >>.

I ragazzini non parlarono per momenti interminabili. Temette di aver fatto la domanda sbagliata, e non seppe come rimediare. Si sentì davvero scomodo, in quel momento. Poi Marlene emise un profondo respiro e ruppe il silenzio.

<< Avevano il Geostigma >>, disse. << Una malattia orribile causata dall'ultima battaglia che affrontarono. Risale a prima della foto di gruppo. Vedi la manica di Cloud? C'è perchè aveva il Geostigma che gli percorreva il braccio. Denzel l'aveva sulla fronte. Ti uccideva rapidamente, ma grazie all'intervento della Sorella... >>. Tifa li chiamò da sotto e scesero all'istante, dopo averlo salutato.

Geostigma? Sorella? Quel mondo sembrava percorso da un dolore molto più grande di quanto si potesse pensare, e solo ora si stava rimediando. Si chiese perchè era atterrato proprio lì. Forse, la destinazione era stata scelta a caso... in fondo, lui non aveva chiesto di finire in un posto definito, voleva solo scappare da Lui. Decise di riprovare a camminare, da solo. Doveva almeno arrivare alla porta. Si alzò, risoluto. le gambe gli tremavano, ma doveva farcela.

Mosse un passo.

Poi un altro.

Lasciò ogni supporto, tentando di equilibrarsi con le braccia. "Forza!", si disse.

Raggiunse la porta, senza cadere. Le gambe gli bruciavano, ma ce l'aveva fatta. Riuscì anche a tornare a letto.

Un paio di giorni dopo, le gambe non gli tremavano più, e barcollava di meno. Denzel lo osservava rapito, cosa che lasciava Roxas perplesso: cos'aveva uno storpio di tanto ammirevole?

<< Sei grande, continua! >>, diceva a volte per fargli coraggio. E Roxas riuscì nuovamente a camminare da solo. Così scese le scale, con cautela, reggendosi un pochino a Denzel e al corrimano. Tifa lavava un bancone con una pezza, mentre Marlene stava lucidando dei boccali: quindi, dovevano abitare sopra un bar di proprietà della stessa Tifa. Fuori dalla finestra, la città era enorme, ma non se la sentiva ancora di andarci. Non gli andava di caracollare in mezzo alla folla...

<< Ah! >>, esclamò stupita Tifa. << Sei arrivato fin qui?! >>.

<< Non è stato facile, ma ho un ottimo aiutante >>, disse lui. Denzel si portò una mano dietro la testa, imbarazzato. Si sedette al bancone, poggiandosi con le braccia. << Sono esausto... >>.

<< E ci credo! Ti stai sforzando troppo secondo me... >>, commentò Tifa preoccupata.

<< Quella stanza stava diventando una prigione >>, rispose lui con lo sguardo vacuo. << Mi dai qualcosa? >>.

<< Cert... Ma quanti anni hai, tu? >>, chiese con sospetto.

<< 17...mi pare >>, ammise Roxas. Tifa acconsentì e gli diede qualcosa di non troppo forte.

<< Woa! >>, esclamò il ragazzo strabuzzando gli occhi. << Ma cos'è?! >>.

<< Un cocktail leggero >>, disse Tifa.

Le lezioni di storia continuarono. Denzel spiegò a Roxas di come Cloud fosse stato in grado di uccidere il leggendario Sephiroth, il più grande guerriero mai esistito, per ben due volte di fila. Roxas rimase del tutto stupefatto, sebbene ricordasse vagamente che un Sephiroth esisteva... e che Lui l'aveva battuto. Che fossero gli stessi? Possibile? Aveva sentito parlare di mondi paralleli, ma se fosse stato così, in quel mondo c'era anche Lui! L'idea lo spaventò al punto da non riuscire più a concentrarsi sul racconto di Denzel.

<< Ehi, tutto bene? >>, chiese il bambino. Roxas era pallido come un fantasma, e fissava il vuoto madido di sudore. << Ehi? Roxas! >>, disse Lui. Non era più quel bambino, era Lui.

<< Non te lo permetto! >>, disse omicida Roxas, stringendoGli le mani intorno al collo con violenza. << Non mi avrai di nuovo! Non mi avrai!!! >>.

<< R...Rox... ferm... >>, ansimava Denzel dimenandosi invano. Le mani di Roxas erano talmente strette da spezzargli il collo. << Ti... preg... >>..

<< ROXAS! >>, esclamò Tifa orripilata. Vedendo che sembrava come in trance...

Così simile...

Tifa non sopportò l'idea, e gli sferrò un poderoso pugno in faccia scaraventandolo contro la parete; Roxas rinvenne, e vide Denzel. Giaceva sul letto con lo sguardo vuoto, senza respirare.

Aveva ammazzato Denzel...

<< NO!! >>, esclamò con le lacrime agli occhi.

<< ALLONTANATI DA LUI! >>, sbraitò Tifa furibonda. Roxas non le diede retta, e iniziò a fargli la respirazione bocca a bocca.

<< Avanti... avanti... ti prego... >>, incitava senza fermarsi. Come aveva potuto? Come aveva potuto fargli del male? Lui non c'entrava... Lui non era Lui... Lui non era...

<< Cough! >>. Denzel tossì ripetutamente, riprendendo aria. Riprese lentamente il colorito normale, ma prima si ritrovò tra le braccia di Roxas.

<< Perdonami... >>, supplicò il ragazzo stringendolo. << Non... Non è con te che ce l'avevo... >>.

<< Allora, ci farai il favore di spiegare >>, disse un ragazzo alto, sui venticinque anni, con i capelli biondi tutti sparati e gli occhi azzurrissimi. Cloud.

 

3: My World

 

Roxas lasciò andare Denzel, che però non si staccò da lui. Tutti fissarono attoniti Cloud, che sembrava spuntato dal nulla.

<< Sei Roxas, vero? Tifa e gli altri mi hanno parlato molto di te >>, spiegò. << Certo, immaginavo di vederti in un momento diverso... >>.

<< Chiedo perdono... >>, disse Roxas senza guardare nessuno. << Ma il mio passato... continua a tormentarmi >>.

<< Allora racconta, prima che qualcun altro paghi le conseguenze dei tuoi ritorni di memoria >>, incitò Tifa.

<< Ok, ma qualunque domanda deve aspettare. Per favore >>.

 

"Una volta, io ero un Nessuno. I Nessuno nascono quando una persona perde il cuore e diventa un Heartless. Un Heartless si nutre di cuori, uccidendo le persone e spedendoli nel Kingdom Hearts. Si dice che quando il Kingdom sarà pieno, esso darà un cuore a tutti i Nessuno, facendoli diventare umani. Tuttavia, il mio destino era diverso. Io nacqui perchè un eroe si sacrificò perdendo il cuore e diventando Heartless. Ogni Nessuno diventa parte di un'organizzazione, l'Organizzazzione XIII. Quelli che ne fanno parte sono tutti Nessuno che anelano ad un proprio cuore. Ma io, che avevo tutti i ricordi di quell'eroe, ero la chiave che serviva loro per riempire Kingdom Hearts. Dovevo unirmi all'Heartless che mi generò, ricostituendolo... Per farlo, mi cancellarono la memoria, così che non potessi essere al corrente dei loro piani. Mi accorsi di tutto quando ormai fu troppo tardi... La mia mente lottava per ancorarsi al mondo, ma Lui non me lo permetteva, Lui mi risucchiava. La mia anima piangeva, io volevo stare con gli amici che trovai, con coloro che amavo... Poi tutto mi fu portato via, e restai rinchiuso per tempo che sembrava infinito della Sua mente, nel Suo cuore... Il cuore che io gli avevo dato.

Quando uccise Xemnas, il capo dei 13, capii che dovevo fare qualcosa... Una volta finita la sua impresa, io sarei diventato completamente parte di Lui, e non volevo. Così, dopo lo scontro finale con l'artefice di quell'oscuro complotto, mentre Lui e il suo Amico ritrovato attraversavano la Porta per la loro Casa, fuggii. Staccai disperatamente me stesso da quella prigione, sorretto solo dalla forza dei pochi ricordi che mi restavano. Così... finii qui, e il resto lo sapete"

 

<< Questo "Lui", in altre parole, è il protagonista dei tuoi incubi? >>. La voce gelida di Vincent, l'uomo in rosso, arrivò alle orecchie di tutti loro.

<< Ah, Vincent! >>, realizzò Cloud riprendendosi.

<< Sì, è così... >>, confermò Roxas. << Il terrore di quel buio, di quelle tenebre senza fine mi assale ancora... >>.

<< Ha un nome, Lui? >>, chiese Tifa, che lo guardava apprensiva.

<< Non voglio nominarlo! >>, disse seccamente Roxas. << Non voglio ricordare! >>.

<< Il guaio è questo >>, continuò Vincent entrando a grandi passi nella stanza. Aveva un braccio coperto di metallo dorato, e anche le scarpe erano così. Tuttavia faceva tanto silenzio da far paura. << Tu scappi dai tuoi ricordi. Non li affronti, ma questi ti inseguiranno per sempre >>.

<< Magari non è ancora pronto ad affrontarli >>, protestò Marlene. << Gli fanno tanto male, non vedete che aveva le lacrime agli occhi quando parlava? Ha sofferto tanto! >>.

<< Sì ma continuerà a soffrire, così... >>, ammise Cloud. Gli si avvicinò. << Roxas, non devi temerlo. Lui non è qui, Lui non ti farà più del male. E poi hai detto di essere libero: Lui non può più risucchiarti, visto che ora hai una vita completamente tua >>.

Roxas emise un profondo respiro, con la voce tremante. Non l'aveva mai nominato da quando era stato assorbito dentro di Lui: solo dirne il nome lo faceva sentire male... ma avevano ragione, ora era tutto diverso. Raccolse tutte le forze che poteva, e infine parlò.

<< Il suo nome... è Sora >>.

 

E così, infine aveva rivelato tutto. Chi era, chi temeva. E si sentiva più sollevato. Ma la notte continuava a sognarlo. Quel viso, quegli occhi. Quel corpo che lui dovette risvegliare... Tendeva la mano, ma non con fare tranquillizzante o sereno... No. C'era odio, autorità, desiderio di sottomissione di un'entità che era riuscita a liberarsi. Sora, anche nel sonno, voleva sottometterlo. Era improbabile che fosse un processo di cui era al corrente: più probabile, era una chiamata dell'inconscio, ma una chiamata che Roxas non voleva sentire e a cui riusciva a resistere sempre più. Ma ancora gli dava sonni agitati. Come se non bastasse, aveva paura di stare vicino agli altri, in particolare ai bambini. Non voleva avere altri scatti. Lo sguardo terrorizzato di Denzel che andava soffocando era ancora vivo nei suoi ricordi.

<< Nh! >>, gemette, alzandosi un poco. Sentì un braccio sul suo corpo. "Denzel?". Il bambino stava accoccolato vicino a lui come un gattino. Tremava un po' per il freddo. Roxas gli alzò la coperta, guardandolo preso dalla tenerezza. Poi decise di alzarsi, erano le cinque del mattino. Scese: Tifa non era ancora scesa a fare le pulizie... Eppure tra mezz'ora avrebbe dovuto iniziare a preparare. << Oh, chi se ne importa... >>, disse, e prendendo una pezza da sotto il bancone, iniziò a lucidare i tavoli.

 

Senza rendersene conto, aveva praticamente lustrato l'intero bar da cima a fondo. Tifa ancora non si vedeva ed erano le sei e mezza passate.

DLINGDLING!

Il campanello suonò quando il primo cliente aprì la porta. E ora? Sperò che non volesse la colazione, sebbene fosse orario...

<< Oggi Tifa non c'è? >>, chiese un uomo alto, biondo, con un paio di occhialoni da aviatore ben calcati sulla fronte. Aveva un pacchetto di sigarette strette nel cinturino degli occhialoni, ispida barba un po' incolta, occhi castani. Gli sembrava di averlo visto da qualche parte...

<< N-no, credo... stia male >>, rispose Roxas nel panico assoluto. "E ora che faccio?!"

<< Vabbè, dammi due cornetti e un caffè. Veloce! >>, disse il cliente.

<< Ehm... >>.

<< Che c'è, qual è il problema?! >>, incalzò.

<< Mi perdoni, ma non c'è niente di pronto... >>, si scusò Roxas. << Non so cucinare... >>.

<< E allora dammi un %$§*£ di caffè! Questo lo sai fare, vero?! >>, chiese inferocito.

<< S...sì, arriva! >>, assicurò il ragazzo accendendo la macchinetta. << Ecco >>, concluse porgendoglielo.

<< Fammi indovinare, è arrivato Cloud >>, disse il cliente sorseggiando il caffè.

<< S-sì, è arrivato due giorni fa, perchè? >>.

<< Non riesco ad immaginare altri motivi per mettere un c******e alle prime armi dietro il bancone di un bar come questo! >>, spiegò burbero. << Persino nella mia nave c'è un caffè migliore: l'olio dei motori! >>.

<< S-sono mortifcato... >>, farfugliò Roxas paonazzo. << Un momento... lei... lei è... >>.

L'uomo si erse in tutta la sua statura, con un'espressione fiera e orgogliosa nel volto.

<< Io sono Cid Highwind, il pilota dell'Highwind! >>, disse. << Ero presente nella lotta con quel diavolo di Sephiroth! Modestamente, senza di me non ci saremmo mai salvati... >>.

<< Ecco come conosceva Cloud! Lei è uno di quelli nella foto! >>.

<< Esatto. Ora per cortesia vai a svegliare quella fannullona, o giuro che uso l'Highwind per sfondare questa baracca! >>. Roxas corse su per le scale. Dubitava che potesse fare davvero una cosa del genere, ma meglio non rischiare... Bussò alla stanza di Tifa. Dopo un paio di minuti, qualcuno rispose.

<< ..................chi è? >>, disse la voce assonnata di Cloud.

<< C..Cloud?! Scusate... c'è il signor Highwind là sotto... Chiede esplicitamente di Tifa... >>, rispose Roxas frastornato. Che ci faceva là dentro Cl...

Oh mio dio.

<< ....Arrivo, arrivo, digli che sarò da lui tra una decina di minuti >>, intervenne Tifa.

<< Ciao, Roxas! >>, disse squillante Marlene. << Ora a Cid ci penso io >>, aggiunse.

Marlene!

La salvezza!

Scesero le scale. Marlene salutò Cid e s'infilò nella cucina, dove prese alcuni cornetti surgelati dal freezer. "La scorta segreta durante l'emergenza Cloud", disse sorridendo. Gli spiegò che lui e Tifa stavano insieme da circa sei mesi, quando fnalmente Cloud si perdonò della morte della donna che amava precedentemente, Aeris Gainsborough, uccisa da Sephiroth sotto i suoi occhi. Tifa era innamorata di lui da sempre, e improvvisamente, tra  i due la passione e l'amore esplosero come un petardo. Siccome Cloud stava molto tempo a lavorare fuori, quando tornava era una festa per la ragazza, che si rintanava in intimità con lui. Marlene e Denzel si occupavano del locale nel frattempo. Più che altro Marlene, visto che Denzel... << E' uno sfaticato buonannulla! >>, concluse Marlene. << Ma io ho un trucco... >>. Dopo aver servito i cornetti stracotti al microonde a Cid, che li trangugiò senza domande, la bambina prese un grosso sacco di piselli surgelati e andò in camera di Denzel con passo felino. << Ma dov'è? >>.

<< In camera mia >>, rispose Roxas. << Non so perchè >>, aggiunse rapidamente vedendo una smorfia dubbiosa nel volto della bambina. Andarono in camera di Roxas, e lo trovarono lì. Delicatamente, Marlene gli alzò la maglietta...

<< YYYYYYYYYYYYYYYYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGGGGGHHHH!!!! >>, strillò Denzel investito dal gelo dei piselli surgelati in pieno stomaco.

<< E' ora di lavorare, dormiglione! >>, disse lei brandendo i piselli come un'arma letale. Denzel si vestì in fretta e furia e si mise dietro il bancone.

<< L'emergenza Cloud quanto dura? >>, chiese Roxas.

<< Dipende >>, spiegò Denzel, << da quanto non si vedono. Visto che è stato via un paio di settimane, già oggi dovrebbero scendere >>. Infatti scesero, assonnati e rilassati. Tifa preparò velocemente il pranzo sia per loro che per i clienti, quindi ringraziò Roxas per l'aiuto.

<< ...e Cid, chiedigli immediatamente scusa per come l'hai trattato >>, intimò all'aviatore.

<< Io non faccio un tubo! >>, rispose Cid. Tifa mostrò pericolosamente un pugno. << Scusa, Tostas, mi dispiace tantissimo, davvero >>, si affrettò a dire.

<< Mi chiamo Roxas... >>, corresse lui accettando le scuse imbarazzato.

L'atmosfera che si respirava lì era quella di una grande famiglia felice di quel poco che aveva. Tifa sembrava una mamma premurosa per tutti, sebbene vedere Cloud come un padre non fosse facile, anzi parecchio impossibile, visto che a volte sembrava più piccolo di Denzel. I bambini avevano ormai inquadrato Roxas come un fratellone un po' imbranato, e sentiva che gli volevano un gran bene. Cid era già stato marchiato come il classico zio burbero. Per quel poco che l'aveva visto, Roxas pensava a Vincent come un saggio nonno, sebbene questi fosse più giovane di Cid! Quanto a Barret e Yuffie, non li aveva più visti. O meglio, Barret passava ogni tanto per parlare con Marlene. Notò con piacere che Roxas si era ripreso, e come gli altri, ascoltò la sua storia esortandolo ad andare avanti. Forse quello più simile ad un padre era lui...

Di Yuffie neanche l'ombra. Cloud gli spiegò che Yuffie e Vincent vivevano a Kalm, una città vicina a Midgar. Lei poi viaggiava molto, specie a Wutai, cittadina sperduta molto lontana dal resto del mondo, che tra l'altro era il suo luogo d'origine. Yuffie... chissà lei cos'era.

 

4: She

 

<< Visto che c'è anche Cid, pensavamo di fare una bella festa >>, disse Barret, passato come al solito per salutare Marlene. Lui lavorava nel settore 7, nella stessa  Midgar, aiutando con le ricostruzioni.

Midgar era una grande metropoli, costeggiata dalle fatiscenti rovine dei reattori Mako, uno per ogni settore. Era divisa in 8 settori "alti" dove ormai non viveva quasi più nessuno, e 8 "bassi", i sobborghi, popolati prima dalla peggior feccia della società. In seguito ad un'attenta "bonifica" delle forze dell'ordine e di Cloud&co., divennero un posto ampiamente vivibile. Sephiroth aveva evocato, diversi anni prima, Meteor, una potentissima magia per distruggere il mondo intero e risucchiarne l'energia. Il suo piano fallì; Aeris, la "Sorella", evocò una magia altrettanto potente, Sancta. Si pensò che con la sua morte l'avesse evocata invano, ma invece era Sephiroth che la bloccava. Morto lui, la potente magia si rivelò, ed unita all'essenza stessa del pianeta, scacciò Meteor.  Ma Midgar sopravvisse a malapena. Molti si trasferirono a Kalm, lì vicino, si crearono paesini limitrofi, e altri invece si diedero da fare per ricostruire. Nel giro di quattro anni, più della metà di Midgar era tornata a vivere. In più, grazie all'estinzione del Geostigma, l'orribile malattia causata dagli influssi di Sephiroth nella linfa del pianeta, la gente non ebbe più paura di fare figli e prosperare.

<< Una festa? >>, ripetè Tifa.

<< Certo: tutto il gruppo è riunito, e potremo anche festeggiare la guarigione del nostro amico qui presente >>, rispose Cid enfatico.

 

E così fu. Cloud, Tifa, Roxas, Barret, Cid, Denzel e Marlene si incamminarono verso Kalm, la città dove vivevano Yuffie e Vincent. L'allegra atmosfera era più adatta di quella desolante di Midgar, città d'acciaio dal cielo grigio.Così Roxas ebbe anche modo di vedere le due città. Rimase sorpreso dalla grandezza dei palazzi della metropoli, ma molto più rincuorato dalla rassicurante atmosfera di Kalm. Nonostante la notevole crescita urbana, aveva conservato la sua aria campestre. Lontani dal frastuono della città, si stava meglio.

<< Che bella! >>, gli scappò di dire. Gli ricordava la città da cui veniva lui, Crepuscopoli. Anche quella così calma e tranquilla...

<< CAIIT!!!! >>, gridò Marlene al colmo della contentezza, vedendo un gatto nero e bianco, con guanti bianchi, stivali scuri, una corona sulla testa e un mantello rosso.

"Si vede che è un automa...", pensò Roxas. Non esistevano mica gatti simili, che oltretutto stava su due piedi. Il droide si lasciò prendere in braccio con aria rassegnata, prestandosi alle coccole della ragazzina. Anche Denzel aveva la sua mascotte, ma essendo di carne e ossa, non si lasciava certo palpare come un melone.

<< Red! >>, esclamò. Sembrava un incrocio tra una tigre e un grosso lupo. Era coperto di cicatrici da combattimenti, con un solo occhio aperto,  colore del sangue. Lo stesso colore che ricopriva il suo corpo possente, salvo un grosso XIII tatuato sulla coscia sinistra. Sulla punta della sua coda, fiammeggiava una fuoco arancio.

XIII... Lui doveva essere Red XIII. Roxas sorrise. Nessun ricordo malefico avrebbe distrutto la quiete stavolta.

<< E così è lui >>, disse Red. A Roxas venne un infarto.

<< Pa...Parli? >>, chiese sconvolto.

<< Hanno avuto tutti la stessa reazione >>, ammise Red con una smorfia rassegnata << quando mi hanno visto la prima volta >>.

<< E' un tipo pesante, ma prima o poi imparerai a non sentirlo >>, disse Cid, aggiudicandosi un morso negli stinchi. << Ahia, cane pulcioso!!! >>.

<< Da questa parte... >>, disse Vincent con la sua solita tonalità.

<< Ma ha mai sorriso? >>, azzardò il ragazzo.

<< .... >> fu la risposta di tutti.

<< ECCOVIII!!! >>, eruppe una voce squillante. Roxas si girò all'istante, e gli venne un tuffo al cuore...

Yuffie!

Era ancora più bella di come la ricordasse. Quel sorriso gli riscaldò il cuore ancora una volta, così spontaneo e luminoso. Senza motivo apparente, si ritrovò a sorridere anche lui.

<< Ciao Yuffie >>, dissero tutti.

<< Che bello vedervi! Tifa, Cloud! Meraviglioso vedervi tutti insieme... Barret! Lascia respirare tua figlia ogni tanto... Cid, sempre incavolato fresco? Datti una rilassata! Sì, Vincent è sempre il solito, ma ci fai l'abitudine! Red, come sei pacioccone! E... Oh >>. Vedendo Roxas, si bloccò di colpo. L'aria si fece tesa per alcuni secondi, e Roxas notò di non sapere minimamente cosa dire. Si rese conto di avere le mani sudatissime.

<< Cia...ciao >>, farfugliò guardandosi le scarpe. << Grazie... per... quella sera... >>.

<< Oh, di... di nulla! >>, rispose lei.

<< Dobbiamo dargli un premio! >>, sussurrò Cloud a Tifa. << Abbiamo trovato chi riesce a far ammutolire Yuffie! >>.

 

Vincent mise in giardino senza nessuna fatica un grosso barbecue che persino Cloud riusciva a spostare faticosamente, e accese il fuoco a modo suo. << Firaga >>, disse noncurante del fatto di aver causato una voragine carbonizzata intorno a sè. Avevano comprato per l'occasione(Tifa, per meglio dire, o meglio ancora Cloud, visto che i soldi erano suoi) diversi chili di carne. Tuttavia impedirono a Vincent di usare ancora incantesimi, visto che avevano tutti fame...

Mangiarono e scherzarono fino a sera inoltrata, parlando del più e del meno. Red e Yuffie, che erano sempre in viaggio, avevano moltissime cose da raccontare: anche Cid, sebbene passasse la maggior parte della sua vita sull'aeronave. Quanto a Vincent, aveva preso una multa per aver "cacciato in un'area protetta". << non è colpa mia se quei dannati Chocobo si mettono sempre tra le scatole >>, fu la sua risposta.

Avevano in mente di dormire lì, dato l'orario. Vincent si dimostrò incredibilmente previdente, e aveva comprato alcuni futon e coperte. Aveva anche due divani notevoli in casa, merito di Yuffie, che fu l'arredatrice. Roxas insistette per dormire su un futon, ma Tifa glielo negò.

<< Sei un ospite speciale >>, disse. << E ti devo un bar pulito >>, aggiunse sorridendo.

<< Non consideratemi più speciale dopo... ok? >>, chiese. A lui bastava non restare solo.

 

Tuttavia, quella notte non riusciva a dormire proprio. Il divano era comodo, le coperte erano calde, ma un po' per il russare di Barret, un po' per i mille pensieri, di prendere sonno non si parlava. Si alzò e decise di uscire a prendere una boccata d'aria.

In giardino trovò Yuffie. Il cuore prese a battergli all'impazzata. Uscì lo stesso, magari parlando un po' gli sarebbe venuto sonno...

<< Ancora in piedi? >>, chiese lei appena mise un piede sull'erba. Stava per chiedergli come sapesse che era proprio lui: << Sono una ninja di Wutai, so distinguere le persone >>, disse con la sua solita voce allegra. Per tutto il tempo, aveva tenuto su il morale degli altri: non perse mai il sorriso.

<< Ecco.. io... non avevo sonno... >>, rispose lui.

<< Non hai bisogno di farfugliare in mia presenza >>, disse Yuffie. Sembrava più calma rispetto al loro primo incontro a Kalm. << Non ti mangio, eh? >>.

<< Scusa, solo... non so... >>, disse Roxas afflosciandosi sull'erba, entrambi a piedi nudi. << In tua presenza mi sento... strano >>.

<< Ti ecciti? >>, chiese lei a bruciapelo.

<< Ma che hai capito?????!!! >>, ribattè lui più rosso di Red XIII. << E' che... tu sei la prima persona che ho visto... e in tutto questo tempo ho pensato cosa poterti dire... come ringraziarti per ciò che hai fatto... E... >>. Yuffie gli poggiò delicatamente un dito sulle labbra.

<< Stai bene, e tanto mi basta >>, disse sorridendo. << Ora vado a letto, si è fatto tardi >>. Roxas la trattenne per una mano.

<< Resti... ancora un po'? >>, chiese.

<< Vuoi che ti canti la ninna nanna? >>, propose lei con una risatina.

Cielo com'era carina... Quando la guardava in quegli occhi grandi e intensi, gli sembrava di annegarci dentro. Improvvisamente, ebbe un unico pensiero...

Ti voglio, Yuffie.

E mentre lo pensava, il suo cuore scoppiava. Sentiva il sangue affluire più velocemente, i muscoli gonfiarsi. Come se il suo corpo si mettesse in mostra per lei...

Si alzò in tutta la sua altezza, quasi quanto Cloud. La guardò profondamente coi suoi occhi azzurri.

<< Ehi, stai bene? >>, gli chiese lei.

<< Mai stato meglio... >>, rispose Roxas avvicinando il viso. Ma lei si scostò.

<< Non voglio >>, disse secca, guardando da un'altra parte. << Perdonami... >>. Non sorrideva. Roxas sentì il suo cuore frantumarsi...

<< Yuffie! >>, la chiamò, trattenendola di nuovo. << Ti prego... almeno dimmi se c'è qualcun altro... Se il tuo cuore è già impegnato... >>.

<< Lasciami Roxas... >>.

<< Almeno rispondimi! >>.

<< No! Non sto con nessun... >>. Preso unicamente dall'istinto, conscio di ricevere un ceffone dal momento all'altro, la cinse a sè e la baciò, assaporando il contatto con le sue labbra. Lei però non si ribellò... anzi, quando si separarono, lo cercò ancora, e ancora, sempre di più. Si lasciò rubare decine di baci, senza opporsi minimamente. Si aggrappò al suo petto, gli accarezzò i capelli biondi, lo abbracciò, senza smettere di baciarlo...

<< Scusa... >>, disse Roxas, separandosi da lei. << Non dovevo... >>.

<< Io... >>, disse Yuffie, << Io sono la "principessa" del Wutai... mio padre, Godo, è il capo del villaggio... >>.

<< E tu non vuoi? >>.

<< Alla mia età, le figlie del capovillaggio si sposano con un uomo scelto dal padre, se... >>.

<< Se? >>, ripetè Roxas. Aveva l'idea di stare facendo qualcosa di proibito e questo lo elettrizzava.

<< Se... sono ancora... vergini >>. Non finì che Roxas divenne di nuovo paonazzo. << Ma forse... >>.

<< Cos'hai in mente? >>, chiese il ragazzo seguendola fino alla sua stanza, sempre più preso da lei. Ogni minuto che passava, era sempre più perso di quella ragazza.

<< Qualcosa che ti piacerà... >>, assicurò lei, levandogli la maglietta e baciandolo. << Prendimi Roxas... >>.

<< Non so neanche da dove cominciare... >>, ammise imbarazzatissimo.

Yuffie lo spinse dolcemente a sè, dicendogli di seguire il suo istinto. Roxas lo fece, ed entrambi, amandosi tra le morbide coperte, toccarono più volte il cielo con più di un dito.

 

Non ti libererai di me...

 

5: Brother

 

Quando si svegliò, la ragazza era avvolta tra le sue braccia, stretta al suo petto. Ancora in quel momento, non riusciva a credere di aver fatto davvero l'amore con lei. Sora non si fece sentire per quasi tutto il suo sonno, e questo lo rendeva felice. Aveva davvero una vita sua... Ormai, poteva dimenticarselo... o forse no.

Ormai, passati tre mesi, Roxas era diventato parte integrante della casa. Yuffie tornò da Wutai raggiante, dicendogli che andava tutto bene, suo padre non la fece sposare con chi aveva scelto lui. Quella stessa notte, stettero di nuovo insieme. Tuttavia, espresse l'intenzione di restare a vivere a Kalm con Vincent. Roxas accettò, restando da Cloud e Tifa. Cloud restava meno fuori, e insegnava a Roxas come usare le armi. Barret lo istruiva sulle armi da fuoco (sostituito dal ben più capace Vincent, ogni tanto), e Tifa, che era esperta di arti marziali, lo aiutava nel combattimento a mani nude. Ogni sera, era talmente esausto da non riuscire nemmeno a mangiare. Ma i risultati si vedevano, la sua muscolatura era solida e guizzante, era molto più veloce di quando combatteva contro i Nessuno, e smisuratamente più forte. Ma non bastava, e lo sapeva. Anche Sora era forte, molto forte. Per Roxas, Sora era la nemesi, il nemico, il veleno. Voleva annientarlo. Si sentiva sempre attratto da lui, come una calamita. Dovevano affrontarsi o riunirsi, questo era inevitabile.

<< Secondo me non è così >>, disse Yuffie, dubbiosa. << Forse hai ancora paura di lui >>.

<< Non è solo questo... >>, ribattè Roxas guardandosi le mani. << Quello che provo è qualcosa che va ben oltre l'odio >>.

<< Ti capisco >>, disse Cloud triste. << Io e Sephiroth... eravamo la stessa cosa. Il nostro scontro è stato una lotta tra due anime identiche >>.

<< Tuttavia, non sappiamo come farlo tornare al suo mondo per affrontarlo, se è questo che vuole. Lui è venuto dal nulla >>, disse Red XIII. Erano di nuovo tutti riuniti. Nessun festeggiamento, ma un problema imminente. Si avvertivano forti vibrazioni negative nell'area di Midgar, qualcosa di simile ad una distorsione. << Ma se questo Sora è davvero tanto potente, può darsi che le distorsioni lo stiano portando a venire QUI >>.

<< Per questo devo eliminarlo! >>, confermò Roxas. << Se davvero viene a cavallo di queste distorsioni... Potrebbe danneggiare Midgar o questo intero mondo! >>.

<< Non essere precipitoso >>, intervenne Cait Sith gioviale. << Questi fenomeni possono anche durare diversi anni >>.

<< Ma di certo danneggiano il pianeta! >>, protestò Barret.

<< Midgar è stata all'epicentro di un enorme fenomeno distruttivo >>, disse Vincent alludendo a Meteor. << Non reggerebbe un altro evento simile. Dobbiamo trovare la fonte del problema >>.

<< Mi serve più potere... >>, sussurrò Roxas buio.

<< Eh? >>, dissero tutti.

<< Sono più forte... più veloce... ma non credo che basti... Sora mi riprenderà... >>.

Cid irruppe.

<< Ragazzi, c'è una specie di pazzo fanatico che sta devastando il centro! Sembra un'ombra! >>, sbraitò.

<< Non sarà... >>, azzardò Cloud.

<< sì, è un'immagine di Sora >>, comprese Roxas. << Lui sarà presto qui >>.

<< E allora insegniamogli l'educazione, a 'sto bastardo! >>, disse Barret.

<< Barret, andate avanti, noi arriviamo subito >>, disse Cloud. << Roxas, vieni con me... >>.

 

Cloud azionò un pulsante nascosto dietro il flipper del bar, e scesero ad una zona nascosta che sembrava un lungo corridoio. Questo dava su una stanza enorme, tappezzata interamente di armi. Cloud divenne serio.

<< Devo chiederti una cosa... prima di andare >>, disse.

<< Prego >>, permise Roxas, dubbioso.

<<Roxas, so che sembrerà fuori luogo, ma io ho perso tempo fa la mia famiglia... >>, esordì. Certo che era fuori luogo! Gli dispiaceva, ma... << ...e da allora, sono sempre stato solo... >>.

<< Cosa vuoi dire? >>, chiese Roxas, nascondendo l'impazienza. In un altro momento, si sarebbe seduto davanti a lui, lo avrebbe ascoltato e se possibile consigliato, ma non ora, con Sora incombente.

<< ...quello che voglio dire, Roxas, è che... io vorrei... vorrei dirti che tu mi... >>, arrossì.

<< Non starai per dire...!!! >>. Che avrebbe potuto fare in quel caso? Che guaio...

<< Vorrei... che tu... fossi mio fratello!! >>, disse tutto d'un fiato. << Io... io non credevo di potermi affezionare così ad una persona... ma tu... tu sei così diverso... e mi somigli così tanto...  per questo... mi piacerebbe... >>.

<< Cloud... >>, disse Roxas dimenticandosi improvvisamente di Sora, della distruzione del mondo e di tutto il resto. << Mi piacerebbe molto... Sei il fratello grande della casa, in fondo... >>, disse sorridendo. Ecco, ora anche Cloud aveva un posto nell'allegra famiglia.

<< Da...Davvero? >>, chiese Cloud stupefatto. << Credevo... non avresti voluto... sono così felice... ora la mia vita è davvero perfetta... >>, e lo abbracciò. Un rombo li fece tornare al mondo reale.

<< Ok >>, disse risoluto, recuperando la sua aria da duro. << Questa è la mia Buster Sword, l'arma che mi ha accompagnato contro Sephiroth >>, disse brandendo una spada enorme. << Qui c'è ogni tipo di arma. Scegline una e andiamo >>.

<< Ne sceglierò 3, se non ti dispiace >>, corresse lui. << Una per ogni stile >>. Scelse una lunga katana.

<< Ah, la Yoshiyuki! >>, disse Cloud soddisfatto. << Me la regalò un tizio a Rocket Town. E poi? La Quicksilver di Vincent e la God's Hand di Tifa? mi raccomando trattale bene... >>. Roxas infilò i guanti da combattimento di Tifa, mise la pistola alla cintura e legò la spada dietro la schiena.

I due corsero al centro di Midgar con la moto.

 

Barret e gli altri trovarono uno spettacolo allucinante. Un essere completamente nero, con folli occhi bianchi, simile ad un'ombra, ghermiva i cittadini, che scappavano terrorizzati. Cid lo aggredì con la sua lancia, ma quello lo evitò. Guizzava tra loro come un serpente, ma Tifa riuscì a bloccarlo mentre Vincent lo tempestava di pallottole. Inutile, l'essere si muoveva come se non avesse ossa, contraendosi, distorcendosi, arrampicandosi sugli edifici, inseguito dai proiettili di Barret e Vincent. Yuffie però decise di precederlo, saltò sui tetti senza che se ne accorgesse, e appena approdò su uno di essi, ricevette un violento calcione della ragazza, tornando a terra. Tuttavia spinse tutti indietro con una forza spaventosa, attorcigliandosi intorno ad una colonna che sorgeva al centro della piazza.

<< Ora lo friggo! >>, ringhiò Barret, preparando un fortissimo Heavy Shot e sparandoglielo addosso; la creatura tornò in aria, guizzando tra un edificio e l'altro.

<< Fine dei giochi, bastardo! >>, urlò Cid trafiggendolo con la lancia. In quel momento, la terra rombò...

<< CID, ALLONTANATI!!!! >>, gridò Tifa atterrita. L'ombra si gonfiava, come se assorbisse il pianeta stesso, assumendone passato e presente. Cid saltò giù nello stesso istante in cui, al posto dell'ombra a forma di Sora, comparve una gigantesca creatura...

Ultimate Weapon.

 

La Weapon ruggì, tornata a nuova vita, furente, e più crudele che mai. In essa, erano concentrate anche Diamond, Emerald e Ruby, visibili dai tre occhi argento, verde e rosso che le brillavano sul petto. Ma sembrava carica degli influssi di altri mondi, come se quell'ombra avesse vagato all'infinito prima di trovarli. Il mostro era pieno di strie bianche, e aveva una gigantesca spada azzurra e oro.

<< Ancora lei, cazzo!!! >>, sbraitarono Cid e Barret. Vincent rimase immobile, Yuffie era terrorizzata. Red e Cait Sith ammutolirono. Tifa per la prima volta si sentì sopraffatta dal terrore...

Poi una moto si fermò dietro di loro.

<< Cloud! Roxas! >>, esclamò la giovane con sollievo.

<< Ancora lei? >>, realizzò Cloud. << Sembra si sia abbellita... >>.

<< E' mostruosa! >>, disse Roxas.

<< Bene, sparpagliamoci! Diamoci dentro ragazzi! >>, ordinò Cloud, e tutti si separarono. Vincent saltava sugli edifici rapido come un ghepardo, mentre Yuffie e Red aiutavano Cid a spostarsi in un punto favorevole ad un salto con la lancia. Quindi Yuffie si allontanò; allo stesso tempo, Tifa correva lungo una parete, seguendo la Weapon insieme a Cloud, che tentava di colpirla. Il mostro spalancò le enormi ali, volando in alto, ma un altro Heavy Shot lo fece barcollare: Yuffie lo colpì al volto con il suo shuriken, Tifa si fiondò sulla weapon e con un calcio rovesciato la sbalzò; Cloud caricò un violento colpo e  la tramortì facendola cadere sul terreno. Con una violenta codata, Ultimate fece crollare l'edificio che la imprigionava e volò di nuovo, preparando un Terra Break, ma Cid piombò dal cielo infilzandola al collo con la sua lancia; Vincent sbucò dal nulla, sotto forma di una creatura alata mostruosa, Chaos, riempiendola di artigliate, calci, tagli; poi tornava se stesso, sparava a raffica al volto della mostruosità, si ritrasformava e volava in alto.

<< Impressionante... >>, disse Roxas mentre Red mordeva il collo della creatura. La Weapon si avvicinava! Prese la rincorsa, e serrando gli occhi, si lanciò sul mostro.

CRIAKKK

Il suo fendente infranse uno degli occhi, quello argento. Allo stesso momento, Tifa, con un violento pugno, infranse quello rosso. La Weapon lanciò un'onda d'urto, spedendoli tutti via, Poi, dal suo petto emerse una figura familiare...

<< SEPHIROTH!!! >>, realizzarono tutti con stupore. Un sofferente Sephiroth, come crocifisso al corpo della Weapon, li guardò con occhi vacui. Improvvisamente, la Weapon parlò, con una voce mostruosa, la voce di Jenova.

Jenova.

Colei che possedette Sephiroth, costringendolo ad uccidere Aeris, sterminare il villaggio di Cloud e Tifa, infettare l'essenza del pianeta. La crudele donna venuta dal cielo che distrusse i Cetra, gli antichi abitanti del mondo. Era tornata alla vita grazie alle distorsioni...

Jenova...

<< Fermi! >>, ordinò. << Io e voi siamo in pericolo! >>.

<< Taci!!! >>, gridò Cloud infrangendo l'occhio verde.

<< As...ascoltala... >>, supplicò Sephiroth.

<< Le distorsioni distruggeranno questo mondo! >>, disse Jenova. << Un umano sta viaggiando attraverso di esse, in incoscienza. Sta seguendo un richiamo... il SUO! >>. E indicò Roxas. << E' solo colpa sua se quest'essere viaggia qui! >>.

<< Allora è vero... >>, disse Roxas. << Siamo collegati... >>.

 

La Weapon atterrò, esausta. Sephiroth sbiadiva, poi riprendeva consistenza, come un fantasma. Parlarono loro della gravità di quelle distorsioni, e del pericolo che correva l'intero pianeta, qualora Sora si fosse davvero materializzato nel loro mondo. Roxas ripetè la sua teoria.

<< Io ho bisogno di molto più potere! >>, ribadì. Sora... Io non sono neanche lontanamente alla sua altezza...

<< Vuoi dire che è pure più forte di Sephiroth? >>, chiese sconvolto Cloud.

<< Non so... so solo che ha ucciso persone che consideravo impossibili anche da sfiorare... Tra di esse c'era il mio amico Axel... >>.

Axel fu uno dei primi a cadere sotto i colpi di Sora. Aveva cercato di fermarlo, di avvertirlo, di risparmiare quello che un tempo gli era amico... Ma Sora lo uccise senza esitazioni. E fu così per tutti, fino al leggendario Xemnas. Di loro non restava altro che nebbia e polvere.

Sora gli aveva portato via tutto e tuttora non poteva fare nulla per fermarlo. Si era illuso che in un altro mondo, con un'altra vita, avrebbe potuto separarsi da lui, ma non servì a nulla. Ora arrivava fino a lì per riprenderselo, minacciando di distruggere il mondo intero, rievocando incubi passati. La Weapon infine si ritirò, Jenova tornò nell'oblio con Sephiroth, e al momento la pace fu ristabilita. Ma al rientro, il gruppo fu immediatamente diviso. Red, Cait, Cid e Vincent, pur a malincuore, volevano che Roxas tornasse ad ogni costo al suo mondo, sbrigandosela da solo, ma Cloud, Yuffie, Barret e Tifa erano apertamente contrari. Denzel e Marlene ascoltavano attoniti. Denzel aveva le lacrime agli occhi al solo pensiero che Roxas se ne andasse.

<< Non arriviamo da nessuna parte così! >>, grugnì Barret sbattendo il pugno sul tavolo. << Ora Roxas è del gruppo, e qualunque problema SI AFFRONTA IN GRUPPO! >>.

<< Non rischierò di saltare in aria con tutto il pianeta perchè quel moccioso vuole riprenderselo >>, ribattè Cid.

<< Nessuno ha fiatato quando Cloud ha dato a Sephiroth la Materia Oscura condannandoci tutti, però!! >>, disse Yuffie, furibonda. << O eravate talmente terrorizzati da Sephiroth e Cloud messi insieme da non riuscire nemmeno a esprimere disappunto?! >>.

Roxas ascoltava di sopra. Non voleva essere motivo di dispute tra loro... erano un gruppo così unito,  e lui aveva rovinato la loro unità.Quando tutti se ne andarono, nel cuore della notte, scese nell'armeria e posò le armi che aveva preso. I guanti, la katana, la pistola. Con i soldi che aveva guadagnato, comprò dei vestiti a buon prezzo il giorno prima. Li mise, compresa la sua vecchia collana a forma di X, formata stavolta da semplice acciaio lavorato da lui. Posò i vestiti che gli avevano dato in casa, fece il letto, e riordinò la stanza. Scrisse quattro righe su un foglio di carta e lo lasciò vicino al telefono, quindi diede un bacio in guancia e Denzel e Marlene, mentre dormivano. Tifa e Cloud erano chiusi nella loro stanza, lasciò un biglietto anche per loro, e un altro ancora accanto alla lettera, per Yuffie, insieme ad una piccola rosa. Trattenne le lacrime, ma non gli riuscì. Tanti bei ricordi... ma aveva ragione, non poteva gravare sulle loro spalle. Avevano sofferto anche troppo. Solo e disarmato, si avvolse in un mantello e sparì nella notte di Midgar, alla ricerca del suo potere.

 

6: Through

 

La reazione, come previsto, fu devastante. Denzel pianse per ore, dicendo di aver perso il suo idolo, il suo fratellone. Per lui e Marlene, aveva scritto: "Siate forti e non abbiate mai paura. Denzel, svegliati sempre presto e aiuta Marlene, mi raccomando. Sei un uomo, difendila e sostienila anche nel lavoro! Marlene, ti ammiro molto, anche se sei così piccola. Non cambiare, ma perfezionati ancora, se puoi. Vi voglio bene, il vostro fratellone". Anche Marlene si rattristì tantissimo, ma decise di non piangere per consolare Denzel. Cloud lesse la sua lettera... "Al Fratello che infine ho trovato, auguro buona fortuna... So che tu e Tifa avrete una vita fantastica. Vi prego, godetevela. Siete stati il mio esempio in tutto questo tempo... A presto, fratello". Era deluso, per averlo perso proprio ora che l'aveva trovato, ma al tempo stesso stringeva quella lettera come un tesoro. Yuffie ricevette semplicemente "Ti amo", e la rosa. Lei ne sapeva il significato... Ma non potè non sentirsi arrabbiata nei confronti di quelli che l'avevano spinto a tanto. Ma la domanda era... dove sarebbe potuto andare, da solo, disarmato? Aveva solo detto di cercare potere. Materia? Ne dubitava. Le piccole sfere colorate che davano poteri incredibili non erano adatte, troppo pericolose...

Che tipo di potere cercava Roxas?

 

Grazie ad un Gelnika dell'esercito di Junon, la città porto, dopo circa una settimana arrivò alla sua destinazione. Era stato molto attento alle spiegazioni di tutti, sapeva da dove cominciare, sapeva coem aprire un portale stabile senza mettere a repentaglio il pianeta... Ma non sapeva che il Gelnika rubato era abitato.

<< Bene, bene >>, disse un uomo dai capelli rossi, con segni sotto gli occhi, un viso da sbruffone e un completo nero. Tutti gli altri erano vestiti allo stesso modo.<< Abbiamo un ladro a bordo >>.

<< Forza, arrestiamolo! >>, disse una donna bionda, coi capelli a caschetto, battagliera. Accanto a loro, un uomo calvo con occhiali da sole inforcati, e un altro con i capelli tirati all'indietro. << Noi siamo i Turks, farabutto! Io sono Elena, loro sono Reno, Rude e Tseng. Siamo i migliori, quindi non sfidarci! >>.

<< Sto andando al Northern Crater >>, disse lui senza voltarsi. << Ho alcune faccende >>.

<< Il... >>, ripeterono tutti e quattro allibiti. << Ferma l'aereo! >>, ordinò Tseng, gelido.

<< In mezzo al mare? >>, ribattè Roxas. Continuarono il viaggio, e lui spiegò di essere l'unico in grado di fermare le distorsioni, ma gli serviva più potere. Riluttanti, i Turks decisero di accompagnarlo in quella folle missione senza speranza. La prima volta, lì trovarono Sephiroth. La seconda, Kadaj, Yazoo e Loz, i suoi "discendenti", frammenti della sua anima. Che avrebbero trovato stavolta? Elena e Tseng, che lì ci avevano quasi lasciato la pelle, erano particolarmente restii, ma essendo entrambi testardi, andarono ugualmente. Il Gelnika perse il controllo lì vicino, e Roxas lo tenne a fatica.

<< Maledizione! >>, imprecò. << Non lo tengo più!! >>.

<< Lasciami fare... >>, disse Rude, prendendo i comandi con flemma. Prese la cloche e riportò l'aereo sulla posizione orizzontale, ma si vide costretto ad un atterraggio di fortuna proprio dentro il cratere. Immenso, odorava di morte, freddo e oscuro come un antro dell'inferno stesso.

<< Perdonate il coinvolgimento >>, si scusò Roxas. << Tornerete? >>.

<< Abbiamo come tornare >>, assicurò Reno. << Ma tu che intendi fare? >>.

<< In parte, la colpa è mia. Troverò la radice del problema... e forse tornerò >>.

Alzò le braccia, e vide un immenso rampicante che grondava Materia fresca. Sì, era quello il punto. L'intero cratere si illuminò, come se Roxas stesso fosse un potente Materia. Sapeva che essendo la causa delle distorsioni avrebbe risvegliato la furia del pianeta. Assorbendo le Weapons, i mostri che il pianeta evocava in propria difesa, sarebbe stato in grado di sconfiggere Sora.

Chiese perdono al mondo intero, e alla fine, usando le conoscenze più arcane che impregnavano quel cratere, evocò nuovamente Meteor.

 

Tutti rimasero sconvolti, in qualunque città del pianeta. A Midgar esplose il panico più assoluto, Da Kalm Vincent e Yuffie osservavano interdetti.La gigantesca meteora rossa si materializzò dal nulla nel cielo, con direzione Northern Crater. Cloud ci mise meno di 5 secondi a capire che stava succedendo; Roxas stava evocando tutto il male che il pianeta aveva sconfitto, per assorbirlo, così da non mettere a rischio nulla, a parte se stesso. Tutto quel potere in una volta... Roxas sarebbe morto di sicuro.

<< Cid! >>, esclamò, così risoluto da far pensare a tutti che fosse tornato veramente Sephiroth. Aveva già la spada in mano. << Prepara la tua lattina e schizziamo al Cratere, subito!! >>.

Cid prese l'Highwind e si preparò al decollo immediato. L'intero gruppo fu subito a bordo. Anche Vincent e Yuffie vennero prelevati. L'aeronave parti a velocità inaudita, sollevando onde gigantesche finchè fu rasente al mare.

 

Meteor cadeva rapidamente. Ormai aveva quasi violato l'atmosfera terrestre. Nel frattempo, la terra tremò, enormi mani spuntarono dal nulla, frantumando la pietra come la carta; il Pianeta, deciso a difendersi, aveva evocato tutte e quattro le Weapons, Ultimate, Diamond, Ruby ed Emerald. Queste si stagliarono gigantesche su Roxas, pronte all'attacco. Roxas aveva previsto tutto, però. In quel momento, sentendosi ormai sfinito, raccolse le forze per evocare persino Sancta. Il collasso in cui si sarebbe trovato avrebbe generato una quantità di energia spaventosa.

Quella che gli serviva.

 

<< Oh, cristo! >>, imprecò Barret con tanto d'occhi.Sancta si era scagliata contro Meteor, quando essa stava ormai per toccare il Crater. Quello che seguì fu una luce abbacinante, ma il lifestream non era intervenuto, stavolta. Le due magie si scontrarono, Sancta inglobò Meteor. Poi in mezzo si creò un buco nero.

<< E'... lo scontro, vero? Due magie definitive opposte... >>, disse Tifa, scioccata.

<< Non è solo questo >>, disse Red XIII. << Avverto delle interferenze. Roxas sta generando da solo tutto questo caos! >>, realizzò.

<< Quel... >>. Cid imprecò sonoramente. << Lasciate che lo abbia tra le mani! WOAH!! >>.

<< Cid, porta questo trabicolo indietro!! >>, ordinò Vincent, reggendosi alla parete. << Sta risucchiando tutto! >>.

<< Chi?! Roxas?! >>, comprese Yuffie. << Sta facendo... tutto questo...? >>.

 

Sì.

Ci siamo.

Le Weapons rimasero immobili, incapaci di comprendere il da farsi. Ormai era stato scatenato quell'inferno, e la loro priorità era fermare gli squilibri. Divennero quattro fasci di luce viola, argento, rosso e verde, e si scagliarono sulle magie contrastanti.

<< A me! >>, tuonò Roxas tendendo le mani. La sfera con al centro il buco nero divenne un enorme vortice, come se qualcosa lo stesse risucchiando. Roxas aveva appena creato un Materia di potenza immane, che stava riempendo con l'essenza del Pianeta, di Sancta, e di Meteor. Il Pianeta non aveva riportato alcun danno, infine...

<< Reggetevi!! >>, sbraitò Cid abbracciando il timone; un istante dopo, un'immensa onda d'urto ridusse il Northern Crater ad una sconfinata distesa devastata, con al centro Roxas.

Davanti a lui, il tempo-spazio si incrinò come vetro.

 

7: Sora

 

Cadde, sfinito. L'Highwind atterrò lì vicino. Il Materia rotolò, luccicante, un oggetto apparentemente innocuo. La distorsione, intanto, si intensificava.

<< Roxas! >>, chiamò Cloud.

<< Stai indietro! >>, intimò Roxas puntando il Materia. << Questa è la MIA battaglia. Non dovete essere coinvolti! >>.

<< Ma perchè tutto questo, perchè... Meteor, Sancta, perchè! >>, incalzò Yuffie. << Quell'affare ti ucciderà! Non hai la capacità... NESSUNO ha la capacità di reggere tutta quella potenza! Non è mai stato creato un Materia così potente! >>.

<< Io... >>, disse il ragazzo, cercando di evitare i loro sguardi, << Io oggi ucciderò Sora. Poi restituirò tutta quest'energia al Pianeta. E' Sancta e Meteor insieme, una forza immane. Il Pianeta guarirà >>, spiegò. << Ho studiato. Ho capito. Ho dovuto usare all'inverosimile tutta la Materia del cratere, per rievocare quelle magie. E ora sono qui... nel palmo della mia mano... >>.

<< Verrai corrotto e ucciso da quel potere >>, disse Vincent. << Non lo sopporterai a lungo >>.

<< Allora state indietro! >>, ripetè Roxas. << Voi non c'entrate. Ucciderò Sora, oggi! E userò anche la sua anima per alimentare il Lifestream... >>. Ma non era convinto di vincere... neanche così.

<< Tieni... >>, disse Cloud sganciando la Buster Sword dalla cinghia. << Non vorrai affrontarlo disarmato, vero? >>.

<< Forse... non la riconoscerai più, quando la impugnerò... >>, disse Roxas. << Ora allontanatevi. Vincent ha ragione, potrei non essere più me stesso... >>. Si girò verso il portale, con la spada pronta. Caricò un possente colpo e infranse la distorsione, creando un passaggio. Su quello che sarebbe stato il campo di battaglia, calarono le tenebre più assolute. Roxas si sentì male. Era vicino, terribilmente vicino... Doveva batterlo. Doveva ucciderlo prima che fosse troppo tardi...

<< Cos... >>. Uno scintillio lo scaraventò lontano, strisciando a terra. Il Materia cadde lì vicino. Roxas cercò di prenderlo, ma si trovò davanti Lui.

Sora.

 

<< Allora eri tu che mi attiravi! >>, disse, senza parole. Tutti videro un ragazzo probabilmente della stessa età di Roxas, vestito di nero, con una lunga arma a forma di chiave, capelli castani in tante punte, caldi occhi azzurri. << Perchè sono qui? Perchè TU sei qui?! >>.

<< La mia testa... >>, disse una ragazza lì vicino, con i capelli rossi, vestita di rosa e bianco. << Che ci faccio qui? Riku! >>, disse rivolta ad un altro con lunghi capelli bianchi che si rialzava. << Riku, tutto ok? Come ti senti? >>.

<< Sono stato meglio >>, disse Riku. << Mi sento sbattuto... Dov'è Sora? >>.

<< Lì, con... Roxas! Che diavolo succede? >>.

 

Tutti gli spettatori guardavano attoniti i due che si squadravano. Sora era meravigliato, ma lo sguardo di Roxas era carico di autentico odio.

<< Purtroppo... >>, disse Roxas rialzandosi, << siamo collegati, Sora... >>.

<< Infatti dovevi restare nella mia mente! >> disse lui con disappunto. Non sembrava tuttavia che fosse davvero quella persona, il protagonista degli incubi di Roxas... Sembrava così solare, allegro. Anche adesso, non sembrava quella specie di Sephiroth che avevano immaginato. << Mi sentivo come incompleto, ma non credevo che la causa fosse la tua separazione... >>.

<< Avevo freddo, e paura! >>, ribattè Roxas. << Lì vivevo soffrendo eternamente... così decisi di andarmene sperando che andasse tutto bene! >>.

<< Hai avuto ragione >>, disse Sora comprensivo spiazzandoli ulteriormente. Era un ragazzo così simpatico! << Ma ora che siamo qui che pensi di fare? >>.

<< Saremo sempre uniti da questo legame >>, spiegò Roxas, buio. << Non c'è altro modo... >>. Sora si irrigidì. Anche i suoi amici divennero tesi tutto d'un colpo.<< Tu devi morire, Sora >>.

 

Roxas aveva di nuovo in mano il Materia, più freddo e determinato che mai. Nell'altra, stringeva la Buster Sword di Cloud. Era assolutamente deciso ad uccidere Sora. Ma il suo avversario sembrava contrario.

<< Non ho intenzione di combatterti >>, ribattè. << Siamo la stessa persona >>.

<< Non più! >>, contestò Roxas. << Ho una vita mia, ora! >>.

<< E allora vivila! >>.

<< Non con i tuoi richiami incessanti! La mia idea non cambia, Sora: io ti ucciderò, adesso! >>. E detto questo, puntò la spada.

<< Fermati Roxas! >>, supplicò Yuffie. << I Materia... assorbono sempre un po' della tua energia vitale... Uno così potente ti ucciderà!! >>.

"Correrò il rischio...", mormorò Roxas. Yuffie si strinse, sorretta da Tifa. Cloud non riusciva a parlare. Roxas alzò il Materia, e se lo conficcò nel petto con forza, sentendo un bruciore indescrivibile. Sentì il proprio corpo contorcersi, la pelle avvampare: provò dolore in ogni parte, ma si trattenne dall'urlare, con delle smorfie. Poi gridò, e stavolta la profezia dei suoi compagni si rivelò esatta.

 

Le braccia si riempirono di venature nere, un'occhio divenne più grande; una mano si allungò, come un artiglio; quella che stringeva la buster sword divenne un tuttuno con essa. La sua maglietta si strappò, insieme al giubbotto, e spuntarono due grandi ali nere, che colmarono l'aria di piume. Vincent fece una smorfia di dolore, percependo l'immenso potere di quella creatura che non poteva sicuramente essere Roxas. Sora, che aveva messo mano alla sua arma a forma di chiave, assunse un'aria confusa e spaventata. I Nessuno, gli Heartless... Sembravano poca cosa, in confronto a quella mostruosità che aveva davanti.

La creatura partì all'attacco, incrociando le armi con Sora, che non riuscì a lungo a tenerle testa: dopo un paio di fendenti, venne sbalzato contro quello che restava di una parete rocciosa. Si rialzò prontamente, cercando di disarmarlo, ma fu tutto inutile: "Roxas" sembrava prevedere ogni sua mossa, gli veniva impossibile persino sfiorarlo.

<< THUNDAGA! >>, gridò cercando almeno di stordirlo: ma la creatura sorrise, lasciandosi andare ad una risata diabolica.

<< E' in grado di assorbire la magia... >>, disse scioccato Cait Sith. << Che facciamo? Se lo uccide... non tornerà alla normalità... >>.Nessuno parlò.

Intanto lo scontro continuava, e Sora era sempre più in svantaggio. Ormai veniva spesso scaraventato contro ogni parete utile. Riku e la ragazza di nome Kairi cercavano un modo per dare una mano a Sora, ma erano impotenti e disarmati. Il ragazzo parava sempre più a fatica, in netta difficoltà, mentre Roxas attaccava incessantemente. Se la colossale spada di Cloud l'avesse colpito, probabilmente gli avrebbe staccato la carne dalle ossa. Cercando di guadagnare tempo per curarsi, gli diede un calcio alle gambe e lo fece cadere, saltando indietro di alcuni metri. Curò le sue ferite, ma non riuscì a completare il processo che fu nuovamente colpito e scagliato a destra e sinistra.

<< Sora! >>, esclamò inorridita Kairi con le mani alla bocca. << Siete stati voi? VOI l'avete traformato così?! >>.

<< No! >>, si difese Yuffie. << Non dirlo nemmeno per scherzo, razza di stupida! Noi NON volevamo che lo affrontasse, hai capito?! >>. Kairi ammutolì, guardando lo scontro impotente.

<< AAAAAAAARRGGH!!! >>, gridò Sora. L'aveva fatto. Roxas l'aveva trapassato, parte a parte, con la sua mano-artiglio. Le sue cinque dita spuntavano dall'esile addome del ragazzo, grondando sangue. Poi, ferocemente, lo fece girare, facendolo urlare di dolore, e lo scagliò una decina e più di metri in là: il corpo di Sora rotolò unendo sangue e polvere.

<< NOOOOO!! >>, gridarono Kairi e Riku, correndo incontro al corpo quasi esanime di Sora. Perdeva copiosamente sangue. Kairi cercò di curarlo, aiutata dall'amico, ma Sora non accennava a riprendersi. Roxas era su di loro...

BLAMM.

I proiettili della Cerberus di Vincent saettarono sul corpo di quella bestia folle, che ora se la vedeva con loro. Barret cercò di sparargli alle gambe, Tifa cercò il corpo a corpo tempestandolo di pugni. Non volevano ucciderlo, ma cercare di farlo ragionare, invano. Cid usava la sua lancia, Red lo azzannava alle ali.

<< Ora basta, Roxas! >>, lo esortava Tifa. << Hai vinto! Torna in te! >>.

<< Roxas! >>, chiamò Cloud. << Sei davvero disposto a ucciderci?! >>. Lui si fermò, ascoltando. L'aria si fece densa di tensione. << Pensa a Denzel, a Marlene... a quello che provano per te. Pensa a me! Io... >>, abbassò lo sguardo. << Io ti considero come mio fratello, Roxas! E Yuffie... >>.

<< ...ti ama >>, completò lei. << Roxas... torna da noi... non uccidere Sora... non ucciderlo! Come potrai toccarmi con quelle mani sporche di sangue? >>. Gli occhi di Roxas si ridimensionarono, e tornarono al loro azzurro splendente. "Yuffie... Cloud...", mormorò. << Roxas... >>, continuò lei, stringendosi il grembo. << Roxas, io e te... >>, pianse. << IO E TE AVREMO UN BAMBINO! >>.

Nessuno lo sapeva. Nessuno lo immaginava... Restarono tutti allibiti. Il tempo sembrò davvero fermarsi. Il corpo di Roxas tornò normale, con ancora il Materia splendente nel petto nudo. Si accasciò sfinito, ansimando. Yuffie... incinta? Lui... un Nessuno... No, lui ERA un Nessuno... Ora lui era Roxas, Roxas con un cuore! Lui che non aveva mai avuto una famiglia... Ora ne avrebbe avuta una. << Roxas, tu... stai per diventare papà... >>, completò con un sorriso, tra le lacrime.

Roxas prese con forza il Materia, urlando di rabbia per se stesso, e lo strappò via, gettandolo lontano da sè. La Buster Sword era di nuovo separata da lui. Ma...

 

La terra tremò. Qualcosa creò una profonda gola, una sorta di isola, che separò Sora e Roxas dagli altri. Sora si era un po' ripreso, e ora si guardava intorno preoccupato. Vedendo Roxas normale, si avvicinò cauto.

<< Che succede? >>, chiese.

<< Non lo so, ma non voglio ucciderti >>, aggiunse con un sorriso storto. Gridarono, perchè l'isolotto di pietra sprofondò nelle profondità della terra, accompagnato dai richiami dei loro amici.

 

<< Ugh... >>, gemettero rialzandosi. Erano caduti per alcuni minuti, poi un brusco atterraggio. tutt'intorno, una luce verdognola, come un mare caldo e fosforescente.

Il Lifestream...

<< Non è ancora finita? >>, si lamentò Sora. Davanti a loro, il Materia creato da Roxas luccicava... e fu afferrato da una mano inguantata.

<< ANSEM! >>, dissero entrambi. Roxas lo conosceva attraverso i ricordì di Sora. Aveva posseduto Riku... creato gli Heartless in laboratorio... Era un saggio, ma divenne un mostro. Sora era inorridito. << Non ti ho già sconfitto?! >>, disse Sora.

<< Il tuo Nessuno è stato imprudente, ad allontanarsi così tanto. Non solo ha risvegliato le creature che hanno minacciato questo mondo, ma ha anche riportato me indietro. E non da solo. >>, rispose Ansem, con pura malignità nella sua voce. Improvvisamente, tredici figure incappucciate comparvero intorno a loro, in cerchio.

<< Gli... XIII... >>, realizzò Roxas. << Ma non possono essere tutti! Riku... IO... Non lo siamo più! Vuol dire che ne hai aggiunti altri?! >>.

<< Oh, no. Sono solo ombre >>, spiegò Ansem. << Il tuo passato si è mescolato a quello di questo mondo, e ha prodotto queste creature. Non sono Nessuno, non sono Heartless. Sono qualcosa di diverso. Qualcosa di molto più potente >>.

Le figure li attaccarono. Entrambi conoscevano le loro mosse, le loro tecniche, ma si trovarono schiena a schiena, a parare gli attacchi.

<< Ci vuole un colpo definitivo >>, disse Sora. << Non possiamo perdere energie, è quello che vuole Ansem >>.

<< Sono solo ombre >>, disse Roxes reggendo la Buster. << Quanto pesi? >>.

<< Non so cosa c'entri, ma 64 Kg... >>, rispose Sora temendo che quel Materia gli avesse bruciato il cervello.

<< Caspita come sei leggero... Carica un bell'incantesimo di guarigione sulla tua Keyblade e puntala in alto! >>, spiegò lui.

<< In alt... YEAAAAAIIIHHH!! >>, sussultò quando Roxas gli afferrò una caviglia e lo fece girare, tagliuzzando tutte le ombre come carta. Sora atterrò reggendosi la testa. << Bene... >>, commentò trattenendo i conati di vomito. << Ora tocca a te, Ansem >>.

Ansem rise, stringendo il Materia.

<< Siete solo dei ragazzini... >>, disse, sempre ridendo. Il Materia sparì nella sua mano e si incastonò nel suo petto, come per Roxas.

<< Bastardo! >>, insultò Roxas. << Sora! Attento!! >>. Ma Sora, sfinito per il combattimento contro Roxas e quei mostri, non riuscì ad evitare un violento colpo magico che lo fece cadere a terra privo di sensi. Ansem non divenne un mostro, ma era ancora più potente. Portò nella sua mano la Keyblade di Sora, che divenne nera e lunga, come bruciata. L'aveva corrotta.

I due si scontrarono, e ora era Roxas quello in svantaggio. Era stanco e provato, e la spada di Cloud sembrava pesare un quintale. Gli cadde pesantemente a terra.

<< Quella grossa spada non fa per te... In fondo, tu non sei stato scelto per QUELLA. Per QUESTA! >>, aggiunse mostrando la Keyblade. << Ti illudi. Tu e Sora siete indissolubili. E ora, per colpa tua non potrà più tornare indietro. Dovevi startene buono dov'eri! >>, e lo tempestò di colpi velocissimi, facendolo accasciare boccheggiante.

<< Io... non ho più paura... >>, ansimò Roxas alzandosi, retto alla spada. << Non sono più legato a lui. Tu... tu sei solo il passato! >>, ruggì attaccandolo senza soste, ma quello non cedeva.

<< Sai benissimo che c'è un solo modo... >>, disse Ansem divertito, porgendogli la Keyblade. << Togliti il cuore, e torna da Sora >>.

In effetti... così lui...

Morendo...

Anche Ansem sarebbe morto.

Allora alzò la Keyblade corrotta, puntandola sul cuore. "Yuffie... Cloud... Tifa, Barret, Vincent, Cid, Cait, Red... Denzel, Marlene... Perdonatemi... Non potremo più stare insieme..." Pianse. "Amici miei... Torno al mio mondo...".

"Aspetta!", disse una voce di donna. Una voce tranquilla, delicata, come un tocco materno.

"Chi...".

"Mi conosci", disse lei, dal suo tono, stava sorridendo."Hai sentito molto parlare di me".

"A...Aeris...", realizzò senza parole. "Tu...Sei viva?".

"No... Ma sono qui, nel Pianeta. Io ne faccio parte... Ma tu e il tuo amico no. Potete sconfiggerlo. Puoi sconfiggerlo, Roxas...".

"Ma come?".

"Usa il tuo cuore... Non assecondare quest'uomo! Tu, Roxas, hai fatto sorridere Cloud come non faceva da tempo. Il gruppo è più unito che mai... non cedere! Non lasciarli! Abbi fiducia nel tuo cuore... e troverai una risposta".

"Il mio cuore...".

"Sì. Ora, Roxas!".

<< SI'!!!!! >>, ruggì Roxas, con nuova forza. La Keyblade tornò bianca, splendente e luminosa come non mai, da essa partirono scintille simili a stelle, che penetrarono nella roccia che circondava quel flusso verdognolo, facendone fuoriuscire altro. Prese la rincorsa, e saltò su Ansem, che preparava il colpo...

CRASH!

La Keyblade e il Materia s'infransero a vicenda, polverizzandosi, e si scatenò una violenta onda d'urto. Roxas prese la Buster Sword, direzionandola verso un boccheggiante e sconvolto Ansem.

<< E' finita... >>, disse Roxas, ansimante. Fu circondato da un turbine, pronto a scatenare la tecnica che Cloud gli aveva insegnato: << OMNISLASH!! >>, tuonò, colpendo ripetutamente Ansem come un tornado, attraversandolo, annientandone la resistenza.

<< NON... può... ESSERE... >>, esclamò Ansem distrutto, in dissolvenza. << Non... >>.

<< Non vuoi ancora saperne di crepare?! >>, sbraitò Roxas, sorpreso che fosse ancora in piedi.

"Lascia fare a me", disse Aeris.

Dai buchi creati dalle scintille, il Lifestream, che usciva come un serpente, si direzionò verso Ansem. Lentamente, si dirigeva su di lui, che terrorizzato cercava di evitarlo: allora spalancò le stesse ali che aveva Roxas, e volò verso l'alto, caricando una potente magia distruttiva con le forze che gli restavano, creando un'immensa sfera rossa e lanciandola verso la voragine. Il Lifestream la circondò, la assorbì, e poi schizzò verso Ansem, che non potè più muoversi...

E tutti, dal fondo del cratere, ai bordi dove stava il resto del gruppo, fino all'intero pianeta, videro una grande luce bianca, che si spense rapidamente. Poi, il terreno iniziò a brillare, l'arida Midgar si ricoprì di fili d'erba, fiori, piante di ogni tipo che spuntavano lentamente dal terreno luccicante quanto il Lifestream. Scese una pioggia tenue, che accarezzava la pelle, come quella di due anni prima che guarì i malati di Geostigma...

Il Materia si era dissolto, liberando la propria energia e dandola al Lifestream...

 

Ma Roxas era ancora lì sotto, con Sora svenuto sulle spalle. usò la cintura del ragazzo per legarlo a sè, quindi cercò un punto scalabile. Il Lifestream gli lambiva il corpo, accarezzandolo dolcemente.

<< Cosa vuoi dirmi...? >>, chiese seguendone la traiettoria. Vide una luce bianca, e d'istinto tese la mano, incontrandone una, e il viso gentile della donna chiamata Aeris...

"Sei a casa, ora", disse sorridendo. Le afferrò la mano, e si sentì trasportato da un dolce calore.

<< ROXAS! >>, gridò la voce di Yuffie, che lo teneva saldo sul precipizio, aiutata da Cloud e Tifa.

<< Yuffie... >>, disse lui con un sorriso, aiutandoli a portare su lui e Sora.

<< Cos'è successo là sotto? Perchè è uscito il Lifestream? >>, chiese Cloud quando furono tutti in superficie.

<< Una... vecchia conoscenza >>, spiegò lui raccontando di Ansem e Aeris. Cloud sussultò a sentire il nome di Aeris, e strinse forte la mano di Tifa, che lo ricambiò.

"Di' loro... di vivere serenamente. Solo così, soprattutto Cloud, potranno dire di "onorare" la mia memoria o come dicono loro", gli disse la donna.

<< Cloud, dice Aeris di piantarla di autocommiserarti e goderti Tifa. Capito, fratello imbranato? >>, disse Roxas scherzosamente,

 

<< Non potremo più tornare? >>, disse Riku quando Sora si svegliò.Roxas negò.

<< Il portale si è richiuso, e non possiamo riaprirlo, nessuno sa che succederebbe ai nostri mondi. Mi spiace... >>, si scusò.

<< Non ha importanza >>, disse allegramente Sora. << Le persone più importanti le ho tutte qui. Kairi, e Riku. Ah, e naturalmente Roxas! >>.

<< Perchè sarei importante? >>, chiese spaesato.

<< Perchè sei l'unico ad avermi messo così in difficoltà così tanto >>, ammise Sora con non poco imbarazzo.

<< Ti ha stracciato >>, precisò Riku.

<< E perchè mi hai aiutato ad uscire dal cratere >>, continuò Sora imperterrito.

<< Ti ha salvato la vita >>, corresse Kairi.

<<Uffaaaa!! E va bene! Grazie >>, disse Sora arrossendo.

 

 Alcuni mesi dopo, nacque il bambino di Yuffie, e un mese dopo anche Tifa e Cloud ebbero uno splendido figlio... praticamente due terremoti biondi. Sora, Kairi e Riku si unirono al gruppo, aiutando nel bar. Riku era sempre circondato da spasimanti, Sora un po' meno (Kairi era molto gelosa). Kairi e Yuffie divennero amiche inseparabili. Il rapporto di fratellanza tra Cloud e Roxas divenne profondo e sincero, e quest'ultimo e Sora diventarono grandi amici.

La rinnovata fertilità del pianeta garantì agli esseri umani un lungo periodo di prosperità che sembrò non avere mai fine. Nel frattempo...

 

Elena: maledizione, Reno! Non seguiremo mai più le tue indicazioni!!!

 

I potenti Turks si erano persi nei ghiacciai.

 

FINE

 

Rude: ....cos'è quello?

Reno: Uno Yeti!! Uno Yeti vero!!

Turks(scappando): WAHAAAAAAAAAAAA!!!

 



Yuna1291
commenti (1)
fan fiction

13:45
giovedì, 12 giugno 2008

Intervista a Cloud, Squall, Gidan, Tidus, Vaan e Sora



 Intervista a Cloud, Squall, Gidan, Tidus, Vaan e Sora.

By Trinity89

Intervistatore: Bene, cominciamo.

Tutti: ok!

>: Nomi?

Cloud Strife

Squall Leonhart

Gidan Tribal

Tidus

Vaan

Sora

>: Come ci si sente ad essere il protagonista maschile di un gioco di successo come Final Fantasy?

Sora: .....

>: (groan) e di un gioco di ....successo... come Kingdom Hearts?

Sora: guarda che se vuoi me ne vado...

>: Prego, quella è la porta!!! (sorriso a 6400000000000000000000000 denti)

Sora: ....

T: Be', come vuoi che ci si senta? ^ ^ Uno sballo, è ovvio!

Vaan: il protagonista maschile è sempre il più figo, come si fa a non sentirsi bene?

Cloud: ma è anche quello più flagellato dai problemi... (lui e Squall si scambiano un'occhiata di compassione)

Gidan: non è il mio caso!

>: Tuo fratello voleva distruggere il mondo perchè era agorafobico.

Gidan: ....

>: Sora, che impatto ha avuto sulla tua infant... giovane mente la conversione di Riku all'oscurità?

Sora: in realtà, mi ha lasciato del tutto indifferente. Era in piena pubertà ed era odioso all'ennesimo.

>: Chiaro... (scrive "Geloso all'inverosimile di uno 100 volte meglio di lui")

Sora: però è scomparsa anche Kairi, quindi mi sono dovuto fare in quattro per salvare entrambi.

>: Capisco, capisco. Gidan, molti hanno notato l'anormalità del tuo personaggio ma l'hanno apprezzata ugualmente. Come ci si sente ad essere la brutta copia di Goku?

Gidan: Be', ti dirò che all'inizio questa coda mi ha dato un bel po' di problemi, dovevo nasconderla nei pantaloni e tutti credevano fosse qualcos'altro.

Tidus: ma questo è positivo!

Gidan: no, perchè poi scoprivano la verità... (risata generale)

>: Su, Gidan, vedi di non volgarizzare quest'intervista...

Gidan: in seguito, però, i Tantarus hanno accettato il mio problema e mi hanno detto di lasciare libera la coda e muovermi con disinvoltura.... non ho più fatto caso a questa fastidiosa escrescenza!

Cloud: dopotutto in un gruppo composto da un cavernicolo, un coatto e un terrone...

Gidan: ................................................................................cogl.....

>: Cuccia! Squall, il tuo controverso personaggio è entrato nel cuore di molte ragazze, e molti ti hanno preso come modello, d'abbigliamento e principi.

Squall: non m'importa minimamente (sguardo tronfio).

>: Certo. ("Il suo ego è gonfio come una mongolfiera"). Sicuramente, escluso Sora, la tua è una delle armi più strane mai viste in mano ad un protagonista; come mai un Gunblade? Sei inoltre l'unico che combatte corpo a corpo, escluso Zell che usa i pugni.

Squall: per rendere importante il mio personaggio, no? Sono il "cavaliere senza macchia e senza paura" che con la sua spada difende la strega!

Tutti: ....

Squall: non regge, eh?

>: Verità!

Squall: prendevo a calci chiunque usasse una lama... (aria colpevole, gira gli indici come un bambino in castigo) Volevo sentirmi importante...

>: Ma con Seifer ti è andata male.

Squall: voleva rubarmi la scena...

>: Vaan, non ho avuto modo di studiare pienamente FF12, ma sotto molti aspetti sembra la copia sputata di FF9...

Gidan&Vaan: FALSO!!!!

>: Guardate che vi mando il mio cucciolo.

Vaan: (sudando freddo) qual-quali sarebbero le a-a-a-a-a-analogie?

>: Tu sei un ladro... e anche Gidan. C'è una principessa in pericolo; Ashe= Garnet, c'è un patriota, ossia Bash=Steiner...

Vaan: ma io sono più bello di Gidan!!!!

>: non stiamo dicendo questo! Ad ogni modo, come ti fa sentire sapere che il gemello cattivo di Bash ha ucciso tuo fratello?

Vaan: FINALMENTE HO LA PS3 TUTTA PER MEEEEE.... (ci guarda. E' praticamente saltato di gioia) eh...oh...cioè... INCAZZATO COME UNA BESTIA!!!

>: Vendetta?

Vaan: sì, ma sono il personaggio più pirla...

>: No, il più pirla e Balthiar.

Vaan: giusto!

>: Passiamo a te, Tidus...

Tidus: prego!!!

>: non conosco bene FF10, ho solo visto Tifa91 giocarci... e si rifiuta di raccontarmi la storia. In poche parole, che ti è successo?

Tidus: niente, sono solo morto e risorto.

>: (trattenendosi) Quando ho visto per la prima volta il gioco, mi sei sembrato il protagonista maschile più gioviale...

Tidus: eheh, io sono pieno di gioia di vivere!

>: anche se sei morto.

Tidus: .......................

>: Che razza di gioco è il blitzball? Io ancora non ho visto una partita...

Tidus: AAAAAAGH! SACRILEGIOOO!!! Come osi intervistare me, il grande Tidus, capitano dei Besaid... SENZA SAPERE UN'ACCA DEL BLITZBALL!!

>: ......... (sguardo assassino) sarò gentile...

Tidus: O_O

>: Lilli(nome osceno dato all'Omega Weapon dell'intervistatore), MEGID FLAME!!!

Tidus: ..........(a gambe all'aria come un pollo)

>: Cloud... Dimmi tu, ora. La tua è una storia piuttosto travagliata...

Cloud: sì, lasciai Nibelheim con l'intenzione di arruolarmi nei SOLDIER, ma purtroppo fallii, ma Zack disse che non dovevo arrendermi perchè Sephiroth... (3 ore dopo) e adesso sono qui.

>: (con un grave tic nervoso all'occhio) comprendo... Ora toglici il dubbio che ci ha investiti per anni e anni: di chi sei realmente innamorato??!!!

Cloud: di Barret.

Tutti: CHEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE??????!!!!!

Cloud: stavo scherzando!

Tutti: CHEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE?????!!!!

>: Cloud che scherza... Questo è inquietante. Be', ora dicci la verità...

Cloud: i continui battibecchi di Aeris e Tifa mi scocciavano. Tifa mi piaceva, feci tutto 'sto bordello nei SOLDIER per farmi notare, ma lei, NADA! Poi salta fuori che anche lei è pazza di me, ma io ero attratto da Aeris... sebbene quei vestiti rosa fossero un pugno ai miei poveri occhi. 

>: Stai evitando la domanda. (tutti si allungano su di lui)

Cloud: alla fine le mollai tutti e due, e sto facendo il filo a Elena dei Turks.

>: Non scherzare!!!

Cloud: e va bene... Sto con Yuffie. Viviamo nella caverna di Da-Chao.

Vaan: che romantico, una caverna...

>: Come vi mantenete?

Cloud: Wutai è troppo lontana dalla civiltà per trovare un lavoro decente...

>: Così hai accettato la parte in Kingdom Hertz?

Sora: K-I-N-G-D-O-M H-E-A-R-T-S

>: Quello che è.

Cloud: sì, anche se ho goduto a mettere Sora a tappeto...

Sora: poi sei stato mangiato da Cerbero!

Cloud: non mi hai mica salvato tu, tappo coi capelli alla Goku!!!

>: effettivamente... sono quasi identici! Certo, Sora è sei volte più piccolo, ma che somiglianza!!

Sora: ma non è vero...

>: Parlami della Keyblade.

Sora. è un'arma ridicola! Non posso andare alle feste di FF con questa cosa, così ci vado con una copia in alluminio della spada di Cloud...

>: Avere Paperino e Pippo accanto è stato a lungo il sogno di molti bambini che ne leggevano i fumetti. Per te?

Sora: è stato divertent... Sei un gran bastardo, lo sai??!!!

>: "Allocco!!!" Bene, ora passiamo ad alcune domande importanti... Cosa pensate della vostra metà, o meglio, di quella scelta per voi da Square...

Cloud: una zanzara petulante che non sa combattere, ma con due meloni da favola...

>: Porco.

Squall: un barboncino abbaioso e testardo. Un incubo.

Gidan: una povera depressa che a mio parere è negata come regnante... però non voglio essere affettato da Odino, quindi sto zitto.

Tidus: una dolce ochetta che invece di affidarsi alle mie "cure" ascolta Lulu e mi carica di mazzate da mattina a sera.

Vaan: Non so, Larsa è una bella ragazza ma non mi fila...

>: perchè è un ragazzino, Vaan.

Vaan: sciocchezze!

Sora: (occhi a cuore) Kairi è bella, è gentile, ci amiamo tanto... (6 ore dopo) la amo da impazzire!!!

>: "Questi sono folli..." Cos'avete provato nell'uccidere il vostro atavico nemico?

Cloud: Crepa, bastardo! Non potrò più mangiare le polpette di Aeris!!

Squall: speriamo che Rinoa non diventi come questa esaltata...

Gidan: non prendere in giro quel c*gl**n* di mio fratello, signore degli anelli!!

Tidus: Evvai!! Un mostro in meno!! Chissà se Yuna m...

>: guai se completi la frase.

Vaan: perchè non mi hanno fatto affrontare il nemico finale?? T_T

Sora: Sono DUE giochi che aspetto di farmi...

>: Certo che tu e  Cloud fate tanto i santerellini, ma...

Sora&Cloud: SIAMO UOMINI E ABBIAMO ALCUNI BISOGNI!!!!

>: (alza un sopracciglio) "uomini"?

Cloud: io ho 23 anni suonati.

Sora: ....

>: Sora, perchè quando parli con Cloud non lo guardi negli occhi?

Sora: (rosso come un peperone, mettendosi le mani sulle guance) ma di che t'impicciiii?! \^_^/

>: Ma guarda...

Cloud: allontanati, sottospecie di pulce.

Sora: ma che avete capito??!! E' solo che lui è stato creato bello palestrato e io no!!

>: Ma se nel 2 sembravi uscito da una sessione di doping!! Eri alto il triplo e con un fisico spaventoso!

Cloud: e Kairi sembra aver mangiato pane ed estrogeni per un anno...

>: Chiaro: la Square li ha ingozzati di ormoni.

Squall: e noi che critichiamo l'Umbrella Corporation... (di "Resident Evil", ndA)

>: quest'intervista si trascina nel caos. La prossima volta lo intervisto veramente, Red XIII...

Sora: credevo volessi intervistare le protagoniste femminili!

>: E' quello che farò, microbo pignolo.

Sora: ngwè...

>:Cosa succede "dopo"? Quali sono i vostri progetti, finito il gioco?

Cloud: ho intenzione di passare una vita serena e tranquilla, lontano dalla ShinRa. Però non posso avere figli... (rosso) maledetto Hojo...

>: sei sterile?

Cloud: (papavero) ZITTO!! NON HAI ALTRI DA INTERVISTARE?!

 >: esiste l'inseminazione artificiale.

Cloud: sono troppo geloso...

>: vabbè. Squall?

Squall: intendo sposare Rinoa una volta che avremo compiuto vent'anni. Fino ad allora addestrerò i SeeD insieme agli altri.

>: Credevo non la sopportassi.

Squall: cucina così bene...

>: Gli uomini si prendono per la gola!

Gidan: io continuerò a girare il mondo, poi quando sarò stanco mi sistemerò con Garnet. Lei ora è impegnata a fingere di essere una regina...

Tidus: se riesco a non morire di nuovo, voglio girare ed esplorare Spira in lungo e in largo, per poi trovare un posto tranquillo- e lontano da Lulu - dove possiamo vivere io e Yuna.

>: che proposito nobile, ragazzi, mi state lusingando... quasi mi dispiace avervi trattati male... QUASI.

Vaan: voglio fare il pirata a vita!!

>: Basta che tu non infastidisca Jack Sparrow... (Sora mi guarda male) scusate... CAPITAN Jack Sparrow.

Sora: scusa, è che a furia di correggermi mi ha abituato a correggere gli altri... Che pirla... anzi... Capitan Pirla!

>: e tu, Sora? che progetti hai?

Sora: uscire da quelle C*zz* di isole e godermi la vita, magari spostarmi alla Città di Mezzo con Kairi.

>: bene, questa fallimentare intervista termina qui...

Tutti(lettori compresi): MENO MALE!!!

>: Goodbye!!



Yuna1291
commenti (2)
fan fiction

11:32
mercoledì, 11 giugno 2008

Un amore che trascende il tempo



Un amore che trascende il tempo

di Trinity89

 

 

Dato che sono nuovo del settore Final Fantasy, non aspettatevi un’eccessiva accuratezza nel campo dei personaggi e dei dettagli vari. Per quanto riguarda la misteriosa donna di FF13 ho dovuto inventare un nome fittizio, spero non vi offendiate. In fine spero di non annoiarvi con questo lunghissimo polpettone e di non aver rovinato troppo i nostri eroi. Beh, godetevi la lettura, spero che vi piaccia!^^

 

 

1

<< Sto andando >>.Come al solito, la voce di suo fratello raggiungeva in fretta le sue orecchie, e altrettanto in fretta spariva nel nulla.

Squall…

Sora si svegliò qualche ora dopo. Era ancora giovane per andare al Garden, la prestigiosa scuola per futuri combattenti. Non che si combattesse e basta! Si studiava e anche parecchio. Ecco perché Sora vedeva Squall pochissime volte. Quando studiava non voleva essere disturbato, e per il resto della giornata era al Garden.

Questo gli fece sviluppare una personalità forte, ma solo all’esterno, perché in realtà, si sentiva tremendamente debole.

Le sue giornate? Noiosissime, le passava sulla spiaggia a cercare conchiglie argentate (le aveva raccolte a decine, quindi la ricerca era più lunga), e non presentavano particolari novità. Il massimo era stato cadere da un albero di sei metri fratturandosi un braccio. Ricordò che Squall lo sistemò con noncuranza in qualche secondo.

La loro casetta sul mare era troppo distante dalla città, di conseguenza, Sora non poteva nemmeno farci un giro. Anche perché se Squall non l’avesse trovato a casa, si sarebbe preoccupato.

Tutto, da quando un misterioso incidente uccise entrambi i loro genitori. Da quel giorno, Squall, che aveva dodici anni e Sora tre, divenne iperprotettivo nei suoi confronti. Ma questo significava segregarlo in casa, visto che Squall doveva lavorare.

Che vita…

Come al solito, si era sdraiato sulla spiaggia. Che barba…

<< Chissà che c’è oltre questo mare… non si vede nulla >>. Si mise le mani alla bocca. Aveva ricominciato a parlare da solo! Si sentiva pazzo. Se solo fosse uscito…

Sì, e poi?

Non sapeva nulla del mondo esterno, a parte qualcosa dai libri di Squall. Che avrebbe fatto? che doveva fare?

Rientrò in casa, e aprendo l’armadio, ne estrasse una spada simile a una chiave. Era lunga quasi quanto lui, ma leggerissima e maneggevole. E sapeva usarla bene, anche se l’aria non era granchè come avversario: e da quando gli cadde un ramo in testa, non la usò nemmeno contro gli alberi.

Non voleva che si rovinasse… era un regalo di suo fratello ed era gelosissimo di essa.

Keyblade (come si chiamava l’arma) vorticava sibilando nell’aria, e sollevando nuvole di sabbia.

<< AHIA! >>. Un granchio gli si era attaccato alla gamba per protesta. Lo aveva fatto volare un paio di volte. << Scusa, non ti avevo visto. Però sembri buono >>. La sua espressione si spense in fretta. Lo afferrò e lo guardò in quelli che dovevano essere gli occhi. << Sicuramente hai una vita molto più eccitante della mia >>. Detto questo, lo lanciò in mare.

 

<< Sono tornato >>.

Sora riuscì a vedere suo fratello per… due secondi! Un record.

<< Squall, ti ho preparato… >>, non finì la frase che subito suo fratello lo interruppe.

<< Scusami, ho troppo da fare… mi dispiace >>, disse Squall.

<< Ah… >>, concluse Sora abbassando lo sguardo. << Non… importa >>.

E gli toccò mangiare da solo… per l’ennesima volta.

Sapeva che non era colpa di Squall. Però non sopportava di essere così disperatamente solo.

Uscì in spiaggia, guardando la Luna piena. Che bella…

 

<< Ehi tu! >>, disse qualcuno da qualche parte. si girò a sinistra, e vide una piccola carrozza bianca. La carrozza era guidata da uno strano individuo. Era umano, con i capelli biondo scuro e gli occhi azzurro scuro. Portava una strana maglia smanicata con una specie di ricamo sotto il collo, guanti simili con una larga polsiera, pantaloni azzurri e stivali. Ma il vero particolare bizzarro è che portava una coda! Aveva la coda! Non di capelli, ma vera e propria, e bella lunga. Uno… Y… non ricordava il nome della razza. Dovevano essere una qualche minoranza della parte sud del mondo. Aveva l’aspetto forte, ma non sembrava molto più grande di lui.

<< Sei in mezzo alla strada >>, disse l’individuo. << Spostati, così potrò far passare la carrozza >>.

<< Va bene anche qui, Gid >>, disse una voce dalla carrozza. Che bella voce… Sora non aveva mai sentito una voce così angelica. L’unica che conosceva era la sua e quella forte e gentile di Squall. << Si vede una bellissima Luna >>.

<< Ma siamo davanti ad una casa, Garn >>, disse “Gid”. << Questo giro doveva rimanere segreto, e già questo ragazzino ti ha vista >>.

<< Oh, non preoccupatevi per me… non parlo con nessuno >>, disse Sora amaramente.

<< In effetti siete un po’ isolati >>, commentò Garn. << Mi presento >>, aggiunse scendendo dalla carrozza…

Sora si sentì svenire. Dalla carrozza scese una giovane minuta, dai lunghi capelli castani e occhi più scuri, con la pelle chiara e un’espressione dolce. Portava una mantella bianca e arancio, che fluttuava pigramente.

<< Il mio nome è Garnet >>, disse la giovane. << Principessa di Alexandra. Lui è Gidan, la mia guardia del corpo >>.

<< Piacere >>, sbuffò Gidan.

<< Scusalo >>, continuò Garnet sorridendo. << Gli Yenoma sono un po’ burberi, ma ha un animo buono. Tu chi sei? >>, chiese avvicinandosi.

<< Mi… chiamo… Sora >>, farfugliò arrossendo vivacemente. Ma perchè? Gli venne naturale una domanda. << Lei… è… proprio uno strano uomo! >>, disse. Garnet scoppiò a ridere limpidamente.

<< Ragazzino! >>, disse. << Non mi dirai che non sai cos’è una ragazza?! >>.

<< Evidentemente… no >>, rispose Gidan ridendo. Sora ammutolì più imbarazzato di prima. Certo che sapeva cos’era una ragazza. Solo che non ne aveva mai vista una.

<< Non importa… >>, concluse Garnet. << Ora dobbiamo andare, prima che mia madre si accorga della mia assenza. E in cambio del tuo silenzio… >>. Gli diede un lungo bacio sulla guancia. Sora divenne talmente rosso da sentirsi avvampare anche il cervello, e non si accorse dei due che lo salutavano.

Però, pensava tornando in casa in punta di piedi, finalmente è capitato qualcosa di interessante!

 

Come al solito suo fratello non c’era. Fece colazione senza smettere di pensare a quel bacio. gli formicolava tutto il corpo. non ricordava di aver mai provato una cosa simile…

Sulla spiaggia, il vento aveva cancellato tutte le impronte. Ma i ricordi erano vivi nella sua mente. Però… si accorse che quella ragazza guardava sempre quel Gidan. Ma certo, brutto idiota che era! Volevano stare un po’ da soli e lui c’è capitato in mezzo! Ecco perché Gidan lo guardava storto.

La sua testa vagava troppo per allenarsi con la Keyblade, così decise di mettere il costume e fare un bagno. Quando era in acqua, la sua testa vagava liberamente.

Mentre indossava il costume da bagno, si guardò allo specchio. Vide un ragazzino improvvisamente vivace di tredici anni, dagli occhi azzurrissimi e i capelli castano chiaro sparati in aria (li aveva così per natura), e un corpo snello e agile.

Ma era la giornata delle sorprese. A una decina di metri dalla riva, stava un uomo in piedi, un uomo anziano, probabilmente, dato che aveva lunghi capelli bianchi. Era un uomo, ne era sicuro. Non c’erano strane ridondanze. Ma la marea… si stava alzando una di quelle enormi onde! Accadeva spesso. Quell’uomo sembrava messo lì apposta…

<< Ehi… EHI! >>, urlò Sora. L’onda si stava alzando, e quello era lì tranquillo in mezzo all’acqua! Ma il risucchio non gli faceva niente? Sembrava uno scoglio. << Si sposti!! >>. Niente. << SPOSTATI, IDIOTA!! >>, urlò ancora più forte.

L’uomo si girò e gli tese una mano inguantata di nero come se lo stesse invitando.  Ma allora è stupido davvero, pensò Sora. Però forse faceva in tempo a salvarlo… l’onda si stava ancora accumulando. Corse a perdifiato verso l’uomo, che teneva indifferentemente la mano tesa. Sembrava parecchio più giovane di un vecchio! Forse, pure più giovane di Squall. Stava per afferrargli la mano…

SPLASH!

L’onda lo investì con una potenza incredibile, e si sentiva come se lo avesse colpito una pioggia di mattoni. Aprì gli occhi, e quello era ancora lì! Teneva la mano tesa, sorridente. Provò a raggiungerlo, anche se non ne capiva il motivo.

Niente, la corrente lo spinse fino a riva. Uscì sputacchiando acqua, e subito dopo, il ragazzo dai capelli bianchi fece altrattanto, camminando come se stesse facendo una passeggiata in spiaggia.

<< Bravo >>, disse. Aveva vivaci occhi verde giada e una muscolatura notevole. Oltre ai guanti neri, aveva una maglia smanicata gialla e pantaloni larghi sulle gambe che coprivano parte delle scarpe nerastre. << Mi hai sfiorato la mano al primo colpo >>.

Sora si alzò e gli diede un pugno dove capitava. << Idiota! Potevamo morire! >>, rimproverò tossendo ancora acqua marina. Il ragazzo prese delicatamente la sua mano e la riportò al mittente.

<< Però sei ancora vivo >>, disse con tono da saputello. << Quindi non dovresti arrabbiarti >>.

<< IO MI ARRABBIO QUANTO MI PARE! SE VOLEVI SUICIDARTI POTEVI FARLO DA SOLO!! >>.

<< Che caratterino vivace! >>, commentò quello divertito. << Ma non credo tu sappia far seguire i fatti alle parole… >>.

<< Vedremo! >>, esclamò Sora lanciandosi alla carica e tirando pugni, calci… all’aria.

<< Hmm, tecnica buona… ma ti spingi troppo in avanti >>, giudicava quello schivandolo con tranquillità. << Tieni la guardia troppo aperta, anzi, non la tieni affatto, e permetti a chiunque di colpirti >>. E infatti gli bastò battergli lievemente la mano sulla fronte per fargli perdere l’equilibrio. << Se ti attaccasse un nemico vero, moriresti subito, caro mio >>, commentò infine.

<< Non è… colpa mia… >>, ansimò Sora sfinito. Aveva cercato di colpirlo per un quarto d’ora ma quello da scoglio pareva diventato d’aria. << Non… mi sono mai… potuto… allenare… con qualcuno… >>. Lacrime. Senza motivo, gli uscirono lacrime.

<< Perché piangi? >>, chiese il ragazzo incuriosito.

<< Solo… perché sono sempre solo!!! >>, esclamò con violenza e iniziando a singhiozzare. La mano del ragazzo gli si piantò sulla testa.

<< Non è il caso di piangere ancora >>, disse. << Io abito oltre quelle rocce in una piccola capanna. L’ho presa come luogo di pace, ma non immaginavo di trovare qualcun altro. La cosa potrebbe essere interessante >>.

<< Eh? >>, chiese Sora asciugandosi gli occhi senza capire.

<< Ti ho visto e ho voluto metterti alla prova. Che ne dici se… >>, rispose sorridendo << ci allenassimo insieme? Hai grandi potenzialità >>.

La bocca di Sora si spalancò in un enorme sorriso.

<< Ce… >>, balbettò, << Certo!! Quando vuoi!! >>.

<< Bene! >>, disse quello. << Hai un’arma? >>.

<< Sì, vado subito a prenderla! >>.

<< Ottimo, io prenderò la mia. Ah >>, rammentò. << Il mio nome è Riku. Ho diciassette anni. Tu?>>

<< Io sono Sora e ne ho tredici, quattordici tra due mesi >>, rispose Sora senza smettere di sorridere.

Keyblade e la spada di Riku si incrociarono per tutto il pomeriggio.

 

Anche quella volta, Squall rincasò molto tardi. La cena era nella pentola, e inciampò in una delle scarpe di Sora. Doveva essere su di giri per lasciare i suoi indumenti sparsi per casa. Più in là trovò i suoi pantaloncini rossi e l’altra scarpa. Gli scappò un sorriso vedendo il fratellino sul letto con il pigiama che dormiva come un sasso. La doccia sembrava essere stata usata da poco. Prese una coperta e gliela mise addosso, accarezzandogli i capelli.

<< Chissà che hai fatto oggi >>, sussurrò vedendogli quell’espressione beata sul volto.

Quindi lasciò la sua stanza, e andò a fare la doccia. Gettò gli indumenti neri sul ripiano e si pose sotto la cornetta. I suoi occhi castani si chiusero rilassati sotto l’acqua calda, mentre i capelli castani si attaccavano alla testa sottomessi dal getto. Il giorno dopo non doveva andare al Garden… e lui e Sora avrebbero potuto finalmente passare un po’ di tempo insieme.

 

Al suo risveglio, Sora notò una strana presenza nella cucina. Innanzitutto, uno stranissimo odore di cottura… e un ventiduenne ai fornelli che diceva << Buongiorno, Sora >>.

<< S…Squall?? >>, disse lui stropicciandosi gli occhi. Forse stava ancora sognando.

<< Proprio io >>, assicurò Squall. << Oggi il Garden ci ha concesso un giorno di vacanza. Sai, gli studenti sono tutti sfiniti dai compiti e molti vivono lì, di conseguenza hanno chiesto un po’ di riposo >>.

<< Sono felicissimo di vederti >>, si limitò a dire Sora. Silenzio. Non parlavano mai e non sapevano cosa dirsi. Squall lo temeva.

<< Senti… >>, esordì, << ieri ti ho visto addormentato per la prima volta da quando hai superato i dieci anni. Cos’hai fatto per essere tanto stanco? >>, chiese cautamente.

<< Beh… >>. Non sapeva se dirgli del loro nuovo vicino di casa. Riku era una persona fantastica, ma non voleva che Squall si preoccupasse. Specialmente se avesse visto il piccolo taglio sull’addome. Erano entrambi stanchi e Sora non si accorse di essere svenuto su Keyblade. Riku chiuse la ferita quasi del tutto. << Mi sono allenato molto >>, raccontò.

<< Non eri solo >>, contraddisse Squall pacato. Non voleva rimproverarlo, ma non voleva nemmeno gli raccontasse bugie. << La mareggiata ha fatto chiaramente vedere che c’erano altre impronte confuse con le tue >>.

<< Il… nostro… nuovo vicino >>, confessò Sora sentendosi colpevole. << Si chiama Riku… >>, e gli raccontò del loro bizzarro incontro. non disse nulla sulla ferita, e Squall sembrava tranquillo. Meno male…

<< Non avevi motivo di tenermelo nascosto >>, tranquillizzò il fratello maggiore. << Visto che sei solo tutti i giorni, se trovi un nuovo amico non mi offendo mica >>. Sora arrossì, ma perché doveva fargli una domanda molto imbarazzante.

<< Fratello… tu… hai mai… >>. Squall indietreggiò sulla la sedia in allerta, come se Sora fosse un pericoloso avversario. << Visto… una… una… una ragazza? >>. Il giovane si afflosciò sul tavolo come se gli fosse stato levato un peso. Ma gli scappò una risata.

<< Una ragazza? >>, ripetè. << Ce ne sono tantissime al Garden. Ma ne parli come se fossero bestie rare… ah, dimenticavo che tu… non ne hai mai vista una >>, realizzò rabbuiandosi.

<< No, una l’ho vista! >>, corresse Sora gonfio d’orgoglio. Ma si dovette fermare. Quei due avevano chiesto l’assoluto silenzio da parte sua e lui stava venendo meno alla promessa. Però poteva raccontargli una mezza verità. << Camminava di notte sulla spiaggia guardando la luna. Abbiamo parlato un po’, ma ha detto che non potrà più tornare… >>. Si sentì improvvisamente malinconico.

<< Fratellino, ti sei innamorato? >>, chiese Squall senza riflettere… come faceva spesso. Sora sputò tutto il latte sulla sua giacca.

<< No, naturalmente! >>, contestò tossendo. Però ammise a se stesso che il cuore gli scalpitava in petto ogni volta che ricordava Garnet. No, non poteva… lei era una principessa, e per giunta non aveva libertà neppure con la sua guardia del corpo! figurarsi con un ragazzino qualunque. << Solo che… è stata la prima ragazza che ho visto… >>.

<< Tra due anni potrai andare al Garden, no? Lì ne vedrai a bizzeffe… bionde, more, rosse… la professoressa Quistis… >>, arrossì vivacemente. Sora rimase sconvolto. C’erano davvero tante ragazze? << Ah, e naturalmente, le piccole Yu e Rin… >>.

SBRANG!

Qualcosa sfondò la finestra. Qualcosa con lunghi capelli bianchi.

<< Riku! >>, esclamò Sora sconvolto. << Stai bene? >>.

<< Sta arrivando! >>, avvertì Riku allarmato.

Squall teneva in mano, adesso, una specie di diabolico esserino ronzante.

<< Un drone da allenamento >>, realizzò. << Lo hai regolato troppo potente. Te lo sistemo io >>.

<< La ringrazio >>, ringraziò Riku. << Lei è il fratello di Sora? >>.

<< Squall Leonhart >>, disse distrattamente lui trafficando col malefico congegno.

<< Oggi è potuto rimanere a casa >>, disse Sora con un sorriso.

<< Ah >>, comprese il ragazzo dai capelli bianchi. << Be’ grazie per l’aiuto, Squall >>, disse.

<< Te ne vai di già? >>, chiese Sora deluso. Gli sarebbe piaciuto stare con entrambi.

<< Devo tornare al mio allenamento >>, sorrise Riku. << Va meglio la ferita? Non avrei dovuto farti stancare così… ehi, va tutto bene? >>.

<< Riku… >>, gemette Sora bianco come un fantasma. E pensare che aveva fatto il possibile per non farsi scoprire!

<< Quale ferita, Sora? >>, chiese Squall.

<< Niente… Niente! Davvero! È solo un taglietto! Non mi fa nemmeno male! SQUALL!! >>.

<< Dov’è? >>, chiese il fratello secco. Era il suo tono che non ammetteva repliche.

<< Q-qui >>, balbettò Sora scoprendo il taglietto sul fianco sinistro. Squall lo richiuse del tutto.

<< Colpa mia >>, giustificò Riku. << Ci siamo stancati troppo e lui è svenuto sulla sua arma. Non ho fatto in tempo a prenderlo, chiedo perdono >>.

<< Perdono? >>, ripetè Squall. << INCOSCIENTE! >>, rimproverò afferrandolo dalla maglia. <<Mio fratello poteva morire!! E tu mi chiedi perdono?! >>.

<< Non ti preoccupare tanto, fratello grande >>, ribattè sprezzante Riku. << Credi che fosse più al sicuro tutte le volte che lo lasciavi solo? >>.

Squall sentì una fitta allo stomaco, e perse la presa su Riku. Purtroppo aveva ragione. Che certezze poteva avere che Sora sopravvivesse restando solo tutto il giorno? Sentì una gran vergogna e un assalto spietato di sensi di colpa.

<< Uh… >>, gemette. Tirò un pugno al muro con violenza innata. << Va’ all’inferno >>, maledisse lasciando la casa.

<< Squall! >>, chiamò Sora inseguendolo. << Squall, aspetta! >>.

<< Cosa c’è? >>, rispose Squall fermandosi.

<< Non… Non arrabbiarti, Squall… io… volevo solo… che tu non ti preoccupassi… in realtà… >> confessò. << In realtà mi si era squarciato il fianco! >>, disse tutto d’un fiato. << Riku non c’entra! Anzi, è stato lui stesso a salvarmi richiudendo la ferita! >>.

Questo cambiava un po’ le cose. Se Riku aveva salvato la vita a Sora, era un altro paio di maniche. Forse non era tanto irresponsabile…

Però ogni volta che Sora si faceva male perdeva la testa. All’inizio, ogni notte si alzava in media due o tre volte per controllare addirittura se respirasse. Era tutto ciò che gli restava e non voleva perderlo… litigò addirittura con la professoressa Quistis, la vicepreside del Garden, perché voleva portare con sé Sora. La docente respinse la richiesta, seppure con qualche rimorso, perché neanche il Garden era un posto sicuro per un bambino di cinque anni. Anzi… avrebbe dovuto affibbiargli qualcuno dietro, con somme lamentele del preside. Squall si arrese all’idea, e dovette usare un sigillo per impedire al fratello di uscire di casa fino a nove anni.

<< Non sei più arrabbiato, vero… fratellone? >>, chiese triste Sora abbracciandolo.

<< Certo che non lo sono, piccolo sbadato >>, rassicurò lui. << Però… per favore, allenatevi con dei bastoni d’ora in poi, d’accordo? >>.

<< Pensavo la stessa cosa >>, disse Riku alle sue spalle. << È troppo avventato >>. Tese la mano a Squall. << Spero che non riserbi rancore nei miei confronti. È stato un errore umano >>.

<< Perdonati >>, concluse Squall. << Ma ti prego di stare più attento a lui, d’accordo? >>.

<< Senz’altro >>.

Squall prese Riku in disparte sotto lo sguardo curioso di Sora.

<< Lo affido a te, va bene? >>, sussurrò alle sue orecchie.

<< Assolutamente >>, rispose Riku. << Ma dato che useremo bastoni, non ci andrò leggero >>.

Squall si rassegnò all’idea di trovare ogni sera suo fratello trasformato in una prugna.

2

Il giorno dopo, Squall tornò al Garden. Come previsto, gli studenti, avevano l’aria più distesa. Ne fu felice. Selphie, un’allegra studentessa dai capelli castani e l’espressione sorridente (un po’ tra le nuvole), lo salutò a gran voce.

<< La nullafacenza vi ha giovato, vedo >>, disse una voce alle sue spalle.

<< Oh, professoressa! Un vento lugubre mi ha avvisato del suo arrivo, qualcosa di simile ad un gracidio infernale… >>, rispose Squall.

<< Taci, o ti levo cinque punti >>, ribattè secca la professoressa Quistis, una bella donna bionda elegantemente vestita con un completo blu-arancio succinto. I suoi aguzzi occhi azzurri guizzavano dietro le sottili lenti degli occhiali. << Tutti in sala combattimento tra dieci minuti >>.

<< Ok, arpia… >>, sussurrò Squall alle sue spalle quando si allontanò, facendo un versaccio. Lei si girò sorridendo.

<< Dieci punti in meno, Leonhart… >>, disse raggiante.

<< Oh! L’arpia ti ha colpito! >>, squittì una voce femminile dietro di lui. era Yuna, la “piccola Yu”. Contravvenendo alle regole, indossava un elegante abito svolazzante blu e bianco che la rendeva simile a una geisha. Aveva i capelli castani, fino al collo, e gli occhi di colore diverso: uno verde e uno azzurro. Diceva sempre che quell’occhio azzurro era la sua “essenza magica” e i suoi voti in Magia Spirituale le davano ragione.

<< Ah, si da tante arie solo perché fa parte della guardia della principessa Garnet >>, disse sprezzante Rinoa (“Rin”). Anche lei contravveniva alle regole indossando una lunga giacca di lana azzurra simile ad un impermeabile, smanicata, con bracciali dello stesso colore che arrivavano al gomito. Sotto di essa, succinti pantaloni e maglia nera, e stivaletti neri. << Vorrei romperle il naso, a quella strega >>.

<< Ancora brutti voti in combattimento? >>, fu la bruciante domanda di Squall. Rinoa tacque all’istante, nascondendo gli occhi castani sotto i lunghi capelli neri (che avevano due linee chiare).

 

<< Toccato! >>. Zell, un biondino agilissimo con un tatuaggio tribale in faccia, si divertiva a farsi inseguire. Aveva già fatto cadere Squall tre volte.

<< Falla finita e smettila di scappare >>, rimproverò Squall. << È un allenamento di lotta sul posto, non una corsa campestre >>.

<< Che stupido! Il tuo avversario non resta mai immobile a parare e contrattaccare! >>, contestò Zell.

<< Come vuoi >>, sospirò Squall, e lo mise al tappeto prendendolo dal collo. Lo tenne sottomesso quanto necessario per vincere.

<< Non vale! L’ho fatto apposta! >>, urlò Zell.

<< Taci, o ti faccio diventare un rospo, brutto perdente! >>, minacciò Yuna.

<< Grazie, piccola Yu >>, ringraziò Squall.

<< Ho battuto facilmente Rikkuchan >>, spiegò la ragazza, << ma Rinoa non è stata altrettanto fortunata >>.

<< Seifer?! >>, realizzò Squall sconvolto. Rinoa doveva affrontare un ragazzone biondo con gli occhi neri e lo sguardo spietato. L’unico che poteva tenergli più o meno testa era Squall, e infatti Rinoa finì velocemente al tappeto.

 

<< Sorachan sta bene? >>, chiese Yuna alla mensa. lo chiedeva sempre, e visto che ieri erano stati insieme, avrebbe risposto un po’ più ampiamente. Rinoa, rabbuiata, mangiava in silenzio.

<< Sì >>, rispose Squall. << Ha anche un nuovo amico >>.

<< Oh! >>, esclamò sbalordita Rinoa. << Incredibile! >>.

<< Ha preso casa vicino la nostra. Ne sono felice, perché Sora sta sempre con lui, mentre io sono via >>.

<< Non pensi che Sora possa esserne condizionato? >>, chiese Rinoa attenta. Era molto brava in psicologia. << Che quest’individuo possa prendere il tuo posto nel suo cuore? >>.  

<< Rin, Soruccio non è un bambino idiota! >>, protestò Yuna. << Sa distinguere un amico da suo fratello. Forse potrebbe attaccarcisi, ma in fondo ricorda che un legame tra fratelli di sangue resta tale, qualunque cosa succeda! >>.

<< Giusto >>, confermò Rinoa. << Dimenticavo che Squall e Sora non sono solo amici >>.

Squall rimase pensieroso. Ma no, non doveva preoccuparsi… Riku non sembrava molto intenzionato a diventare un fratello, per Sora.

 

I bastoni scelti per il combattimento cozzavano ripetutamente, e come al solito, Sora era sudato e stanchissimo, mentre Riku non sembrava particolarmente in difficoltà.

<< Migliori di giorno in giorno, non c’è che dire >>, ripeteva, << ma ti emozioni facilmente. Perdi facilmente il controllo… >>, gli mise il bastone tra le gambe facendolo cadere, << E quindi perdi facilmente il combattimento >>. Facilmente.

<< Uffa >>, sbuffò Sora. << Dovrò pur batterti, un giorno! >>.

<< Chissà >>, disse Riku. << Magari, col tempo… >>.

<< Vuoi cenare da me? >>, chiese Sora.

<< Mi piacerebbe >>, si scusò Riku. << Ma ho delle cosucce da sbrigare in città. Facciamo un’altra volta, va bene? >>.

<< Ricorda che l’hai promesso >>, avvisò il ragazzino soddisfatto.

Rientrò in casa e bevve tantissimo. Aveva la gola riarsa e piena di sabbia, e aveva sudato parecchio. Quindi fece una doccia. Gli occhi erano pesanti, ma non aveva voglia di dormire. Notò di stare mangiando di più, ultimamente. In effetti, sentiva ogni giorno di avere una voragine nello stomaco, da quando si allenava con Riku.

Un canto lo distolse dai suoi pensieri…

Qualcuno cantava con una voce dolcissima che mai aveva sentito. Una figuretta minuta stava sulla spiaggia, cantando limpidamente.

Era Garnet?

No, i suoi capelli erano molto più lunghi. Senza rendersene conto, si sentì attirato da quel canto. Si vestì in fretta e uscì nella spiaggia avvicinandosi lentamente per non far smettere la figura. Il visitatore aveva i capelli a caschetto, lisci come fili di seta rossiccia. Era davvero piccolo.

<< Ehm… scusa? >>, chiamò schiarendosi la voce.

<< Ah! >>, strillò la persona, girandosi. Che bel viso… aveva grandi occhi blu e una pelle delicata. << Scusi… questo posto… non credevo fosse abitato… >>.

<< Non fa niente, tran… >>. Si bloccò. Stava per dire “tranquillo”. Ma eravamo sicuri che fosse un ragazzo? Studiò  attentamente il visitatore. Era vestito di rosa, con scarpe bianche e arti sottili. Tremava un po’. << Scusa, tu sei… un… una… ragazza? >>.

<< Certo che sono una ragazza! >>, rispose lei non capendo. << Vuoi dire che non hai mai visto una ragazza in vita tua? >>.

<< Solo una, una settimana fa >>, rispose Sora arrossendo. Era ancora più bella di Garnet, e probabilmente, anche più giovane. La ragazzina rise vivacemente, un suono che gli riempì le orecchie.

<< Sei un tipo davvero strano >>, disse. << Io sono Kairy, e abito duecento metri più in là >>, spiegò indicando un punto. << Mi piace passeggiare di notte quando c’è luna piena. Scusa se ti ho disturbato >>.

<< Hai una voce stupenda… >>, affermò Sora rapito. << Era bello sentirti cantare >>. Scosse la testa, cercando di non pensare a strane cose che gli frullavano in testa. << Mi chiamo Sora… e ho quasi quattordici anni >>.

<< Io li faccio tra tre mesi >>, disse Kairy sorridendo. << E quel giorno ci sarà Luna piena, quindi lo festeggerò all’aperto >>.

<< La Luna ti piace proprio tanto >>, notò Sora.

<< Sono nata in una notte di Luna piena >>, spiegò lei. << E mia madre morì quando avevo un anno, per una rara malattia, sempre con questa Luna. Ogni volta che essa compare piena, canto, nella speranza che mia madre possa sentirmi… voglio farle sapere che sto bene e non deve preoccuparsi >>.

Sora guardò la Luna ma non disse nulla. Era una cosa stupenda quella detta da Kairy. Improvvisamente si sentì inadeguato e stupido. Forse non doveva disturbarla…

Ma stava piangendo? Sì, la ragazzina piangeva. Una lacrima le uscì dagli occhi. Senza pensare, Sora gliela asciugò col pollice. Pensava di ricevere uno schiaffo, ma invece lei gli sorrise.

<< Sei gentile >>, disse ponendo la sua mano su quella del ragazzino, ancora immobile sulla sua guancia. << E anche tanto carino >>, aggiunse con un sorriso malizioso. Se fosse stato possibile, dalle orecchie di Sora sarebbero uscite volute di fumo.

<< Forse ho esagerato >>, disse Sora ricomponendosi.

<< E invece ti ringrazio >>, obiettò lei. << Ora però devo andare. Ci vediamo… Sora >>, aggiunse ricordando il suo nome.

<< Lo spero… Kairy >>, rispose il ragazzino con il cuore che scalpitava furiosamente.

Doveva controllarsi! Che stava combinando? In lui si era svegliata una bestia affamata. E quella ragazzina una preda innocente dei suoi pensieri… << SMETTILA! >>, rimproverò a se stesso schiaffeggiandosi, arrivato in casa. << Ma cosa sto pensando? >>.

<< Stai crescendo, fratellino >>, disse distrattamente Squall, che aveva spiato tutto.

 

<< Come sei distratto! >>, rimproverò Riku infliggendogli la sedicesima bastonata. Sora non ricordava di poter provare dolore in così tante parti del corpo insieme.

Kairy…

Aveva sempre la sua immagine fissa nella mente. Non era come per Garnet: no, questa volta era peggio. Ogni volta che pensava a lei, gli si chiudeva lo stomaco. Erano passati sei giorni dal loro incontro, e da allora non l’aveva più vista. La speranza di rivederla lo portava a sentirsi male molte volte…

E ad avere completamente la testa fra le nuvole.

<< Ho capito, non è aria. È quasi una settimana che le prendi senza reagire. Che accidenti ti sta succedendo? >>, chiese Riku gettando il bastone. Sora cadde seduto con lo sguardo fisso. << Non è che il nostro Sora… >>, insinuò sottilmente quasi al suo orecchio, << si è preso una bella cotta? >>.

Le fiamme avvamparono sulle guance di Sora all’istante.

<< Vuoi scherzare!! >>, ribattè stizzito, ma quella sua reazione fu un’ulteriore conferma.

<< Chissà chi è… >>, continuò Riku impietoso. << Mi piacerebbe conoscerla. La conquisterei facilmente… >>, aggiunse guardandolo malizioso. << In fondo che speranze può avere un moccioso di tredici anni che puzza ancora di latte, contro un ragazzo molto più forte di diciassette? Sì, non ci vorrebbe molto. Scommetto che è piccola e graziosa… >>.

<< NON AZZARDARTI A TOCCARLA, MANIACO!! >>, esplose Sora con gli occhi fiammeggianti, tirandogli un violento pugno in faccia. Ehi, l’aveva colpito!

<< Che impeto! >>, notò Riku divertito. << Dev’essere proprio un grande amore! >>. Scoppiò in una fragorosa risata. << Non ho interesse con le bambine >>, assicurò. << Miro più in alto, io. Puoi tenertela, Casanova… ma a un patto >>.

<< Quale patto? >>.

<< Che torni sulla terra quando ci alleniamo. Tuo fratello mi ammazzerà se dovessi romperti qualcosa mentre tu vaghi nelle tue follie amorose >>.

<< Accetto… >>.

 

Decise di andare da Kairy a rivederla. Era più forte di lui. Come se un lontano istinto animale fosse arrivato. Non avrebbe mai creduto di perdere la ragione in quel modo: a Riku aveva lasciato il livido! Possibile che quella ragazzina lo avesse catturato fino a quel punto?

Duecento metri lo separavano dalla risposta. Non era Luna piena, però… “Spero che non sia in casa”, pensò. Ma era notte fonda.

Mosse il primo passo, e il cuore riprese a galoppare. La tensione se lo stava mangiando vivo. Non poteva aspettare l’indomani? Non l’avrebbe disturbata.

No, voglio andarci ora.

Meglio lasciar perdere… domani.

Ora!

Domani!

Non resisterò così tanto!

La disturberei sicuramente!

Non è tanto tardi!

Sono le due di notte!!

<< AAAAAAAAH!!! >>, gridò arruffandosi (per quanto possibile) i capelli. << Ho deciso. Ci vado! >>, disse con espressione risoluta.

Ma da quando duecento metri erano così infiniti? Ogni passo gli pareva non arrivare mai. Decise di correre, ma inciampò su un sasso. << Dannazione! >>, imprecò tirando un pugno alla sabbia.

Delle luci! La casa di Kairy era vicina. Ancora uno sforzo…

Correndo a perdifiato, arrivò ad una piccola staccionata. La casa di Sora e Squall era piccolina, con due camerette da letto, un bagno e una cucina.

Quella di Kairy era gigantesca! Una villa.

Una grossa villa bianca di due piani, con le finestre verdi e un cancelletto.

<< Di qui non si passa… >>, disse deluso. Tanta preparazione psicologica per trovarsi davanti ad un cancello chiuso! Però intorno alla casa c’erano tantissimi alberi! << Hmmm… >>, rimuginò Sora pensieroso.

Si arrampicò su una palma, e arrivato in cima, mirò alla quercia del giardino di Kairy. Non era un lungo salto, ce l’avrebbe fatta sicuramente. Saltò…

E si aggrappò al ramo per un pelo. La fretta gli fece calcolare male le distanze. Pregando perché non cadesse, saltò su un altro ramo, e un altro ancora, finchè non si trovò davanti ad una finestra. La tentazione fu troppo forte: sbirciò, e la bestia affamata fece un salto di gioia.

Kairy.

Stava mettendo una vestaglia leggera di lino sulla camicia da notte.

<< Wow… >>, sussurrò. << È… è… più bella… di quanto… ricordassi… >>, ansimò. E i suoi occhi, che lo guardavano…

Lo guardavano?!

Oh-oh.

Kairy fece un cenno col dito, e il ramo su cui stava Sora lo strinse e lo posò sul balcone senza esagerare con la delicatezza.

<< Cosa-ci-fai-qui? >>, chiese Kairy, molto meno gioviale dell’altra sera.

<< Volevo… volevo… >>. Le parole non uscivano. Sentiva la lingua completamente impastata.

<< Vlvedrtstra >>.

<< Eh? >>. Kairy non era sicura che quel ragazzo fosse tanto sano di mente.

<< Volevo… vederti… stasera… >>, ripetè Sora scandendo lentamente le parole.

<< Porco >>, troncò Kairy. Anche arrabbiata gli piaceva da impazzire!

<< No, no, non in quel senso! >>, corresse Sora disperato. Non voleva che lo fraintendesse. << Ma nel senso che tu… l’altra sera… mi sembravi triste… e allora… >>.

<< Cosa? >>.

<< Come stai… ora? >>, completò il ragazzino, meravigliato per la stupidità di quella domanda.

<< Oh >>, esclamò lei incuriosita. << Bene. Grazie. Ma non credo tu si venuto fin qui per questo, vero? >>. Sora sudava freddo. Cercava di trattenere quella bestia scellerata che voleva far scattare le sue gambe verso la ragazza. << Be’, non importa… però sei davvero strano. Senti, potresti farmi un favore? >>, chiese gentilmente.

<< Tutto quello che vuoi… >>, “piccola”, stava per dire. Il cervello si era disconnesso e la bestia affamata stava prendendo i comandi rapidamente.

Gli fece cenno di seguirla. Passarono per la camera da letto (Sora fece uno sforzo sovrumano per impedire alla bestia immonda di gettare quella poveretta sul letto), e scesero le scale fino all’entrata. Kairy aprì la porta, e poi uscirono nella spiaggia. Lui la guardava ammaliato.

L’unica differenza era che lei faceva finta di non accorgersene e di non essere interessata, ma in realtà quello strano tipo che era venuto a chiederle come stava alle tre di notte intrufolandosi di nascosto un po’ la attraeva. E non era tanto stupida da non notare che cercava disperatamente di frenare i propri impulsi animali.

<< Guarda quest’albero >>, spiegò dispiaciuta. Era un bel ciliegio completamente rovesciato, attaccato per una sola radice. << Era il più bello dell’esterno, l’avevo curato da quando ero piccola. Poi però qualcosa l’ha rovesciato, e non ho il cuore di distruggerlo… sta soffrendo, attaccato al terreno per una sola radice >>. Si girò verso Sora, con gli occhi tristi. << Per favore, Sora, salvalo… potresti riportarlo alla forma verticale? >>.

Sollevare un albero del genere? Forse Riku ce l’avrebbe fatta, ma sarebbe significato dimostrarsi debole. No, doveva far vedere a Kairy che lui i muscoli li aveva. Fece scricchiolare la dita, e avvicinandosi risoluto all’albero, lo afferrò gemendo.

Quant’era pesante!! Però lo stava alzando.

<< Ci… sono! >>, assicurò.

<< Bravo, Sora! Continua! >>, incitava felice la ragazza. Ma…

Un verme gli cascò sulla faccia da un buco, mentre lui lo aveva alzato sulla testa. per l’orrore, l’albero gli cadde con uno schianto infernale.

<< No, no! >>, gemette. Kairy era così felice… e ora sembrava delusa. << Mi dispiace… non ce l’ho fatta… >>.

<< Che cos’è tutto questo fracasso a quest’ora? >>.

I due si girarono. Videro un ragazzo dai capelli chiari, tra il biondo e il castano, gli occhi blu e una corporatura come quella di Sora, vestito con giacca e pantaloni grigi, una maglietta nera e una collana a forma di X.

<< Scusi… l’abbiamo disturbata? >>, si scusò Kairy. << Stavamo cercando di sistemare questo povero albero sofferente >>.

<< No, piccolina, non mi disturbi >>, disse il tizio con un sorrisetto malizioso. << Roxas non rimprovera mai una bella signorina… >>.

<< Ehi tu >>, minacciò Sora mettendosi tra i due. << Non metterle addosso quelle manacce, hai capito? >>. Il ragazzo chiamato Roxas lo ignorò.

<< L’albero è questo? >>, chiese. << Hmm, sembra opera di mio fratello Tidus. Ama prendersela con gli oggetti. Rimedio >>. Sora spalancò la bocca inorridito. Roxas aveva sollevato l’albero e tranquillamente l’aveva rimesso al suo posto con una mano sola, e senza la minima fatica! Si battè le mani per pulirle. << Chiedo scusa per il comportamento di mio fratello. È un gran villano >>.

Sora sentiva un bisogno crescente -dettato dalla bestia infame- di prendere quel bellimbusto a pugni fino a farlo schiattare dissanguato.

<< Ti ringrazio per l’aiuto >>, disse gioiosa Kairy.<< Mi occuperò di lui domattina… ora vado a dormire. Vi saluto >>, concluse allegramente.

Deluso, Sora la guardò entrare. Le luci si spensero del tutto.

Roxas.

La colpa era tutta sua. Se non si fosse messo in mezzo, non sarebbe andata in questo modo!

<< E tu che vuoi? >>, chiese sgarbatamente Roxas quando si fu allontanato dalla villa di Kairy.

<< Avvisarti >>, minacciò il ragazzino. << Non osare mai più avvicinarti a Kairy o dovrai risponderne a me >>. Roxas fece crocchiare le ossa del collo.

<< Mi stai minacciando, moccioso? >>. Sora avvertì il bisogno di scappare a gambe levate. Roxas aveva uno sguardo agghiacciante. << Dovresti fare attenzione a chi minacci >>.

<< Non ho paura di te >>. Menzogna! << Fatti sotto! >>, urlò andando alla carica.

A differenza di Riku, Roxas parava e rispondeva con meno riguardo. In fondo, non avevano alcun legame. Sora ricevette il decimo pugno prima di cadere a terra. ogni pugno sembrava una mattonata. Ma di che cosa le aveva fatte le mani, quello lì?! Di pietra?!

Si lanciò di nuovo alla carica, ma stavolta riuscì a centrarlo con un calcio. Risultato: Roxas s’inferocì sul serio e cominciò a triturare Sora a suon di pugni. A quota cinquanta, Sora cadde a terra di nuovo.

<< Rinuncia, se ci tieni alle ossa >>, avvertì Roxas glaciale.

<< Non mi fai paura, pallone gonfiato! >>, ribattè lui.

<< Se vuoi posso gonfiarti così saremo uguali >>.

<< Devi solo provarci! >>. Stavolta Sora gli si lanciò addosso, gettandolo a terra. i due rotolarono per tutta la spiaggia, che andava in discesa, prendendosi a pugni.

Yuna uscì in uno spruzzo d’acqua con l’espressione feroce.

<< Smettetela! Immediatamente! >>, ordinò. Si fermarono all’istante.

<< Un’altra ragazza? >>, disse Sora.

<< Tu e mio fratello avete già finito? >>, chiese Roxas.

<< Con te faccio i conti dopo, Roxas >>, tagliò corto Yuna (che ovviamente Sora non conosce: la chiamiamo così per comodità). << Vieni Sora, ti porto da tuo fratello >>.

<< Lei chi è? >>, chiese Sora cercando di reggere le falcate di Yuna. Notò che era asciutta, malgrado fosse uscita dall’acqua, e vestita.

<< Yuna >>, disse lei. << Compagna di classe di tuo fratello >>.

 

<< Hai fatto a pugni?! >>, ripetè Squall incredulo. Appena sveglio, era nervoso. Sora aveva così tanti ematomi e lividi che annerivano da sembrare un pomodoro troppo maturo.

<< Col fratello di Tidus >>, completò Yuna. << Si sarebbero ammazzati a vicenda se non fossi venuta. Roxas è troppo orgoglioso per cessare un combattimento e troppo forte per tuo fratello >>.

<< Ahi! >>, gemette Sora. Gli facevano malissimo le braccia e le costole.

<< Taci, cretino >>, troncò Squall. << Ti saresti fatto ammazzare >>.

<< Avrei potuto vincere >>, obiettò il fratellino. << Ormai ce l’avevo in pugno >>.

<< No, avevi UN pugno >>, corresse Yuna. << Sulla tua faccia >>.

Sora era con solo i pantaloncini addosso, con Squall che guariva le ferite. Yuna era seduta su una sedia dall’altra parte del tavolo, a giocherellare col suo orecchino.

<< Piuttosto, Yu >>, esordì Squall, << che ci facevi da Tidus? >>.

<< Indovina: ci ha provato ancora. Non sa proprio come attaccare bottone… grazie al cielo questi due si stavano pestando, così ho potuto scrollarmelo di dosso >>.

 

Roxas rientrò in casa. Sopportava il dolore, ma ammise a se stesso che Sora era un avversario notevole. Non era molto forte, ma era veloce. Gli faceva male tutto il torace a causa delle ginocchiate e dei calci presi, e aveva un labbro spaccato da un violentissimo pugno.

Ma per quale motivo lo aveva attaccato?

Ah, “Kairy”. La ragazzina? Gli scoppiò una risata improvvisa. Quel moccioso… era arrivato a farsi macinare da lui, Roxas, a suon di pugni, solo per un ragazzina? Era proprio di una gelosia folle!

<< Ehi, brutto idiota >>, disse suo fratello Tidus seduto su una sedia. Aveva l’espressione imbronciata. Non si somigliavano molto. Tidus aveva i capelli biondi un po’ scuri, gli occhi azzurrissimi e la carnagione bronzea, con un carattere violento quando era frustrato (il ciliegio…) e piuttosto volubile. Ma aveva l’incredibile capacità di attirare la gente e di familiarizzare subito con chiunque in qualunque luogo.

Non ricordava molto, solo che aveva cinque anni quando lui e Tidus andarono via di casa. I loro genitori, infatti, si rivelarono inadatti a svolgere quel delicato compito, tant’era che Roxas non spiccicò una parola fino a sette anni. Le cose erano cambiate, adesso, ma il carattere chiuso del sedicenne Roxas non era cambiato di una virgola. Ma aveva ereditato il comportamente farfallone del fratello maggiore.

Adesso i due vivevano in una casa sottomarina, poiché entrambi avevano il dono innato di poter respirare sott’acqua. Non avevano le branchie, però… era come se l’acqua non facesse loro nulla.

Solo che mentre Tidus adorava nuotare e sguazzare nell’oceano, Roxas detestava bagnarsi, così, anche per permettere l’ingresso alla gente, crearono un “corridoio asciutto” dalla spiaggia all’entrata, dove l’acqua non bagnava le persone. Fu un incantesimo difficile, ma non impossibile.

<< Che c’è? >>, rispose Roxas ripresosi dal suo pensiero.

<< Che hai combinato là fuori? Io e Yuna stavamo per arrivare a qualcosa, finalmente >>, spiegò col dente avvelenato. In realtà, Yuna svanì quando percepì la presenza di Sora e Roxas che si pestavano, ma aveva in mente di volatilizzarsi prima.

<< Senti, non è colpa mia, capito? Non è colpa mia se quel dannato moccioso ha voluto fare l’eroe solo perché ho fatto un favore a una poppante che neanche conosco!! >>, contestò Roxas tutto d’un fiato. Detestava essere incolpato ogni volta che tra Yuna e suo fratello le cose non andavano.

Ma che c’entrava lui? Era talmente ovvio che lei non voleva saperne!

Da quando Yuna entrò nella vita di Tidus, Roxas non riusciva a dormire sonni tranquilli. In qualche modo, Tidus riusciva sempre a incolparlo se le cose tra loro non andavano bene. I muri della casa erano ammaccati perché, litigando quasi ogni sera, i due fratelli finivano per tirare un pugno al muro e non parlarsi più per un paio di giorni.

Roxas però non si arrischiava a cercare il confronto fisico con il fratello, perché era il doppio di lui per muscoli e dieci volte più forte, oltre che essere cinque anni più grande. Lui e Squall si equivalevano, anche se Tidus era più aggressivo quando lottava. Squall cercava il modo per stordire l’avversario senza ucciderlo: odiava uccidere. Tidus, invece, voleva porre rapidamente fine al combattimento, in un modo o nell’altro.

Non che fosse una persona cattiva, capiamoci: era un ragazzo molto dolce e a modo suo, premuroso. Ma due galli nello stesso pollaio non possono stare, e infatti, ora che Roxas era in piena adolescenza, non c’era un attimo di tranquillità.

<< Vedi di non alzare troppo la cresta, tu >>, avvisò Tidus. << Avrai avuto la meglio contro un marmocchio, ma in questa casa ci sono persone di tutt’altra pasta >>.

Come al solito, finirono col litigare. Tuttavia, Tidus non gridava molto, quando discutevano. Era Roxas quello che alzava più la voce. Dopo il solito grido “Va’ all’inferno, bastardo”, e il solito pugno sul povero muro, Roxas si ficcò sotto le coperte senza neanche cambiarsi, e massacrò di pugni il cuscino.

 

Riku, come previsto, esplose in una fragorosa risata. << Hai fatto a pugni per quella ragazza? >>, diceva. << Complimenti, Sora! >>, e riprese a ridere.

Per punizione, Squall guarì solo cinque o sei tra le decine di lividi che aveva, così non poteva neanche muoversi bene senza provare dolore. “Così impari”, fu la predica, tra le risatine composte di Yuna. Lei rimase a dormire da loro quella notte, in camera di Squall. Ma rimasero tutta la notte a parlare. Tra una risatina e l’altra, Sora sentiva spesso la parola “Rinoa”. Chissà che intendevano.

<< Non è divertente… ahi… >>, gemette. Anche la mascella gli faceva male. Ogni pugno di Roxas, come abbiamo detto, era simile ad un colpo di mattone.

<< Hai dimostrato molta audacia… >>, continuò Riku, << E moltissima stupidità! Non puoi sfidare qualcuno se prima non hai un’idea di come poterlo affrontare! Insomma, già il fatto che fosse riuscito a sollevare l’albero con una mano sola (mentre tu facevi fatica con entrambe) senza la minima difficoltà avrebbe dovuto darti da pensare! >>.

<< Senti, ho già ricevuto una predica da Squall, va bene? Non ho bisogno di sentirmi ancora più stupido >>.

<< Il fatto che tu ti senta stupido, è già positivo… >>, affermò l’altro. << Visto che non puoi muoverti bene senza dire “Ahi!”, faremo un altro tipo di allenamento: resistenza al dolore >>.

Sora lo guardò preoccupato.

<< Quel ragazzo è riuscito ad avere la meglio perché aveva una resistenza superiore alla tua, quindi ha potuto picchiarti di più >>, spiegò. << Detto questo, mi trovo costretto a doverti costringere a resistere al tuo dolore. Adesso eserciterò una pressione sempre maggiore su diversi “punti di pressione” che danno fastidio e dolore, e ovviamente, su tutti i lividi. Al minimo gemito, una sberla sulla nuca >>.

<< Aiuto… >>, gemette Sora.

La prova fu disastrosa, ma sicuramente utile. Riku premeva con le dita i lividi e i punti di pressione con forza sempre maggiore, e Sora si sentiva esplodere dal dolore. Arrivò addirittura a urlare, e si rese conto che maggiore era l’intensità del suo lamento, maggiore era la potenza della sberla. Alla fine della “lezione”, aveva il collo nero. Squall non disse nulla: evidentemente, lui e Riku si erano messi d’accordo.

Al quinto giorno, il dolore non lo sentiva più per metà. I lividi sembravano non guarire mai, e improvvisamente sentì come se il suo corpo si fosse abituato a sentire dolore.

Riuscì addirittura a combattere come al solito, ma le bastonate di Riku lo fecero tornare alla condizione originaria.

<< Va sicuramente meglio >>, si congratulò Riku. << Per ora può bastare. Hai una resistenza nettamente superiore >>. Detto questo, guarì tutti i lividi di Sora in un attimo. << Ah, avevamo una cena in sospeso, vero? >>.

 

Così lui e Riku cenarono insieme. Non aveva mai mangiato con qualcuno, a parte quel giorno che suo fratello non dovette andare al Garden, e gli parve una stupenda sensazione. Gli piaceva quella compagnia, quel chiacchierare…

Certo che era una spiaggia affollata. Lui e Squall, Riku a qualche metro, Kairy a duecento metri, e Roxas e suo fratello Tidus sott’acqua poco distanti da Kairy. Aveva fratello, amico, amore e peggior nemico concentrati nello stesso posto.

<< Delizioso >>, commentò Riku finito di mangiare. << Cucini molto bene… e in fondo, finora ho sempre mangiato carne in scatola >>. Aggiunse sbuffando una risata.

<< Devo riempire il frigo >>, disse Sora dando un’occhiata. << Domani dovrò andare a pescare >>.

<< Senti… hai più visto mia sorella? >>, chiese il ragazzo a bruciapelo.

<< Sor… >>, ripetè Sora. << Sorella? >>. Connesse. << Kairy… >>.

<< Indovinato >>, confermò con un sorriso storto. << Ho due sorelle. Kari, la più grande, e Kairy, la più piccola. Io sono il figlio di mezzo. Kari va al Garden, mentre io sono un autodidatta. Odio le scuole >>.

Kari? Non l’aveva mai vista.

<< Questa Kari a chi somiglia di più? Ha i capelli bianchi come te? >>, chiese Sora.

<< Oh no, è Kairy da grande >>, negò Riku. << I nostri genitori hanno messo i loro nomi in assonanza apposta. Ha solo i capelli più lunghi di Kairy, poi le differenzia solo l’età e quindi le caratteristiche fisiche dovute ad essa >>. Si avvicinò. << È stata proprio lei a rendere vivente ogni albero della casa… sono peggio di cani da guardia >>.

<< Kairy adora gli alberi >>, disse Sora distrattamente. “E la Luna”, stava per dire, ma ricordando le lacrime della ragazzina, non disse nulla.

<< Per lei sono come tanti fratelli >>, spiegò Riku. << Pianse a dirotto quando vide quel ciliegio rovesciato >>.

<< Come mai abiti lontano da loro? >>, chiese il ragazzino. Si pentì di averglielo chiesto. Non voleva invadere la sua vita privata.

<< Kari non mi sopporta >>, spiegò lui rabbuiandosi. << Dice che gli ricordo troppo nostro padre, che la picchiava spesso. Kairy aveva otto anni quando me ne andai… ma Kari le ha cancellato i ricordi riguardanti me. Sente un “alone vuoto”, ma pensa siano solo i difetti della memoria. Ufficialmente, per Kairy io non esisto >>.

Sora singhiozzò. Pensò di non poter capire, lui che era cresciuto con un fratello sì assente, ma che lo riempiva sempre di attenzioni e premure, la sofferenza di Riku. Abitavano a poco più di duecento metri l’uno dalle altre, e non potevano vedersi. Riku era un reietto per una colpa che non aveva.

<< Ma perché stai piangendo? >>. Senza accorgersene, infatti, Sora si era commosso e piangeva.

<< Starai soffrendo tantissimo… e io… >>, disse tra le lacrime. << ti ho fatto una domanda tanto personale… >>.

<< Stupido >>, tagliò corto Riku. << Ammetto che mi fa male. Ma non posso darti la colpa. In fondo, non ne sapevi nulla. E ora smetti di piangere >>.

Sora si asciugò gli occhi e abbozzò un mezzo sorriso.

Forse, se avesse parlato con quella Kari…

 

<< Fratellone, tu conosci una certa Kari? >>, chiese Sora la sera dopo. Squall era tornato prima perché aveva meno compiti, così poterono cenare insieme.

<< Kari… >>, ripetè Squall pensieroso. << Kari, Kari, Kari… ah, certo! Kari! La migliore del secondo corso. È qualche mese più piccola di me, ma non abbiamo mai parlato molto. Solo un paio di volte. Bella ragazza, indubbiamente. Forse un po’ glaciale, ma questo la rende affascinante. Ah, lei è già diventata Seed >>.

Sora gli raccontò tutto, sentendosi in colpa per aver spiattellato così tranquillamente un segreto del genere. << Ahi… >>, gemette Squall, << Fratello, ti stai cacciando in qualcosa di troppo grande, per te. Ti conviene rinunciare e lasciare che le cose seguano il loro corso >>.

<< Non posso! >>, obiettò Sora. << Io sono… innamorato >>, disse questa parola a fatica, arrossendo vivacemente << di Kairy! Non posso restare indifferente mentre mi alleno con il fratello che non sa di avere! >>.

<< Vedi di non montarti la testa >>, troncò Squall. << Innanzitutto, non dire certe parole gigantesche così alla leggera. Secondo, come pensi che reagirebbe Kairy? Sarebbe felice? E Riku? Se gli andasse bene così, senza bisogno che un ragazzino si mettesse in mezzo nelle loro vite? Ragiona, Sora: Kari lo ha cacciato perché gli ricorda troppo il padre. Il che vuol dire che per Kairy è la stessa cosa! Come pensi che la prenderebbe?  >>.

La logica schiacciante di Squall lo mise all’angolo. Aveva ragione, e parecchio. Forse a Kairy andava bene così… e Riku, anche se a malincuore, accettava, purchè sapesse che sua sorella fosse felice. Probabilmente, le “cosucce da sbrigare” di Riku non erano in città. Forse andava a casa di Kairy, a vegliare su di lei e assicurarsi che nessuno le facesse del male.

<< Io… però… >>, farfugliò Sora con lo sguardo basso. << Come posso… far finta… di nulla? >>.

<< Pensa solo che è per il bene delle loro vite >>.

 

Non ce la faceva. Era più forte di lui. Mentre pescava, guardando il mare, non riusciva a smettere di pensare allo sguardo triste di Riku quando parlava delle sorelle.

Ma un momento…

Chi è quella?

Dalla casa di Riku veniva una ragazza alta dallo sguardo gelido, con un top e pantalocini rosa-bianchi e gli stivaletti neri. Sembrava la fotocopia di Kairy. Non era per caso…

Kari?

Sora mollò la canna da pesca e la inseguì: improvvisamente si trovò con una spada puntata al collo, curva e sottile. Kari si era accorta di lui.

<< Lei è Kari? >>, chiese deglutendo. Lei annuì. << Che ci faceva a casa di Riku? >>. Sperava che avessero fatto pace. Le due sorelle avevano solo gli occhi di colore diverso: Kari li aveva verde giada, come Riku.

<< Gli ho ricordato di non avvicinarsi mai più a casa nostra >>, disse lei. La sua limpida voce era dura e inflessibile. Ma che ci faceva lì, non doveva essere al Garden? Ah già, era una Seed! I Seed erano come un corpo studentesco di mercenari, che avevano alcuni giorni liberi per prepararsi alle missioni che li attendevano. << Non voglio che Kairy abbia contatti con lui >>. Sora sentì qualcosa bruciargli dentro. Rabbia. Rabbia pura.

<< Ma lei chi diavolo crede di essere?! >>, rimproverò. << Riku ha diritto di vedere sua sorella! >>.

<< Se lo vedesse, si ricorderebbe di lui, e del padre che ci picchiava. Ricorderebbe che Riku non stava mai dalla nostra parte e che spesso e volentieri se la svignava lasciando noi due a soffrire anche per lui. io avevo il diritto di cacciarlo via quando nostro padre, sia ringraziato il cielo, è morto e sepolto. Non parlare di cose che non sai, ragazzino! >>, concluse più gelida di prima.

<< Non è giusto così… >>, protestò Sora. << Non è giusto… così non risolverete il problema! E se un giorno Kairy lo ricordasse? Come farà lei a giustificarsi? >>.

<< Le dirò che è morto >>, disse spiccia Kari. Si girò e se ne andò senza dire una parola, impassibile.

<< Sora >>, disse una voce familiare alle sue spalle.

<< Ri… Riku? >>, realizzò Sora spaventato. Aveva la stessa espressione glaciale della sorella. “Non dovevo immischiarmi!”, pensò tremando. “Riku… Riku è arrabbiato!”.

SCIAF.

Il dorso della mano di Riku si schiantò con una forza spaventosa sulla guancia di Sora, facendolo cadere per terra. Altro che Roxas… se quello nelle mani aveva i mattoni, Riku aveva una montagna intera.

<< Non ho chiesto il tuo aiuto… né volevo ti immischiassi >>, disse brevemente. Il volto solitamente spavaldo e sorridente era freddo e duro come il marmo.

<< Io… volevo solo… che tu… e Kairy… >>. Non aveva il coraggio di guardarlo negli occhi, quegli occhi che nell’attimo che li aveva incrociati sembravano baratri.

<< Nessuno ti ha chiesto nulla >>, continuò Riku.

<< Non arrabbiarti… ti prego… >>, supplicò. << Dimmi che… domani… non sarai arrabbiato… non l’ho fatto… per farti del male… >>.

<< Non ci sarà nessun domani >>, disse Riku impietoso. << Non sei una persona degna di fiducia. Non voglio più vederti >>.

<< NO! >>, gridò Sora disperato. << Riku… >>.

<< Non aspettarmi domani… non aspettarmi mai più >>.

Sparito oltre il muro di scogli l’unico amico che aveva, Sora scoppiò in lacrime come mai prima.

 

Era come un pugno allo stomaco. Improvvisamente il suo cuore aveva smesso di battere, i suoi polmoni di respirare. Come se un velo di ghiaccio avesse sigillato quell’orribile ricordo nella sua memoria. Lo schiaffo, la sua espressione gelida, quelle parole crudeli.

Tutto perché non sapeva farsi gli affari suoi.

Squall immaginò cosa fosse successo, ma non aveva il coraggio di parlargli in quel momento, con la ferita ancora aperta e bruciante. Ci sarebbero state troppe lacrime e poche conclusioni.

“Gli parlerò domani”, pensò preoccupato. “Meglio lasciarlo sfogare”.

Ma domani era ancora peggio.

Sora rimase tutto il giorno davanti alla porta ad aspettare Riku. Sperava che venisse, col suo solito sorriso e i bastoni in mano. Non importava quante bastonate avrebbe ricevuto, gli bastava che Riku tornasse. Ma Riku non tornò, né quel giorno, né l’indomani, né dopo l’indomani.

La notte, Sora saliva sullo scoglio davanti casa, guardando il mare e piangendo. Malediceva la sua stupidità con tutte le sue forze. Si girò verso il muro di scogli, e lo vide.

Riku.

La sua spada vorticava e sibilava come un unico lunghissimo fischio. Era velocissimo. Dalla sabbia spuntavano dei bersagli che lui faceva a pezzi uno dopo l’altro.

Voleva chiamarlo.

Ma a che sarebbe servito? A ricevere un altro malrovescio come prima?

<< Ma guarda chi si vede >>, disse una voce sgradevole.

<< Roxas! >>, esclamò tutt’altro che entusiasta.

<< Che fai lassù? >>.

<< Non sono affari tuoi >>.

<< Potresti cadere se ti agiti così, e non voglio che diano la colpa a me se dovessi romperti l’osso del collo >>.

<< Perché sei venuto fin qui a disturbarmi? >>, chiese Sora desideroso di vederlo sparire.

<< C’è Yuna a casa mia >>, rispose lui contrariato. << E stavo facendo una passeggiata. Perché non scendi e parliamo un po’? Siamo partiti col piede sbagliato, vorrei rimediare >>.

<< Non ci tengo >>, neg&og